sabato 23 maggio 2015

3000 km di out back




siamo in pausa studi, per cui liberi di lavorare,purtroppo nelle fattorie nei dintorni di Cairns la stagione sta volgendo al termine, sta iniziando a piovere, i prezzi di lime e avocado, sono per il momento troppo bassi per giustificarne la raccolta, quest'anno resteranno sugli alberi.

La nostra affannosa ricerca di lavoro, non sta portando a grossi risultati. Chiamiamo un amico che da alcuni giorni si è spostato nel Victoria. Ci dice che lui sta lavorando ad un prezzo accettabile. Sono tremila chilometri....e l' ostello ci ha appena ridato le nostre posizioni lavorative, non ci pagano, ma almeno abbiamo alloggio gratuito.
Oltretutto non mi fido troppo del personaggio al quale abbiamo telefonato, la discussione si protrae per paio di giorni è la prima decisione sofferta. Non sono per nulla convinto.

Partiamo, questa volta verso l'ignoto, senza un paracadute, cerco sempre di avere una via d'uscita, questa volta non ce l'ho....non mi piace affatto.

Ci fermiamo a fare benzina dopo poco più di 100 km, “la tosca” è strapiena di roba, manca solo l'attrezzatura subacquea, Mildura, la nostra destinazione, è al limite del deserto il mare più vicino è 500 km...per cui la lascio a casa di un amico.
Il gestore è piuttosto ben informato, sulla strada che dobbiamo percorrere, compriamo una cartina e lui ci da una mano a scegliere la strada migliore, servono 4 giorni di viaggio, il navigatore satellitare me ne segnala un altra.
Lui ci consiglia di prendere quella meno all'interno, perché è più sicura. Succede frequentemente di trovare una strada bloccata dal maltempo e dover tornare indietro per centinaia di chilometri oppure trovare un distributore chiuso e aspettare il gestore per qualche giorno. Abbiamo fretta...non gli diamo ascolto e prendiamo quella che ci sembra un giusto compromesso tra tempi di percorrenza e rischi.

Nel primo pomeriggio il caldo è devastante, viaggiamo con i finestrini aperti, 110 kmh, non ho acceso l'aria condizionata, non vorrei che “la tosca” mi facesse qualche brutto scherzo. Passiamo Townsville circa 400 km, giriamo verso l'interno, abbiamo ancora 200 km di autonomia, sono le 4 del pomeriggio il sole non è più alto e comincia ad arrostirmi la testa, metto un asciugamano al vetro, a questo punto l'aria condizionata è obbligatoria.....se “la tosca” si rompe?....ancora non siamo troppo lontani dalla civiltà, forse qualcuno ci darà una mano...almeno lo spero.
Le due ore successive le passo a guardare continuamente l'indicatore della temperatura dell'acqua.

Incrocio il primo “truck train road” (è cosi che vengono chiamati i camion che hanno più di due rimorchi possono essere lunghi fino a 50 metri)....sapevo che ce ne sono....ma vederlo è tutta un altra questione. Va veloce quanto me, 110 lo scossone al momento dell' incrocio mi lascia esterrefatto, non me l'aspettavo, meno ancora mi aspettavo la nuvola di polvere che si tira dietro, la strada ha larghe banchine sterrate che frequentemente vengono usate per scambiarsi.

Il paesaggio, a cui tanto siamo abituati, foresta pluviale, fiumi, colline verdi, prati scoscesi ha già lasciato spazio all' out back, cespugli bassi, alberi piccoli ai lati della strada, la terra rossa si mescola al verde della vegetazione, vento. L'asfalto per lunghi pezzi è di colore rosso!!! 

Si iniziano a vedere i primi animali, un gruppo di Emu bruca l'erba secca ai lati della strada, un aquila solitaria rotea in termica, alla ricerca della cena....
Lontano, in quella che sembra il confine tra foresta pluviale e deserto, un Cassowary....almeno ci sembra, questo uccello vive nella foresta, vederlo in questa zona è piuttosto strano, anche se il benzinaio ci aveva detto di stare attenti 

perché proprio questi animali attraversano frequentemente anche di giorno, per gli altri il problema si pone solo la notte.

Si fa buio, comincio a essere stanco, ma dobbiamo ancora percorrere almeno 200 km, decidiamo di fermarci a dormire nel paese che dalla cartina sembra essere il più promettente. Dovrebbe essere abbastanza grande da avere qualche motel......speriamo!

Nelle prime ore della notte si inizia a vedere i canguri ai lati della strada, sono preoccupato, se per sbaglio ne prendo uno, rischio di concludere il viaggio nel peggiore dei modi.....


Emerald, 700 km in 9 ore e 40 di viaggio, sono le 10.00 di sera, non c'è un anima viva in giro. Cerchiamo un motel o comunque un posto dove dormire, setacciamo il paese e alla fine troviamo 3 strutture in fila.....Tutte chiuse!!!!

In una troviamo un cartello “if i don't inside the office, ring me” (se non sono in un ufficio suonatemi). Suoniamo il campanello, nel silenzio della notte ha l'impatto acustico di una sirena!!!

Quando comincio a pensare che il gestore dorme di grosso, si apre la porta....esce un signore sulla sessantina.

-“hallo how are you?...can i help you?”...
-”tutto ok...grazie, volevamo una camera per dormire, ne ha disponibili”
-”off course, oneundred seventy dollar for night”
-”come??? 170 dollari???”-”questo aspetta il pollo da spennare!!!!”

non c'è molto da scegliere...tocca la dormita in macchina,poco lontano un parco, abbastanza vicino alla strada, parcheggio sotto un albero, togliamo la spazzatura dalla macchina e organizziamo per la notte.......fa freschino, si inizia a sentire l'escursione termica tipica del deserto, in inverno in alcune zone interne si superano i 20 gradi.

Ore 6.40, il sole, da poco sorto, ci sveglia, l'albero ha aiutato ad allungare il sonno. Cerchiamo un posto per mangiare qualcosa, tutto chiuso!!! Ho dormito di merda e sono più stanco di quando mi sono addormentato.
Ripartiamo, ci fermeremo al prossimo paese, dovrebbe essere poco lontano, un ora al massimo è comunque una tappa obbligata, abbiamo, si e no, 150 km di autonomia.

Quasi due ore e 160 km dopo, il distributore ha anche il bar, colazione!!! era l'ora!!! La speranza di trovare qualcosa di commestibile si esaurisce subito dopo essere entrato per pagare il carburante.
Compro un pacco di biscotti e una bottiglietta contenente un liquido del colore del caffè-latte...è in un frigo!!!
Il colore era quello giusto, il gusto no!! E' un “beverone” che contiene anche il caffè e il latte...ma è orrendo!!!! Iniziamo proprio male il secondo giorno di viaggio!!!

I panorami lasciano di nuovo spazio a una rigogliosa vegetazione la strada si inerpica su per le colline verdi e lussureggianti, in alcuni punti la strada è stata scavata nella roccia, 

poco lontano, picchi sporgono dalla vegetazione, con il colore rosso della terra il contrasto di colori è da mozzare il fiato...

 
si iniziano a incontrare carcasse di animali investiti nella notte, o nei giorni precedenti.


Il traffico è pressochè inesistente, ogni tanto incrociamo un grosso camion, ma nella nostra direzione sembra non andare nessuno...stiamo viaggiando verso l'inferno???

Superiamo Injune, ho una fame da lupi, ma è presto per fermarci, lo faremo alla prossima città, quella che è un po' considerata il confine con l'out back. La radio non funziona e il caldo è di nuovo terribile, “la tosca” sembra sopportare bene anche l'aria condizionata, non per questo ho smesso di controllare la temperatura dell'acqua.

Roma....150 km, questo ci indica un cartello!!! Si la città limite, si chiama proprio come la nostra capitale.

Due ore dopo, ecco il cartello che indica 

 il nostro arrivo alla “capitale”. Il rumore di un aereo attrae la mia curiosità, non lo vedo, dove è? Il suono acuto, misto al rombo tipico delle eliche mi fa capire che è grosso e basso....Vedo i carrelli nello specchio retrovisore!!!! Ma dove va questo folle!!!!! Non faccio in tempo a rendermi bene conto di quello che succede, che mi sfila accanto al finestrino, il canguro dipinto sull'impennaggio di coda, mi dice che è un aereo Qantas, la compagnia di bandiera australiana, un ATR 42 


, che un attimo dopo posa le ruote sulla pista di atterraggio, sprigionando uno sbuffo di fumo.

Mah!!! Qui una città di circa cinquanta mila abitanti convive con un aeroporto e con la pista parallela alla strada statale, senza recinti e senza controlli, o perlomeno per quanto si possa capire da qui, l' aereo si ferma accanto al terminal.....un capannone, la gente scende e semplicemente si allontana....decisamente più intelligente che da noi....dove se c'è un aeroporto come minimo sono previsti 6 poliziotti. Meglio non commentare.....

Pranzo....andiamo al super mercato, prendiamo il necessario e ci costruiamo 2 panini, la sprite da berci assieme.
Non c'è che dire, il nome lo hanno scelto proprio giusto, Roma, il casino è equivalente a quello della nostra capitale.....è l'unico posto, da quando sono in Australia nel quale mi ritrovo bloccato nel traffico.....sarà mica che sia stata fondata da Italiani??? Non vorrei che il caos noi italiani ce lo portiamo nel DNA......

Sono le 2 del pomeriggio, sono già più di 6 ore che guido, facciamo due passi per sgranchirci le gambe, un caffè....Ovviamente è orribile....ci prendiamo una mezzora di pausa e passo il volante a Angela.

Siamo di nuovo in mezzo al nulla, il cd di Natalie Imbruglia fa da colonna sonora, sono ore che gira purtroppo è l'unico che funziona e comincia ad avermi divertito......un gruppo di corvi vola in cerchio, un altra carcassa di canguro....il puzzo di morte è un triste compagno di viaggio, non mi aspettavo di trovare così tanti animali investiti. Ai lati, una pianura infuocata, sfoca in miraggi lontani, al limite della vista che gli occhi ci permettono, la strada dritta e noiosa sembra anche lei finire in un miraggio, che per quanto si possa essere veloci mai si riesce a raggiungere 

 pian piano arriva il calare del sole....l'orizzonte si tinge dall' arancio al rosso, visto che non sto guidando posso godermelo....l'arcobaleno di colori ricopre 180 gradi tutta la parte ovest.....e ogni minuto cambiano...dalla parte opposta a est sta diventando scuro l'azzurro del cielo e il violetto si confondono con le nuvole che sembrano incendiarsi........uno spettacolo che sembra non finire mai, e che cambia in continuazione......cominciano a farsi vivi i canguri......quantità industriali.....pecore che pascolano al limite della strada che ogni tanto ci si fermano in mezzo....Hebel...ci fermiamo per fare benzina e mangiare un boccone. Scopro che il gestore del distributore è di origine italiana, suo fratello ha una farm a Mareeba.....ci sono stato a lavorare!!! Ringrazio saluto e gli chiedo se quando sente il fratello me lo saluta....quanto è piccolo il mondo!!!

Riprendo il volante, sono altri 200 km da fare prima della prossima sosta, spero che almeno stanotte si possa dormire in un letto!!!

Gli animali a bordo strada, sono troppi!!! Canguri per la maggior parte, ma anche emu e volpi, mi tocca andare piano,60 km all'ora....così ci faccio le 4 del mattino...vedo due ombre enormi, dui canguri, sono big red (grande rosso)
, attraversano senza nemmeno girarsi, sono alti almeno 2 metri, freno e rischio di inverstirli, cazzo quanto erano vicini!!!
Rallento ancora, mi sembra di essere Nuvolari che sfila alla mille miglia in mezzo a due ali di pubblico.....il pubblico però qui è fatto da canguri non sezienti quanto lo sono gli umani.....rischiamo di arrivare alla destinazione prevista per la sosta notturna troppo tardi.....
Sono estremamente concentrato,e quasi non mi accorgo del sopraggiungere di un train road...mi sorpassa facilmente...potrebbe essere la soluzione dei miei problemi.
Mi faccio “tirare” in scia...110 km all' ora,ogni tanto un po' di fortuna!!!... gli sto piuttosto vicino, abbastanza da non permettere agli animali di inserirsi in mezzo...Lui non ha i problemi che ho io, i mezzi che normalmente viaggiano su queste strade hanno il frontale rinforzato, i truck in particolar modo, montano un paraurti che copre tutte le parti vitali, fari, compresi quelli supplementari di profondità e radiatore.....è quasi un ora che lo seguo come un ombra, speriamo che non passi sopra a un canguro, potrebbe comunque arrivarmi in faccia 2 quintali carne, che per quanto sarebbe macinata, sempre due quintali sarebbero...più che sufficienti per lasciarmi a piedi nel deserto....

Il mio “passaggio” rallenta....un cartello mi dice perché “ work road head” (lavori sulla strada più avanti)....la strada diventa sterrata....il truck accelera di nuovo fino ad arrivare ai suoi 110 km all'ora...resto in scia, resisto, non vedo un accidente, per fortuna ha dei grossi para schizzi che coprono le ruote posteriori, passano i minuti, di asfalto non se ne vede, qualche pietra mi arriva sul parabrezza....desisto, trovarsi in un curva senza vederla equivarrebbe a finire il nostro trasferimento...non posso permettermelo....Il bestione si allontana rapidamente, io brancolo nel buio e nella polvere.....le sue luci sono ormai due puntini in lontananza.
Riprende l'asfalto, ci vedo di nuovo...è lontano ma forse ce la faccio a prenderlo......accelero 110.....130....150...i canguri ai lati sfilano fin troppo rapidamente.....160....170....pochi minuti che sono bastati per farmi sudare freddo.......rallento.....ho di nuovo la mia “assicurazione”.

Il mio truck è arrivato a destinazione...non alla mia però....posso anche accontentarmi mi ha accompagnato per un bel po'....potremmo anche fermarci, ma vorrei un letto per dormire e il paese è troppo piccolo, non ci sono accomodation.
Continuiamo, ci mancano solo 50 km...per fortuna sembra che la moltitudine di “spettatori” sia un po' diminuita....posso andare anche un po' più veloce....ci chiama il nostro amico.
Purtroppo il telefono è scarico e ha deciso di non ricaricarsi con il carica batterie della macchina, passiamo la sim in un altro telefono...non la riconosce, eppure abbiamo solo telefoni sbloccati, dovrebbero leggerle tutte....mah! Misteri della tecnologia, niente non c'è verso di richiamarlo....

Gilgandra...destinazione raggiunta, dopo 15 ore di guida ininterrotta e 1200 km, la ricerca del letto è vana....tocca di nuovo la macchina.

Mentre preparo per la notte, do uno sguardo al cielo.....la notte senza luna e l'illuminazione pubblica inesistente mi fa vedere una volta stellata incredibilmente luminosa.....un cielo illuminato dalle stelle, la via lattea, una “pennellata” bianca e in mezzo la croce del sud, la costellazione presente sulla bandiera australiana, che ha guidato per centinaia di anni i navigatori che si avventuravano per i mari dell' emisfero australe e che forse in fondo ha guidato anche me, in questa mia avventura, che ogni giorno di più si rivela il pezzo più interessante della mia vita.

E' freddo, un ultimo sguardo, entro in auto e provo a dormire.

E' già l'alba, mancano ancora un migliaio di chilometri e io sono stanchissimo, non ho dormito un cavolo, il freddo mi ha fatto passare una notte pessima, diventa imperativo fare una colazione degna di questo nome.

Poco lontano un bar appena aperto, la signora ci da il buon giorno e ci chiede come avevamo dormito!!! Che domande...in modo pessimo!!! Sorride e dice che ci pensa lei a rimetterci in carreggiata....
E in effetti un plumcake al cioccolato e un cappuccino, raddoppiato poi con un caffè, dei loro, un secchio, che fa abbastanza schifo, ma in quanto a caffeina è secondo a pochi.
Mi sento un po' meglio, intorno a noi, campi sterminati di grano, appena mietuto, sorpasso un truck sul doppio rimorchio il tamburo di una mietitrebbiatrice.....è lungo più di 30 metri....in italia non ne ho visti mai di così grandi. Il mio miraggio torna a farmi compagnia, in fondo alla strada che sto percorrendo, di nuovo li, immobile e irraggiungibile. Ancora una colonna di corvi che rotea sopra una carcassa, poco lontano un aquila che oggi sembra più interessata a mangiare un boccone a scrocco piuttosto che a cacciare...oggi i corvi avranno da condividere il pranzo con un cliente scomodo....
300 km, solo grano, ogni tanto gruppi di silos alti 30 metri, con vicino le baracche che si popolano di lavoratori nei periodi di mietitura, il resto dell'anno sono deserti, paesi fantasma che riprendono vita pochi giorni all'anno.
Ad un tratto, uno sciame di cavallette, si alza in volo, sembrano pietre scagliate contro il parabrezza, sono tantissime e di dimensioni XXL molto australiane, dopo il passaggio il vetro anteriore è ricoperto degli avanzi, non ho acqua nel serbatoio per lavarlo, 100 km senza vedere una mazza!!! Poi un in paesino trovo una pompa di benzina, è funzionante ma non c'è nessuno.....faccio il pieno e ripulisco il parabrezza poi mi metto a cercare il gestore.....lo trovo nell'officina dalla parte opposta della strada, e mi dice che quest'anno le locuste hanno fatto dei notevoli danni al raccolto, ci credo con quante me ne sono venute addosso e per quanto erano grandi!!!

Passo la guida a Angela, non sono più in condizioni di guidare, passato nel sedile del passeggero, mi bastano pochi minuti per addormentarmi....3 ore....vengo svegliato dal sole che mi picchia in testa come un martello.....il panorama è cambiato, ora vigneti....a perdita d'occhio.

Il mio amico miraggio è di nuovo li....aspettava che mi destassi per darmi il saluto.ultima sosta prima della destinazione, ormai raggiunta siamo a solo 150 km!!

A Gol Gol, cerchiamo un modo di ricaricare il telefono per chiamare il nostro amico, entriamo in un pub e la ragazza prende il telefono e ce lo mette in carica....chiamo....mi vengono date le indicazioni, necessarie per arrivare alla share house (casa condivisa), nella quale dovremmo alloggiare.....Ancora mezzora e arriviamo a Mildura la nostra destinazione. Rapida cena...due materassi buttati per terra e a dormire, domattina si inizia a lavorare.

Nei materassi si dorme sorprendentemente bene.....nei giorni successivi abbiamo modo di conoscere un gruppo di ragazzi italiani che è ormai da diversi mesi qui a lavorare. Mi consigliano di andare a parlare con il proprietario di una farm, sembra che abbia necessità di una figura professionale che mi calzerebbe a pennello.

La mattina dopo siamo in cerca della farm. Andrew, il proprietario ci dice che al momento è abbastanza impegnato, ma farebbe volentieri due chiacchiere, perché sono mesi che cerca qualcuno capace di riparare i danni che giornalmente vengono fatti.

Aspettiamo.

Appena si libera affronto il mio primo vero colloquio di lavoro, in inglese è facile un accidente capirsi!!!!

Mi illustra il lavoro che dovrei svolgere, nulla di troppo complicato, riparazione e modifiche a macchine che vengono utilizzate nella sua fattoria e in quelle dei dintorni. L'officina è molto attrezzata, molto di più di aziende per le quali nel tempo ho lavorato. Ci porta a fare un giro per la sua proprietà e ci fa vedere, la casa nella quale abiteremo se decidiamo di lavorare per lui. La paga sarebbe 22.50 dollari l'ora, per iniziare, se poi vado bene arrivare a 28 non è un problema. Non ha problemi nemmeno ad affrontare una sponsorizzazione!!!

Potrebbe essere la svolta che stiamo cercando.....ci lasciamo, con la promessa di sentirsi 4 giorni dopo, prima del fine settimana, per dargli una risposta positiva o meno.

Chiamiamo il nostro immigration agent, per capire se l'offerta avuta potrebbe essere realmente la soluzione....ci da un appuntamento a due settimane di distanza, siamo a 2000 km, ma per telefono non è possibile spiegare, e capire le possibili sfaccettature della situazione.

I 4 giorni passano in un baleno, il venerdì non posso chiamarlo, dove sono a lavorare il telefono non funziona. La mattina dopo appena accendo il telefono trovo un suo messaggio nel quale mi chiede se iniziamo oppure no!!! Cazzo!!! è davvero molto interessato!!
Lo chiamo e gli spiego che per capire bene devo parlare con un immigration agent e che comunque tra tre settimane rientro in Italia, per una quindicina di giorni, oltre a questo devo anche cambiare il piano studi, che al momento è pianificato con un istituto di Cairns e che ne dovrei trovare un altro a Mildura.
Mi risponde, “I wait you news” (aspetto tue notizie).....a questo punto serve trovare una scuola con un piano studi qui a Mildura!!

Avevamo pianificato 2 mesi di lavoro, ma una brutta allergia non permette a Angela di lavorare. Ma sopratutto gli eventi appena descritti, ci fanno decidere di ripartire verso la Gold Coast. In fondo in sei settimane abbiamo guadagnato abbastanza soldi per il viaggio di rientro.....questa volta però durerà 2 settimane e qualche giorno.....


prossimo post -”MELBOURNE E SYDNEY”

ciao a tutti

giovedì 30 aprile 2015

Herberton.... un salto in un passato nemmeno troppo lontano


gli australiani, per quanto abbiano una storia piuttosto breve se confrontata con un qualsiasi stato europeo, vi sono molto legati.

Heberthon ne è la dimostrazione!

Si trova nell'entroterra a nord di Cairns, nasce attorno ad una miniera di stango, come gran parte dei paesi dell'800. Con il tempo la miniera si è esaurita ed oggi vive di agricoltura.
Per arrivarci, serve un poco più di un ora di auto.

Nella tarda mattinata decidiamo di visitarlo, sulla via troviamo una deviazione....cartello marrone (segnalazione turistica) touristic road....la prendiamo, invece di seguire la strada principale.
Subito ci cambia la visuale! La via è stretta e tortuosa, in manto l'asfaltato a tratti è dissestato, ma comunque molto meglio di quello a cui siamo ormai da anni abituati in Italia.
Si arrampica, in salita in mezzo a verdi pascoli, condivisi da mucche e canguri, ai quali ormai ci siamo abituati.
Ogni tanto qualche abitazione, la strada spiana, in un altopiano contornato dalla foresta pluviale, che con il tempo ha lasciato spazio ai pascoli, ai lati scoscesi anfratti ricoperti di erba, il panorama è mozza fiato
Una lieve salita culmina su un dosso, rallento, non c'è posto sufficiente per due macchine.

A lato una figura attrae la mai attenzione, sono ancora troppo lontano, sembra un canguro...ma è troppo scuro, somiglia di più ad un prete! Si ma cosa cavolo ci fa un prete qui!!! Cazzo!!! un Kangaroo tree (canguro degli alberi)
. Gli passo davanti e lui resta li immobile...poco più in là mi fermo, nella speranza che resti li....guardo nello specchio....c'è ancora!!!! Retromarcia, e pian piano mi avvicino, sicuro che non starà lì per molto.
Gli arrivo davanti, siamo si e no a un metro di distanza...ci guardiamo!!!!!sono esterefatto!!!! lui invece sembra molto incuriosito...ci guarda, ci annusa.... tutto nero con striature d'orate sul corpo, la coda è lunga e non muscolosa come quella dei suoi “colleghi” che vivono a terra, la utilizza come un quinto arto quando si muove sui rami.....continua a guardarmi, forse stà pensando “Bhè, allora, questa foto la facciamo oppure me ne vado!...mica ho tutto questo tempo da perdere!!!!”
DOVE E' LA MACCHINA FOTOGRAFICA!!!!, la cerco, cercando di non infastidirlo, non riesco a trovarla!!! prendo il telefono, sarà uno scatto che fa schifo, ma sempre meglio di niente, lo accendo, il suono di avvio,MALEDETTO, rompe l'incantesimo.
Il nostro amico si gira e se ne va, saltellando goffamente, anche questa volta la legge di murphy ha dimostrato la sua ineluttabilità!....Ripartiamo, con un po' di amarezza, ma in fondo consapevoli della fortuna avuta, sono estremamente timidi e difficilissimi da vedere....per noi si era pure messo in posa!!!!
Pochi chilometri dopo la stradina confluisce nella statale e di li a poco un cartello ci informa del nostro arrivo a destinazione.

Ad Herberton, gli abitanti hanno ricostruito l'antico borgo, basandosi su fotografie e disegni dell'epoca....il risultato è stupeffacente.
Per accedere uno stretto ponte di legno, sormontato da 2
cisterne.
Ci da il benvenuto una anziana signora che gestisce il pub che fa anche da ingresso al vecchio paese, ci racconta un po' di storia di quello che andremo a visitare e molta della sua...oddio forse un po' più della sua che non di quella di herberton!!

Pronti per questo balzo nel passato.....i tre scalini sono come una macchina del tempo!!!! il silenzio che ci circonda, guida noi e gli altri in un mondo ormai sconosciuto ai più.
Le costruzioni sono tutte di legno, la prima è una abitazione,  con accanto il “capanno degli attrezzi”, contenente tutta l'attrezzatura dell'epoca, zappe, asce, trapani, martelli, seghe e 2 macchine per filare la lana.

Poco distande, la cella, all'epoca non ci andavano molto per il sottile.....la stanza è 2 metri per 2, una branda di legno, un secchio …....è inutile spiegare a cosa potesse servire, la porta di accesso è di ferro rivettato, nella parete di fronte, in bella mostra una palla di ferro da attaccare al piede e le catene per il trasporto del detenuto... sopra una finestrina di 40 cm rigorosamente ferrata.

La via svolta a destra....si apre una visione che ti catapulta in un paese, con la sua vita, non è difficile immaginare, il chiacchiericcio polveroso di un altra epoca....donne che vanno a fare la spesa oppure uomini che hanno appena finito il turno di lavoro nella vicina miniera.

Questa è la via principale, con ai lati commercianti e artigiani, la prima è la tipografia del giornale , all' interno macchine per la stampa dell'epoca, odore di olio mischiato ad inchiostro, caratteri, di tutti i formati e anche il tipografo!!!, un signore anziano, vestito proprio come mi sarei immaginato un tipografo....due chiacchiere con il “titolare”, usciamo e ed entriamo nel negozio successivo, musica e grammofoni dell' epoca, a tamburo, fanno anche bella mostra di se i primi dischi in vinile, a seguire la farmacia, l'edicola perfettamente attrezzata con testate e locandine dell'epoca, sembra quasi che il proprietario abbia chiuso da pochi minuti.



Poi fotografia....in vetrina macchine fotografiche
con sopra marca e periodo di produzione, tutte del secolo scorso a partire dal 1896 in avanti.
E così passando davanti al negozio di scarpe, non vendita ma riparazione, attività che non tarderà a ritornare in voga, se i nostri politici non si danno una sveglia!!!
Finita la "main street" (via principale), si svolta per entrare nella parallela, del tutto simile alla precedente, negozio di vendita e riparazione di macchine da cucire, negozio di giocattoli e gioielleria, poco più avanti la sartoria. Qui, troviamo una serie di vestiti dell' epoca, a dir poco stupefacenti, per la bellezza e la cura con la quale venivano prodotti, tutti rigorosamente su misura, ovviamente questi erano riservate alle famiglie bene.....
I minatori se in tutta la vita ne potevano comprare uno, già potevano accontentarsi.
Dopo le due vie principali, si passa in quella che oggi definiremmo “periferia”....la zona dove si trovano la maggior parte delle attività, lavorative e le abitazioni dei minatori, estremamente umili, un giaciglio  un tavolo e poco più, a volte una sedia a sdraio, costruita con due pali di legno e un pezzo di stoffa. ..


Qui troviamo il fabbro, accanto e non a caso, al maniscalco, poco più avanti la caserma dei vigili del fuoco, con all'interno due mezzi d'intervento dell' epoca 

Un officina, un macellaio, poi il capannone dei boscaioli, all' interno un carro dalle dimensioni incredibili, oltre ad una vasta gamma di seghe a due manici, lunghe mediamente 3 metri , se ora la vita del boscaiolo è dura, in questa epoca doveva esserlo molto di più.

Una rimessa di carrozze,  private e professionali, si quelle che venivano usate pe la vendita in giro per i paesi, in mezzo, quella meglio arredata......quella funebre, in questo non è cambiato molto il mondo da allora, anche oggi per salire su una mercedes da 150.000 euro, devi essere morto!!! Non ho mai capito perché si spende, in sfarzo, di più per un morto che per qualcuno che invece è vivo e vegeto e potrebbe goderseli...Mah!!!

Accanto, il centralino telefonico del paese, la banca e la scuola  questa era suddivisa in 2 classi, per bambini e per ragazzi, per il college si doveva essere nati altrove!!! in questo periodo storico le scuole superiori, qui in Australia erano presenti solo nei grandi centri e nel nord del Queensland, il più vicino è a circa 1700 km (Brisbane).
All' interno, numerosi testi scolastici, le cartine geografiche, europea e australiana, ancora poco precise, senza satelliti, per quanto bravi fossero, fare una carta precisa era cosa ardua!
In entrambe le classi il cartello che spiegava il modo in cui ci si doveva comportare, a scuola e non.....personalmente ritengo che non farebbe male nemmeno negli istituti attuali.....
Fuori dalla scuola, il barbiere e l'ambulatorio del dentista, che a ben vedere non è molto diverso da uno di quelli moderni, quello che fà la differenza era la mancanza di anestesia!!!!.
Siamo quasi alla fine del paese, dietro le ultime case si intravede il pub che fa da ingresso. Prima di uscire ci manca di visitare la ricostruzione del bar del paese, è fantastico!! Era il centro di aggregazione del paese, tutti passavano di qui a farsi una birra, o più probabilmente a prendersi una sbornia colossale. Come tutti i pub dell' epoca, al piano di sopra erano disponibili due stanze, quella dove l'ubriaco all' “ultimo stadio” veniva portato di peso e lasciato li a smaltirla e quella della “signorina” che “intratteneva” gli astanti.

Un altro ponte,  che attraversa il fiume ci porta in una zona, dove sono stati messi tutti i mezzi dell'epoca, per la maggioranza trattori e auto, non sono ristrutturati, come invece se ne erano visti all'interno. Per quanto la maggioranza siano “ruderi”, sono piuttosto interessanti da vedere, da questi si può notare i passi da gigante che anche l'agricoltura ha fatto in questi poco più di 100 anni......

Siamo di nuovo ai nostri tre fatidici scalini, ho appena finito il giro e già l'epoca dei pionieri mi manca....li salgo entro nel pub la signora saluta, noto attaccata ad una parete, tra le tante cianfrusaglie appese quella che mi sembra essere una pelle di pitone, mi sembra un po' troppo grossa, è lunga circa 4 metri. Chiedo....la signora mi conferma che è vera e che il proprietario è stato ucciso da suo padre quando lei era bambina, una sessantina di anni fa.

Herberton mi ha fatto vivere un periodo storico che più volte, mio nonno mi ha raccontato, quando ero ancora un bambino. Per quanto non siano passati secoli, già le differenze si notano molto.

Quello che però maggiormente mi fa riflettere è l' attaccamento alla loro storia che dimostrano di avere qui in Australia. Nonostante il loro passato sia breve e fondamentalmente fatto di agricoltura e miniere, non mi risulta che qui sia avvenuto, oppure si sia partecipato a qualche pezzo di storia che abbia meritato di essere citato nei libri.

Qui sono moltissimi che vivono di turismo, nonostante non abbiano monumenti da mostrare.

Da noi, che probabilmente siamo il paese che maggiormente ha influito nella società occidentale, penso alle numerose scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato gli ultimi secoli di storia, ma anche e sopratutto al rinascimento, periodo storico nel quale la società moderna basa le sue radici, non siamo capaci di mettere in condizioni un Australiano, ma anche un Giapponese di avere disponibili sempre almeno le cose più importanti, ho sentito politici dire che “la cultura non si mangia”.....a parte che questa è una frase che si commenta da sola....qui invece riescono a mangiarci e pure bene....nonostante che storicamente non siano rilevanti.....

A noi riesce bene solo organizzare l'EXPO 2015, discutere per 4 anni chi deve fare i lavori, nel frattempo cambiare praticamente tutto, da un progetto intelligente siamo passati alla solita super cubatura di cemento (articolo usato pochissimo qui in australia) per poi scoprire che i lavori non possono essere ultimati per tempo, l'ebetino di Firenze in televisione che dice “per il primo di maggio sarà tutto finito”....”questa è una grossa opportunità per il paese”.
Purtroppo la verità è che in quei 4 anni di discussioni c'era da accontentare tutti, perché la torta da spartirsi era grossa.
Il risultato è che: presumibilmente l'EXPO aprirà con il 34% delle opere non finite, padiglioni non ultimati, e con gli artigiani di cinecittà che maschereranno l'incompiuto.....presumibilmente non troveranno tutti i lavoratori necessari, perché come sempre non hanno intenzione di pagarli quanto dovrebbero.

Siamo proprio sicuri di essere ancora la culla della civiltà????

…..prossimo post …..3000 km di outback...

ciao a presto




sabato 18 aprile 2015

...VITA DA FARM...


Ciao a tutti e scusatemi per la lunga inattività, purtroppo sono molte le cose che mi hanno tenuto lontano da questo mio, personale racconto di viaggio.

Bene, questo post è forse il più "drammatico", tra tutti quelli che ho scritto e forse che scriverò, ma siccome nessuno vede nel futuro, questo non posso saperlo.


Nel Queesland e intorno a Cairns sono presenti numerose farm (fattorie) dove è relativamente facile trovare da lavorare, almeno questo è quello che dicono la realtà è piuttosto complessa cercherò di analizzarla.


La ricerca della farm, non è affatto facile, e spesso succede che per trovarla bisogna trovare i contatti che possano "accompagnarti", conosci qualcuno, che conosce altri ecc ecc.

Andare a cercare direttamente a volte paga altre volte no e costa anche un sacco di tempo e km fatti su e giu per le zone agricole.

Una soluzione abbastanza semplice sono i "contractor", che non sono altro che il caporali che in italia abbiamo ormai da decine se non centinaia di anni, con una differenza sostanziale, qui il governo li ha legalizzati, gli fa pagare le tasse.
Questi sono per la maggioranza italiani e cinesi, e che non sembri un caso!!!

Si occupano di mettere in contatto i farmer (proprietari delle fattorie), e i lavoratori, lucrando su questi ultimi.
Per quanto possa non essere troppo idilliaco (non lo è per nulla) la cosa è diventata di uso comune , sopratutto per le piccole realtà agricole che hanno difficoltà a selezionare i braccianti.
Le grosse società e le multinazionali (il queensland è il più grosso produttore di banane del mondo) hanno molti meno problemi e di solito selezionano direttamente i lavoratori.



Esistono i working hostel (ostelli che fanno da intermediari).
Allora.....sia i contractor che i working hostell sono alla stessa stregua sfruttatori del mondo del lavoro. Si sente parlare di gente che ha lavorato per pochi centesimi l'ora e altri che invece guadagnavano oltre 1000 dollari a settimana.
Va da se che un proprietario di un ostello del genere ha l'interesse a tenere dentro più gente possibile con il miraggio di un lavoro
Non ci sono soluzioni reali a queste problematiche, so per certo che la situazione è drammaticamente peggiorata negli ultimi 5 anni. I motivi sono abbastanza semplici da capire, l'Europa è con le “pezze al culo” e l'immigrazione ha avuto un trend di crescita impressionante, italiani e francesi in testa, poi aggiungi i cinesi che stanno pian piano abbandonando l'Europa, che fino a poco tempo fa era la meta preferita, perché i costi di immigrazione sono più bassi e i controlli sono molto più blandi che non qui.
Personalmente credo che l'Australia possa rappresentare ancora un paese appetibile ai fini di opportunità lavorative per altri 15 anni, poi sarà come l'Europa.
Come dite??? Come si fa in questa giungla a non restare fregati??? Buona domanda e non esiste una risposta sensata.
Esiste il buon senso.....se ne avrete eviterete le fregature più grosse o forse non ne prenderete affatto, chi può saperlo....
Sicuramente sapere la lingua aiuta anche molto, conoscere le persone che vi hanno dato i contatti, anche questo aiuta. Aiuta chiedere e cercare di capire nei colloqui preventivi con chi abbiamo a che fare......insomma IL BUON SENSO aiuta.
Con il visto studenti non è affatto facile lavorare in un mondo di lavoro nel quale servono molte ore e tutte insieme (il raccolto dura fino a quando non sono stati colti tutti i frutti).
Le norme sull' immigrazione obbligano i farmer a offrire accomodation (alloggio) solo per il tempo che il lavoratore è li per lavorare, e con i ritmi di una farm le 20 ore finiscono in 2 giorni, quasi mai le farm sono vicino ad un centro abitato nel quale spostarsi quando si sono finite le ore disponibili quasi nessun farmer fa lavoro nero, il lavoro sporco lo fanno fare ai contractor.
Per cui i contractor sono l'unica reale soluzione per trovare un lavoro, semplicemente perchè avendo molti lavoratori tra le mani riescono a far lavorare gli studenti anche per più ore delle 20 previste, anche se lucrano una fetta dello stipendio è l'unico modo reale per guadagnare dei soldi abbastanza facili, ho detto facili non POCO FATICOSI.
Gli alloggi che vengono offerti ai backpackers (backpack è la traduzione di zaino, questo è il nome dei lavoratori avventizi in agricoltura in pratica lavoratori che seguono le stagioni dei raccolti, non ha una traduzione letterale BACK=dietro PACK=pacchetto ERS= viene aggiunto ala fine di un nome che indica una categoria di persone che “fanno” per esempio lavoratori si traduce in WORKERS WORK=lavoro + ERS.... spero di essermi spiegato) sono per lo più fatiscenti, di solito vecchie strutture abitate solo durante i raccolti, ma anche roulotte dismesse dai proprietari e usate solo per l'occasione, le condizioni igieniche sono al limite del vivibile e spesso si convive con insetti e animali, a volte pericolosi.
Il lavoro nero è tollerato, solo perchè l' agricoltura ha estrema necessità di manodopera, e solo fino a quando qualcuno non sporga denuncia......le sanzioni sono di entità pesante 66000 dollari di multa per ogni lavoratore fuori regola che si ha in carico e in caso di recidiva c'è il carcere....ovvio che i farmer fanno fare il lavoro sporco ai contractors....
Anche qualche ristoratore rischia con lavoratori pagati in nero. Ma il lavoro nei ristoranti non serve per il rinnovo del visto. Il secondo working holidays è applicabile solo dopo aver fatto 86 giorni effettivi di lavoro in farm, il risultato è che il 99% dei backpackers ha meno di 30 anni, e per un “vecchietto” come me competere non è proprio semplice.
Adesso un po' di descrizione di quanto succede...
PAPAIE (paw paw)
Sono frutti grandi come meloni, appesi sotto ad una palma, si colgono quando ancora non sono proprio maturi e il colore esterno non è ancora cambiato, serve molto occhio per riconoscere quelle che vanno staccate e quelle devono restare dove sono.
Sveglia ore 5.30 è ancora buio...colazione....alle 6.00 inizia ad albeggiare, si sale sul trail (traino), attaccato al trattore, che è montato su pistoni che ne permettono il sollevamento, 6.30 (i colori dell'alba aiutano molto a ritrovare il buonumore) siamo al bordo della piantagione....si parte.
L'autista del trattore ha un bel daffare a metterci in condizione di staccare i frutti è lui che posiziona il trail sia come altezza che come distanza, non ci si ferma sotto le palme e il distacco deve essere fatto in movimento, non si possono usare gli occhiali da sole perchè con le lenti colorate non sarebbe possibile vedere bene i colori, finito il carico si rientra si cambia la rastrelliera, con una vuota, utilizzando un meccanismo a rotaie, e si riparte, in una giornata di 10 ore si fanno di solito 5 rastrelliere. Lavoro normalmente pagato a 23 dollari l'ora (se lavorerete con un contractor saranno 15 quelli che vi spettano).
Le spiacevoli sorprese possono arrivare dai red back, ragni dalla puntura che può rivelarsi, in qualche caso letale, se il farmer ha dato l'insetticida i rischi di incontro sono abbastanza limitati, se non lo ha fatto......mandateci lui a cogliere le papaie.
Succede raramente (a me non è successo) di trovare pitoni addormentati attorno ai frutti, ma questi non sono pericolosi.
BANANE
Personalmente non sono stato a coglierle, ma ho parlato con diversi giovani che lo hanno fatto.
La sveglia è sempre la stessa....ore 6.00 consegna dei macheti.....qualcuno se lo è sfregato per sbaglio su una gamba e ha avuto 8 punti di sutura.....sono estremamente affilati e adesso vediamo il perchè.....
Per cogliere il casco di banane è necessario abbassarlo.....si perchè normalmente si trova a un paio di metri da terra.
Due colpi di machete uno a destra e l'altro a sinistra della palma, la quale si inclina abbastanza da farvi poggiare il casco su una spalla, a questo punto...machetata all'attaccatura del casco...se siete bravi e non vi staccherete la testa, questo vi cadrà su una spalla e voi lo farete scivolare sul rimorchio.
Finito il filare si inizia con un altro fino a quando il trail non è carico del tutto.....Fare questo lavoro non è proprio da tutti, un casco di banane può arrivare a pesare 100 kg, normalmente si superano i 60, anche qui succede di trovare i pitoni addormentati sulle palme, altra cosa da sapere è le zone di coltivazione delle banane sono tra le più piovose al mondo, molto spesso si lavora mentre piove, tranquilli la temperatura oscilla tutto l'anno tra 25 e 35 gradi con umidità che sfiorano il 100%.
Anche questo è pagato circa 23 dollari l'ora (come sopra se lavorate per un contractor)
MANGO
Ne esistono di molti tipi, quelli piccoli (dimensione di una mela) si staccano dall' albero con bastoni che hanno alla sommità una cesoia che dopo il taglio permette di sorreggere e non far cadere il frutto.
Vengono fatti cadere in una tramoggia che li lava, dopo passano da una vasca piena d'acqua, nella quale viene staccato l'ultimo pezzo di ramo....questo spruzza il latte di mango, del tutto simile al fico, con una differenza sostanziale, se vi prende in faccia oppure addosso, lascia delle ustioni a volte anche pesanti, si attacca alle mani cambiandone il colore (ho tenuto le mani marroni per quasi un mese sembrava una pellicola, colorata ma che con la quale perdevo molto della presa sugli oggetti).
Moltissime persone sono allergiche, ho visto rush allergici anche molto pesanti, sono molti quelli che vanno il ospedale dopo essere diventati gonfi come palloni, oppure riempiti di bolle.
Incontri spiacevoli, qui diventano possibili tutti, dai ragni che scavano la buca per terra, grandi fino a 15 cm, ma anche serpenti molto pericolosi, il taipan (il più velenoso d'australia) il brown snake (il più aggressivo del mondo). Qui si capisce il perchè gli australiani amano i cani da combattimento (dogo argentino, rottwailer, pitbull), sono i primi ad avere a che fare con i serpenti, ho sentito racconti di cani che si sono sacrificati per il loro padrone.
Per i big mango invece vengono potati gli alberi per far si che possano essere staccati da terra senza l'uso dei bastoni, il motivo è semplice....spesso superano il kg per frutto.
Si staccano dalla pianta con le forbici e si mettono nelle ceste (15-20 kg per cesta) un carico per il trasporto circa 70-80 ceste.....che dopo vanno scaricate, poi si riparte....Dopo 6-8 carichi, si va a imballare e a preparare i pancali....
Devo un particolare ringraziamento a Diego che i primi 3 o 4 giorni di lavoro, si è sobbarcato parte dei lavori più pesanti, si è accorto che faticavo e non poco a stare al passo. L'inesperienza, i mesi di inattività, la differenza di età (i compagni di lavoro avevano tutti oltre 20 anni meno di me) e poi la sveglia alle 5.30...mi hanno veramente messo in difficoltà.....e lui con semplicità mi ha tolto da possibili ripercussioni...e lo ha fatto non perchè richiesto, ma per pura amicizia, senso del dovere e cameratismo (qualità ampiamente dimenticate nella nostra patria e che potrebbero fare la differenza tra ripartire e finire di affondare) .....dopo qualche giorno ho ripreso a funzionare a dovere e il suo aiuto non è stato più necessario... in Australia si trovano 2 tipi di persone, quelle che sono qui per caso e che si perdono gli occhiali da vista mentre li hanno sul naso (visto succedere) e i combattenti nati, uomini indomabili, pieni di coraggio e grinta. Persone in cui puoi contare anche in condizioni estreme e decisamente Diego fa parte della seconda categoria.
Altre dolenti note …..i farmer amano portarsi appresso i figli normalmente di 5-6 anni...e ovviamente oltre a lavorare dovrete evitare di “terminare” per errore....il figlio del capo!!!...cosa decisamente non facile, girare attorno a trattori con pesanti ceste e assieme evitare di darle in testa per sbaglio....ma anche no!!! alle “unità urlanti” che avrete continuamente tra i piedi!!!



LITCHI (dattero cinese)
Questi sono poco faticosi da cogliere e semplici, l'unica dolente nota è che vengono coltivati sotto le reti che non vi permetteranno di starci sotto in piedi e che finito il raccolto vanno tolte da sopra gli alberi...e riposte negli appositi contenitori....immaginate una rete picchettata a terra con una maglia di 4 cm lunga 500 metri e larga 6.......pensate a quanta polvere vi mangerete e a quanta fatica farete per toglierla da sopra gli alberi....( mango e litchi fanno 21 dollari l'ora)



UVA.
A Mareeba è finita la stagione dei mango.....quella degli avocado e dei lime stenta a partire per via che il prezzo è troppo basso.
Decidiamo di spostarci dove invece sono in piena attività in Victoria, un amico conosciuto a Cairns ci chiama dicendoci che lui ha già iniziato e che ci stanno aspettando.
Del viaggio, tra canguri e emù ne parlerò più avanti.
Appena arrivati, il nostro amico ci porta nella casa nella quale abiteremo, il livello è decisamente più elevato che a nord...si dorme su materassi poggiati per terra ma l'abitazione è la vecchia casa del farmer in ottime condizioni e la condividiamo in 7 senza problemi di sorta, lo spazio è più che sufficiente.
Doveva raggiungerci anche Diego ma ha preferito fermarsi a Melbourne, dove dopo alcuni giorni di ricerca ha trovato da lavorare, mentre tutti cercano un lavoro....lui lo trova!!!! E la fortuna non c'entra un cavolo, posso garantire.
Sana dormita e la mattina dopo si inizia....legatura delle viti, ad insegnarmi 2 cinesi, che hanno tutta l'aria di essere due avanzi di galera....sembrano proprio due galeotti che sono stati costretti a scappare per non finire morti in una qualche fognatura di Pechino.
Qui il lavoro viene pagato a cottimo, 80 dollari a filare, se ne dovrebbero fare 2 al giorno, ma questo è lo standard orientale....per cui non necessariamente si riesce a finirli.
Il responsabile, Terry, anche lui cinese ci segue per le prime piante.....il caldo e le mosche sono terribili....il giorno dopo ci organizziamo con una rete per le mosche.....si sfiorano i 40 gradi e il vento proveniente dal deserto ci cuoce le orecchie...un cappello a larghe falde è obbligatorio.
I giorni successivi verremo spostati alla potatura e alla raccolta sempre pagati a cottimo, e gli “avanzi di galera” ci insegnano....mah......anche solo per il DNA....credo proprio di non aver nulla da imparare da un “mangia riso”....oltretutto per quello riguarda una vigna...in fondo il vino lo abbiamo inventato noi.....non dei mangia riso....
Il tutto va avanti per un paio di settimane, poi dobbiamo interrompere per un rush allergico, che ci obbliga a lasciar perdere.
I cinesi, per quanto, personaggi non troppo raccomandabili, ci pagano senza problemi, anche se i primi giorni avevamo avuto dei dubbi al punto di interrompere il lavoro, con anche velate minacce.
Poi il tutto si risolve, evidentemente quelle che noi pensavamo fossero fandonie per evitare di pagare erano verità belle e buone (anche loro non erano stati pagati), ma in fondo abituai ai filibustieri italiani.....e la non conoscenza dei metodi cinesi, siamo anche da capire.
Infatti quando viene a pagarci, in piena notte, gli spieghiamo, e lui capisce al volo scusandosi.



Queste brevi righe sono l'antitesi delle valutazioni.
Tutto il sistema di immigrazione australiano ruota attorno alla loro agricoltura e alla necessità di manodopera di cui hanno necessità, al sud più che al nord lo si capisce. Le vigne sono qualcosa che per noi italiani non sono nemmeno immaginabili, tanto sono estese, stessa cosa per il grano, per le coltivazioni di canola e colza (olio). Le macchine per l'agricoltura sono grandi una volta e mezzo quelle che vediamo di solito in italia.
Per cui qualsiasi visto con il quale vi apprestiate a venire qui per provare a naturalizzarvi, passerà, da un periodo di lavoro, più o meno lungo, nell'agricoltura.
Salvo casi particolari, tipo figure professionali di alto livello, dirigenziali oppure ingegneri e medici, solo per fare alcuni esempi, i quali di solito partono dal paese di origine con un percorso stabilito, spesso gestito dalle multinazionali. Per queste persone è richiesta una certificazione dell'inglese almeno pari al 7, con le loro lettere di presentazione, possono applicare il visto di lavoro anche direttamente dal paese di origine ( se il loro paese rientra nelle preferenze australiane, l'italia si).
Anche altre figure professionali hanno la possibilità di un visto di lavoro sempre con una valutazione IELTS pari al 7 o superiore, tra le quali sono presenti saldatori, cheff e cuochi, idraulici e molte altre professioni, tutte scritte nel sito internet dell'immigrazione australiana con le relative specifiche richieste per l'applicazione del visto professionale (skill visa).



L' impressione che si ha a “studiare” i meccanismi immigrativi, che il governo australiano ha costruito fanno anche pensare ad un percorso che possa dare l'opportunità a chi, arriva di avere a che fare con la loro cultura, che si basa quasi esclusivamente su agricoltura e scavi minerari.
In parole povere....prima di restare devi sapere chi siamo noi e assieme dimostrare di meritartelo, portando la tua professionalità e arrivare ad uno stipendio annuo medio per gli standard australiani (58.000 dollari circa 28 dollari l' ora).
Personalmente lo trovo molto intelligente, se non sai da dove vieni, non puoi sapere dove stai andando. Ed è proprio questo che si intravede tra le righe dell'impianto di immigrazione.



Prima di essere benvenuto, capisci chi sono....poi avrai le porte aperte.....e la cosa sembra funzionare, almeno per il momento e per i prossimi anni. Poi vedremo i prossimi governi che si succederanno, come riusciranno a gestire i flussi migratori dei paesi asiatici i più complessi da gestire....
Di certo al momento sappiamo che prossimamente il visto con sponsorship dovrebbe diventare un po' più facile da poter applicare. Al momento gli imprenditori hanno notevoli difficoltà a dimostrare la loro necessità di dover assumere un immigrato, si perchè qui, prima di assumere un immigrato un imprenditore deve dimostrare che non trova un australiano capace o disposto a ricoprire quel ruolo, cosa molto difficile.
Concludo dicendo....se i nostri politici (volutamente minuscolo) venissero qui a imparare come scrivere le leggi per l' immigrazione, forse l' Europa potrebbe ancora essere un paese con un futuro.
Questa volta solo spiegazioni, vissute dall'interno e valutazioni personali, niente foto.
Pensieri di un uomo della strada che sta pian piano costruendo un percorso verso qualcosa di alternativo all' italia.
Mi farebbe piacere che questo blog potesse diventare un luogo di confronto tra opinioni diverse e percorsi diversi.



Prossimo post “herberton un salto in un passato non troppo lontano”



P.S. Spero vivamente di poter riprendere a scrivere come facevo all'inizio, forse ci riuscirò.....le cose si stanno pian piano.....stabilizzando......



A presto

sabato 7 marzo 2015

Chillagoe....l'ultimo avamposto prima dell' outback.


Il paese si trova a circa 200 km a ovest da Cairns, nasce nel 1880 assieme alla miniera dalla quale veniva estratto oro argento e zinco. 
Poco fuori ci sono i ruderi, di una fonderia che ha funzionato fino ad una esplosione, dagli inquieti contorni, sembra infatti che già da tempo questa non fosse più produttiva, causa degli investimenti mai effettuati. 

Per capirci, l'ILVA di Taranto ha una storia simile, con una  differenza, Prodi, che provvide a renderla la più moderna d' Europa, con i soldi dei contribuenti italiani, per poi cederla alla famiglia Riva. A Chillagoe, invece le cronache, non scritte, parlano di una truffa all'assicurazione.

Dopo a questo paese, 700 km di deserto, i cartelli stradali avvertono che dopo il distributore di carburante più vicino si trova a 694 km.

Era già un bel pò di tempo che stavamo parlando di farci un giro nell'outback, purtroppo "la tosca", non è un fuoristrada e rischiare di restare fermi in mezzo al deserto non rientrano nei nostri piani.

Chillagoe era la giusta via di mezzo tra rischi ed esperienza, assieme a noi viene Diego.
Diego è un giovane Sardo, ci siamo conosciuti nell'ostello, dove entrambi lavoravamo, noi come night manager e washerman , lui come giardiniere.

Abbiamo anche lavorato assieme nelle farm e purtroppo dopo un giorno di lavoro è stato licenziato, ed è toccato a me comunicarglielo (cosa che non mi è piaciuta affatto, ma che lui ha preso bene..."CAZZO...QUESTA E' UNA NOVITA'....NON MI AVEVANO MAI LICENZIATO!!!), condiviso posti letto ed ho avuto modo di apprezzarlo come amico e stimarlo come persona. E' un combattente nato, ex militare, ha lasciato perchè odiava prendere ordini da "personaggi" che non gli legavano le scarpe, come dargli torto!!!!  Carismatico, simpatico e intelligente.
E come me, ama il mare, più di ogni altra cosa. Pratica surf,  si vede che gli manca molto non aver potuto surfare, qui a Cairns non ci sono luoghi per poterlo fare... E' venuto in Australia, perchè l'Italia gli stava stretta ( e a chi non va stretta!!). Lui dice che non resterà, e che la prossima tappa del suo viaggio sarà il Sud America. Poi però dice anche che gli manca troppo la Sardegna e che comunque prima o poi tornerà.
E' veramente un pezzo da 90......sono realmente fortunato ad averlo conosciuto.....avrò modo di parlarne ancora nei prossimi post. 

Pronti via!!!! 
E' il giorno di natale (si sono piuttosto indietro, non ho avuto molto tempo per scrivere), ci hanno invitato a pranzo i ragazzi con i quali abbiamo lavorato.
Un bel gruppo, italiani, tedeschi e svizzeri....
Dopo pranzo la partenza, salutati i ragazzi, prendiamo la statale, direzione outback.
Dopo pochi chilometri, comiciamo a fare i conti con il caldo, circa 36 gradi, per fortuna l'umido tipico di Cairns qui è solo un ricordo.
Durante questi chilometri è maturata la decisione di riparare l'aria condizionata della "tosca"!!!!
La statale è quanto mai spettacolare, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro cambia il panorama che abbiamo attorno, dalla foresta pluviale si passa piano piano al deserto, aberi sempre più radi....il colore della terra passa dal marrone-giallastro al colore tipico della terra australiana il rosso.
I limiti di velocità mi permettono di godere di questi cambiamenti, 110 kmh....e al contrario di quello che si può pensare, sono più che sufficienti.....sulla strada troviamo pochissime auto....in fondo anche qui festeggiano il natale!!!....Siamo noi...e l'outback....La strada si snoda per lunghi chilometri e l'unico cambiamento che vediamo sono i dossi, particolarmente numerosi, ogni tanto generano degli effetti ottici notevoli......
dalla sabbia, che ci circonda prima del dosso, ci si tuffa in mezza a una chiazza di bosco intervallato, di nuovo, da pezzi di sabbia.
In lontananza pezzi di colline brulle, con sparuta vegetazione.
Primo stop, il paese di Petford, il cartello di benvenuto parla di poco più di 1000 abitanti, la vecchia stazione pochi metri dopo ci da il migliore dei benvenuti....è una casetta, che somiglia di più ad una fermata di un autobus, il tutto fa pensare che qui il tempo si sia fermato. Recinti con cavalli al pascolo, e bestiame che pascola allo stato brado, ancora pochi giorni e la pioggia darà nuova vita a queste aride vallate.

 Un pò di scatti, poco dopo, un miraggio inizia a formarsi sulla strada davanti a noi, sulla striscia di asfalto, ancora strada, sempre caldo, sempre più opprimente.
Un pezzo di strada sterrata, larga ben tenuta, si viaggia quasi che fosse asfaltata, polvere a parte, ne troveremo molti pezzi, è il risultato delle piogge dello scorso anno. Un torrente totalmente secco, ma insolitamente grande, ci ricorda quanto, qui, le piogge possano essere abbondanti, il cartello "ROAD SUBJECT  TO FLOODING INDICATOR SHOW DEEP" e gli indicatori di profondità, passano un bel pezzo sopra al tetto dell' auto.
Ogni tanto qualche farm, alcune da tempo abbandonate, il vento alza la polvere, sembra di essere sul set di un film di Sergio Leone, manca solo Clint Eastwood.....
Passiamo un altro paese, Almaden, qui la stazione è stata ristrutturata, l'unica casa che non sia stata duramente colpita da vento, sole e intemperie, le altre sono decisamente in peggiori condizioni, il vecchio deposito dell'acqua rende abbastanza bene l'idea della condizone del paese....tutto intorno termitai di varie dimensioni, anche molto grandi, qualcuno supera i due metri.
Continuiamo il nostro viaggio, ormai manca poco alla meta, iniziamo a trovare bestiame in mezzo alla strada, abbiamo modo di vedere vacche e vitelli da vicino, sono pelle e ossa, estremamente magri, la mancanza di piogge si fa sentire, la via ogni tanto viene interrotta da griglie che evitano al bestiame di sconfinare. A ricordarci dove siamo, un canguro alto poco meno di due metri, ci passa davanti al cofano, non curandosi minimamente del nostro passaggio.....Siamo ormai al tramonto e Chillagoe è ormai raggiunto, un gruppo di curiosi canguri saluta il nostro arrivo.
....Andiamo a prendere la camera presso un vecchio osservatorio astronomico, riadattato a locanda per viandanti.
Al banco due ubriachi, che parlano con il titolare.....questo ci informa dove si trova la piscina e ci chiede se l'indomani vogliamo che ci venga prepata la colazione, accettiamo....e appena presa la camera....di corsa in piscina...ne avevamo davvero bisogno.
Dopo cena, preparata in una cucina condivisa (che siamo italiani si vede da un un miglio!!!), facciamo un salto alla costruzione che da il nome alla locanda, l'osservatorio, purtroppo è chiuso è possibile solo vederlo dall'esterno, il tutto in un buio pesto, con un cielo velato e senza luna, gli Australiani che vivono in campagna, sembra che non amino le luci.....se devi trovare un indirizzo la notte, in un luogo che non sia una città....auguri!!!!
Restiamo seduti per un pò a contemplare il cielo, il caldo è diventato uno sbiadito ricordo, ora fa quasi fredo!!!. Si intravede la via lattea, ma il resto è coperto...peccato... un gatto ci fa saltare sulle sdraio!!!! Meglio così, se c'è lui...non ci sono animali pericolosi in giro, qui è molto facile avere a che fare con dingo selvatici che si muovono in branco...non sarebbe un bell'incontro....
Ci attende una lunga e meritata dormita.
Colazione, all' inglese, bacon, salcicce e uova!!!!....Per fortuna, c'è anche il latte, riesco a farmi un cappuccino e del pane tostato con la marmellata.....
Un salto alle informazioni, ci consigliano di andare a vedere The cave of our lady, una caverna, attrezzata per la visita guidata, si chiama cosi per via che all'ingresso è visibile il profilo di una donna...
  Il percosrso si snoda, sotto terra, passando, in mezzo a stalattiti, stalagmiti, e sono numerosi gli spunti fotografici. Ovviamente mi sono portato macchina fotogrfica e cavalletto, gli altri visitatori erano un pò contrariati a dovermi aspettare....ma sono comunque riusciti a non mandarmi "in culo"...cosa non da poco direi....a circa metà del percorso la tana di un ragno.......grosso...molto grosso, nell'oscurità non si riesce a vederlo bene, ma se ne vede abbastanza.....la nostra guida, è un aborigeno, ci spiega che per i suoi antenati era un ottimo pasto, dopo averlo cotto sul fuoco!!!! Mah!!!...il mondo è bello perchè è vario....
 Il percorso finisce, e ci troviamo in cima ad una collinetta con un panorama stupendo, rocce, vegetazione e sabbia si dividono lo sfondo.....
In lontananza le ciminiere della vecchia fonderia....passiamo attraverso una serie di spaccature, nelle rocce, una moltitudine di pietre gigantesce che
, con quello che sembra un precario equilibrio costruiscono un grosso antro, particolare, nei colori e nei riflessi che il sole, a quest'ora del mattino sembra dargli.
Il sole è implacabile.....senza un copricapo è impossibile stare all'aperto.
Riprendiamo la via, per raggiungere la vecchia fonderia, non è possibile entrare nel perimetro, nel tempo molte persone hanno trovato il modo di ferirsi, ma c'è di peggio, la zona è altamente inquinata da un secolo di attività mineraria e di fusione...Ma il luogo è decisamente fuori dal comune. Una ciminiera sovrasta i ruderi dell'alto forno, altre due a distanza, sembrano fare da sentinelle. Tutt'attorno, i residui di fusione, gli avanzi di una produzione ormai da anni cessata ma che tutt'ora fa ben capire quanto la terra debba essere spremuta per trarvi le risorse naturali che tanto ci stanno a cuore...

 Sulla via del ritorno passiamo davanti ad un altro luogo interessante, qui gli aborigeni vi hanno abitato a lungo, lasciando disegni sulle pareti di roccia. E' il letto di un fiume in secca da centinaia di anni, ma si nota molto bene come l'acqua abbia modellato la roccia, in più punti, scavandola, consumandola, purtroppo la macchina fotografica non basta per raccontare la straordinarietà di questo pezzo di deserto, che un tempo, era probabilmente un luogo florido. Lasciamo gli infradito e mettiamo le scarpe, in mezzo a questa pietraia è molto facile trovare serpenti e ragni, meglio non rischiare, l' ospedale più vicino è 200 km, cappello d'obbligo, sono circa 40 gradi, e non tira un filo di vento, il sole ci martella come mai mi era capitato.
 Finita la visita alle bellezze naturali, dedichiamo il secondo giorno al paese, in realtà non c'è molto da vedere, otto vie che si intersecano, un paio di alberghi, per quelli che come noi vengono attratti dal fascino del deserto, ma che non hanno un fuoristrada. L'ufficio postale, un distributore di benzina, il punto per le informazioni e un negozio che vende praticamente tutto, dai generi alimentari, agli attrezzi per lavorare, abbigliamento e souvenir.....Il tutto in uno stile!!!.....ricavato da un capannone costruito un centinaio di anni fa.....signora di circa 70 anni al banco, odori di muffa, olio mischiato a polvere del deserto e un forte sentore di stantio.....aria condizionata, questa sconosciuta!!!!
La signora però è una forza della natura, estremamente simpatica, di facile battuta, peccato che non capisco tutto quello che dice, dimenticavo...qui la lingua è...DA URLO.....serve molta fantasia per capire quello che ci dicono!!! Ma proprio tanta!!!
Il distributore è perennemente chiuso, ci dicono che il proprietario sia a casa, se necessario basta chiamarlo.....me lo immagino come un vecchio burbero al quale è meglio evitare di disturbarlo, la benzina non manca, dovrei gonfiare le gomme.....mi mandano da "il signor Ford"....un vecchietto che colleziona Ford da anni. Risiede in una zona fuori dal paese, in un capannone strapieno di auto d'epoca, rigorosamente ford e ricambi di ogni tipo. In bella vista i numerosi articoli di giornale che parlano di questo mitico vecchietto. Ha due gioielli d'altri tempi....uno lo tiene dentro una teca gonfiabile, è nuova, sembra uscita dalla linea di montaggio da pochi minuti. E' una FORD FALCON del 1970.
Poi una mustang del 1965 oltre ad una moltitudine di ford degli anni 20 e 30, gran parte semi demolite e usate come ricambi per ripristinare altre auto dell' epoca.
Poi motori, v8 di svariate epoche. Sono in molti ad aspettare il loro turno per chiedere il ricambio di cui hanno bisogno. Immagino che sia un vero esperto del settore, se qualcuno si fa minimo 200 km per venire qui a parlarci!!!!
Aspetto per un bel pò......ma sembra proprio che per gonfiare le gomme ci voglia la carta da bollo.....è gia tardi dobbiamo prendere la via del ritorno....la strada di notte è troppo pericolosa per "la tosca", basta investire per sbaglio un animale, per restarci in mezzo!!..
Prossimo post.....VITA DA FARM....vi aspetto