martedì 8 settembre 2015

primi giorni di lavoro


Lunedì...lo impieghiamo a trasferirci nella casa che sarà nostra per i prossimi mesi, facciamo conoscenza dei vicini, una coppia di ragazzi inglesi che lavorano anche loro da Andrew ma con mansioni diverse dalle mie. Estremamente simpatici e divertenti. Anche loro in fuga dall'europa e come noi ben consapevoli che la nostra terra non offrirà serie opportunità per gli anni a venire.

Il martedì arriva più rapidamente di quanto avessi pensato, le pulizie in casa e la riorganizzazione della stessa hanno fatto si che il tempo volasse.

DRINN....DRINN...la sveglia suona implacabile, come tutti i giorni nei quali è previsto di lavorare. Sono le 6.00.....mi vesto rapidamente, con tutto l'abbigliamento nei giorni scorsi acquistato....mi guardo allo specchio.....e mi domando per quanto tempo quei vestiti resteranno così puliti....rapida colazione e partenza alle 7.00 si comincia.

Arrivo al capannone, sta albeggiando e ancora non si vede nessuno....pochi minuti e arriva Ian mi saluta e mi chiede se sono venuto a piedi e da quanto tempo sia li ad aspettarlo.
I convenevoli durano giusto il tempo che serve per l'arrivo di Andrew.
Arrivano anche gli altri, rapida spiegazione delle cose da fare in giornata e i ragazzi partono sul carrello di un trattore con destinazione i campi.....io invece resto con Andrew....per me il breefing è un po' più lungo, deve spiegarmi le regole, oltre la previsione dei lavori che dovrò fare, di sicuro serviranno almeno 4 mesi, per modificare la macchina italiana e per i lavori di aggiornamento degli impianti di irrigazione, ovviamente ci saranno da riparare anche tutti i danni che verranno fatti alle attrezzature.

Mi guardo attorno, tutte le attrezzature, sono auto costruite, chiedo come mai...mi viene detto che la fattoria non utilizza macchine di serie, perché ha una diversa conformazione dei filari della piante, questo per far si di avere una maggiore diversificazione nella produzione e un maggiore rendimento per metro quadro...mi piace!!!

Qui si pensa in modo diverso allo standard, non è cosa da sottovalutare per quanto mi riguarda ho sempre pensato che “se fai come tutti avrai i risultati che hanno gli altri”....solo cambiando puoi ottenere risultati diversi...il processo di innovazione sta tutto qui...e qui sembra che lo abbiano capito, non male...

Seguo Andrew per un giro tra gli scaffali dell'officina, bulloni di tutte le misure, a passo imperiale e metrico...tubi di plastica e ferro, raccordi, centraline per la gestione di impianti oleodinamici, estrattori, i nomi in inglese degli attrezzi...qui si lavora in millimetri, per fortuna aggiungo io, anche se la stragrande maggioranza delle attrezzature è tenuta insieme da bulloni a passo imperiale...

Poi si inizia, c'è da riparare un trapano a colonna e una pressa, dopo questo da finire le modifiche ad un frangizolle...tarato per rimuovere solo le erbacce!!!...sono perplesso, non capisco se non ho capito quello che mi hanno detto....oppure se ho capito bene e il problema si trasforma in: “ come è possibile che un frangizolle capisca cosa rimuovere!”

Non ci capiamo...”come on with me” (vieni con me)...saliamo sulla toyota per fare un giro tra i filari...scopro che le piante di lattuga sono state seminate in modo quasi chirurgico perfettamente allineate su tre file...il frangizolle è pensato e costruito per ripulire negli spazi non occupati dalla lattuga!!....ora mi è tutto più chiaro...misuro la distanza tra filare e filare me la scrivo...Andrew è piuttosto contento di questa mia iniziativa...tutte le macchine lavorano per questa distanza per farle funzionare a dovere è necessario saperla!!

Andrew mi lascia, io inizio i lavori di riparazione, non lo rivedrò per l'intera giornata...dovrò cavarmela da solo...Ian intanto è sotto un rimorchio che bestemmia in inglese....è anche divertente, ma al contrario della nostra lingua, il vocabolario inglese è decisamente meno “colorito”...
Mi chiede di aiutarlo a smontare un portamozzo...le bestemmie continuano...

Alle 16.45...Ian mi chiama e mi dice “now beer time...today 3 stubie maybe 4”... (l'ora della birra..stasera 3 o 4 bottiglie)...prende la sua roba e se ne va....inizio a mettere a posto...arriva Andrew e mi chiede se ho avuto problemi e se mi manca qualcosa...nulla di tutto ciò...sembra piacevolmente impressionato dei lavori che ho portato a termine...

Prendo la via di casa...stanco ma contento...mi sembra di funzionare bene anche qui in Australia....

Appena arrivato, squilla il telefono è Diego, prima di trovare un posto dove la rete è sufficiente per parlare ci passano 5 tentativi e mezzora a girovagare dentro e fuori dalla casa...alla fine ci riusciamo...ha finito il suo tour in giro per l'australia ed è di nuovo in cerca di lavoro...ci lasciamo con la promessa di risentirci nei prossimi giorni dopo aver parlato con Andrew per capire se può lavorare qui nella fattoria...

In casa non abbiamo internet e non è possibile usare lo smartphone come hub, non c'è sufficiente linea nemmeno per le chiamate, inizio a pensare di installare 2 antenne una sul capannone e una sul tetto di casa...vado in paese, davanti alla banca, dove c'è un accesso libero a internet...scopro che non è possibile spedire il segnale dal capannone alla casa...se non con un lavoro troppo dispendioso e complesso...dovremo arrangiarci...

La mattina successiva parlo con Andrew per sapere se ha necessità di personale, oppure se è al completo, mi dice che è a posto e che per Diego non c'è speranza, almeno qui da lui...delle farm vicine sa ben poco, mi dice però che sono molti quelli che in questo periodo necessitano di personale, per quanto non si sia in periodo di raccolta, questo inizierà tra un mese. Mi da dei consigli su dove mandarlo a cercare nel caso decidesse di venire...la sera ci sentiamo e decide di provare, gli mancano ancora oltre 50 giorni di lavoro in farm per poter richiedere il secondo visto, oltre che essere a corto di “moneta”...nel frattempo scopriamo che per poter studiare ci è necessario internet e andare tutte le sere in paese non è praticabile...

La casa dove siamo alloggiati, è vecchia oltre che fredda
, iniziamo a pensare di cercare una sistemazione diversa che abbia internet, sia un po' meno isolata, Robinvale è a 30 km di distanza e Mildura circa 100...e i notebook hanno poca autonomia per pensare di usarli davanti alla banca.

Ci chiama Diego, ha un volo prenotato su Adelaide per domenica prossima, “perfetto ci vediamo a Adelaide domenica”...

La strada per Adelaide è lunga e noiosa, come tutte le strade australiane del resto, il limite di 110 kmh da tenere in strade dritte, spesso le vedi finire all'orizzonte senza vederci in mezzo una curva è una bella rottura
...strade da condividere con i truck, che anche loro hanno lo stesso limite, comunque è bel tempo e contiamo di arrivare in 5 ore...
L'arrivo ad Adelaide è una lunga e tortuosa discesa piena di traffico, inclinata come poche si superano i 14°, ogni 2 km una piazzola di emergenza ampiamente segnalata, ad uso di quei conducenti che sono restati senza freni, sopratutto dei truck.
Il navigatore ci porta davanti all'aeroporto, anche qui come dappertutto, non è possibile parcheggiare....resto in macchina sperando di vedere il nostro amico...come di rito passa lo sbirro che ci comunica che non possiamo parcheggiare li....”ma va!!!....strano non lo sapevamo...”per fortuna assieme al piedi piatti, intravedo Diego....lo chiamo...il poliziotto sorride, anche se è un po' contrariato....”che vuoi farci oggi ho vinto io...di solito vincete voi!!!”...saluta e se ne va...carichiamo il bagaglio e prendiamo direzione centro, visto che siamo qui decidiamo di restarci a dormire e farci un giro, giusto per vedere un po' come è...cerchiamo un ostello, la ricerca è più complicata di quello che pensavamo....alla fine poco lontano da centro prenotiamo la nostra camera per la notte...e ci andiamo a fare un giro in centro...

Deludente, al contrario delle città australiane che abbiamo finora visitato, Adelaide non ha carattere...si avete letto bene...uno stradone,
artisti di strada, negozi, ma nessuna particolarità, pochissime persone in giro, eppure è sabato pomeriggio, bella stagione, nemmeno freddo....mah!!!

Anche qui come in tutti i centri cittadini australiani, fanno bella mostra di se alcune statue di bronzo...maiali, ritratti nei pressi di un cassonetto della spazzatura assieme a loro una statua che rappresenta un personaggio della storia locale...

Passiamo il pomeriggio a girovagare per i negozi, alla fine decidiamo di spostarci verso il mare, almeno per farsi una idea di quanto possa meritare la costa di questa città, per farci le ferie...

La situazione migliora drasticamente, un parco verde che praticamente costeggia il mare per quanto la città è grande...giochi per bambini, il trenino, con tanto di stazione e passaggi a livello, in pratica una città miniaturizzata pensata per i più piccoli e per i genitori che gli corrono dietro!!! Alla fine un tramonto che come ormai l'Australia ci ha abituato... toglie le parole!!!

La mattina dopo, colazione da un Macca's e partenza, destinazione Robinvale, facciamo un altra strada che a giudicare dalla cartina dovrebbe essere un po' più panoramica...questa passa in una zona soggetta ad essere alluvionata, un fiume tutti gli anni esce dagli argini, per cui non crea problemi alla viabilità stradale.

Qui in Australia sono numerose le persone che hanno costruito la propria casa galleggiante, la passione australiana per la pesca e la navigabilità della stragrande maggioranza dei fiumi hanno fatto si che molte anse fluviali siano abitate da vere e proprie comunità.
Zone che sono fornite di energia elettrica acqua potabile e servite da strade di comunicazione, una sorta di camping galleggiante.


Il fiume crea panorami di rara bellezza, straripando ha occupato una vasta zona alluvionale, alberi semi sommersi e alti argini di un arcobaleno di colori raramente visibili 

Arriviamo a casa in tarda serata, sistemiamo il letto per il nostro amico....domani è un altro giorno...
io devo lavorare e Angela deve andare a scuola...Diego invece, si prenderà “la tosca” e si farà un giro per le fattorie della zona..nella speranza di finire i giorni per applicare il suo secondo Working Holiday Visa.

Prossimo post....Robinvale dintorni...

a presto

martedì 18 agosto 2015

ritorno a "OZ"...



….il volo di rientro, io l'ho vissuto come un ritorno a “casa” più che come un viaggio!, è stato il solito misto di noia, pensieri e film visti su una comoda, solo per poche ore, poltrona posizionata al centro del “tubo”...nulla di davvero rilevante e di diverso dagli altri, la sosta di 6 ore a Hong Kong è stata più pesante del solito.....

Alla fine, sfasciati come al solito direi, l'atterraggio a Cairns...di nuovo Australia!!!....sono le 5 di mattina è ancora buio, ci mettiamo in fila e attendiamo il nostro turno. Un “ragazzo” mi chiede come si riempiono le carte di accesso da presentare assieme al passaporto, le scriviamo assieme, lo aspetta un amico a Mareeba, dove dovrebbe avere un lavoro...”beato te a me sono serviti 6 mesi per trovarne uno!!!”...E' piuttosto preoccupato, dal controllo bagagli, i programmi che vengono dati alla TV italiana hanno lasciato il segno, come nella maggior parte dei viaggiatori con destinazione australiana...lo tranquillizzo

-“ti sei portato qualcosa che possa darti problemi?”
-” no, non credo”-
-”allora nella peggiore delle ipotesi ti ribaltano le valige, che te ne frega!...sarà male di rimetterle a posto”-
-”si, lo so, ma....non mi piace, in Italia se vogliono qualcosa trovano”-
-”bravo....in Italia...sei in Australia ora e qui la musica è diversa, di solito sanno chi devono controllare, qui fanno i compiti a casa, prima di darti il visto chiedono chi sei al ministero degli esteri, per cui se non hai avuto dei casini in Italia, puoi rilassarti”-

Arriva il nostro turno, bagagli nella macchina dei raggi x, computer, macchina fotografica e telefoni nel cesto, qualche sorriso....grazie potete andare....recuperiamo il tutto e andiamo al controllo passaporti...mi giro e vedo il mio amico con i bagagli ribaltati sulla scrivania....sembra che qualche problema glielo abbiamo creato....è piuttosto teso...lo lasciamo li e andiamo dall'ufficiale addetto al controllo della frontiera...una ragazza...passaporto passato sotto un lettore ottico, rapida scorsa alla risposta del terminale....sorriso....”thank you”...il passaporto di Angela è più vecchio, non adatto ai lettori ottici attuali....l'ufficiale lo passa ad un collega e ci chiede di aspettare un attimo....un minuto dopo è già di ritorno...”thank you, welcome back” (grazie bentornati)....usciamo, il caldo tropicale è come una doccia rinfrescante.....un annoiato poliziotto all'esterno, immagino che fare una notte sia una rogna come da noi, si mette a ridere e ci chiede come mai cosi contenti....la risposta è quanto mai semplice...”siamo tornati nel paese più bello del mondo”....
-”were are you from”-
-”italia, c'era un freddo cane e qui si sta da dio”-

Sorride e ci saluta, tra poco meno di un ora avrà il cambio...noi invece ne dobbiamo aspettare almeno tre di ore, Giovanni ci ha detto che arriverà verso le 9.00, poi dobbiamo accompagnarlo a lavoro...

L'alba inizia a riscaldare un ambiente che in confronto a quello che abbiamo lasciato in italia è già stupendo... Usciamo dal terminal e ci mettiamo al sole....sulla panchina davanti a noi, una coppia di italo australiani, che sta aspettando il volo per ritornare a Melbourne, loro vivono li. Ci chiedono da quale regione proveniamo e cosa sta succedendo in Italia, visto che le notizie che hanno non sono proprio confortanti e sono per questo abbastanza allarmati, hanno ancora dei parenti con i quali sono in contatto.

Finito il racconto, a tratti drammatico, delle condizioni in cui versa il loro paese d'origine, restano quasi esterrefatti, anche i loro parenti gli hanno dato delle risposte simili, alle nostre e non gli sembra possibile che la situazione sia così drammatica. Hanno problemi a capire, che la mafia attualmente sia il parlamento e le sue ramificazioni...Sono 30 anni che vivono qui, ci spiegano che all'epoca era abbastanza semplice restare, bastava aver voglia di lavorare nulla di più. Cosa abbastanza normale, in quell'epoca l' Australia era un paese nel quale tutto andava costruito.

Arriva “la tosca” salutiamo Giovanni, lo accompagnamo a lavoro e poi diretti a prendere la nostra camera in ostello.
Il jet-lag si fa sentire, passiamo il pomeriggio a dormire e la notte successiva in dormiveglia....

Andiamo a scuola a chiedere la “release letter” per poi spostarci in Victoria, dove ci stanno aspettando...appena arrivati ci mandano da un immigration agent, il quale ci spiega che la scuola non può rilasciare uno studente se non prima che un altra scuola non lo abbia in carico...ok....chiamiamo la scuola dove siamo diretti....la quale ci dice che non può prenderci in carico se non dopo aver ricevuto una “release letter”....Interessante...come se ne esce?

Dopo un paio di giorni persi a discutere con i sordi, si passa alle vie di fatto....appuntamento con il direttore della scuola e gli spieghiamo che se non scrive la lettera saremo costretti a denunciarlo all'autorità giudiziaria e all' ufficio immigrazione...fa un bel po' di storie...insiste che non può, la legge parla chiaro (non è così...come tutte le leggi è fatta per essere interpretata e applicata caso per caso)...quando ci alziamo decisi ad andare alla Polizia....ci dice che vede cosa può fare che parlerà con il proprietario...alla fine dopo aver perso 3 giorni di incazzature e telefonate ci da la famigerata lettera....

Tarda mattinata, carichiamo la macchina e dopo aver salutato gli amici, pieni di speranze, riprendiamo la via del Victoria, Mildura stiamo arrivando.

Il navigatore satellitare ha una nuova mappa che decide una strada diversa da quella di 3 mesi fa, molto meno interna, forse non avremo problemi con i canguri, almeno lo speriamo....ancora non mi sono ripreso dal jet-lag....ho paura di addormentarmi, per fortuna, un colpo di sonno in pieno giorno con il sole che ti picchia in testa è piuttosto raro...Appena il sole cala, ci fermiamo a dormire....sono le 19.30.....mi sdraio sul letto.....non mi risveglierò fino alla mattina dopo alle 9.30, giusto in tempo per lasciare la camera...

A differenza di 3 mesi fa, la prendiamo comoda, abbiamo in previsione di dividere il viaggio in 5 giorni, decisamente meglio che non 3 come l'ultima volta...

Ci godiamo il viaggio, l'out back è qualcosa di stupendo. Ci circonda una specie di “biliardo” dove la bassa vegetazione lascia ogni tanto spazio a campi coltivati ma anche a tratti di sabbia, rossa e compatta, canguri ed emù la fanno decisamente da padroni, pur condividendo i pascoli con mucche e pecore, per fortuna sembra che non vengano ad attraversare la strada, gli animali morti per strada sono qui in quantità decisamente minore rispetto all' altra strada...


Il secondo giorno di viaggio inizia a piovere, la pioggia non ci lascerà più fino a destinazione, le temperature via via che ci avviciniamo all' arrivo scendono, di giorno il sole accecante e il caldo, la sera è da maglione....il clima continentale inizia a farsi sentire... in compenso gli spazi aperti a perdita d'occhio sono da incorniciare. 



Ogni tanto uno sprazzo di sereno, con l'immancabile arcobaleno, 
Una presenza quasi fissa in questi 5 giorni di viaggio! Un fenomeno l'arcobaleno davvero interessante, specialmente per il buon umore che riesce a stimolare....


I chilometri passano con noia e un po' di chiacchiere, speranze, idee...Valentino ci chiama dicendoci di chiamarlo appena arriviamo, che ci prepara un letto dove dormire, a casa di Ivo ci stanno già aspettando...
A pochi chilometri dal traguardo ci imbattiamo in un temporale, il cielo grigio scuro sembra quasi caderci addosso, dalla luce al buio in un batter d'occhio.... 
 si alza un impetuoso vento che mi obbliga a rallentare, pochi minuti, il vento finisce e inizia a grandinare, a 40 kmh faccio fatica a vedere dove vado...cerco un ponte o qualcosa sotto cui fermarmi....non c'è nulla che possa servire allo scopo...che mi piaccia o no devo continuare...per fortuna, il temporale come è arrivato, se ne va....lasciandoci con un tramonto spettacolare...ci fermiamo.....lo spettacolo merita di essere gustato....


Dopo 4 giorni arriviamo a Robinvale, la nostra destinazione finale, Valentino ci guida verso quello che sarà il nostro letto per qualche giorno...un materasso messo nel soggiorno.....facciamo conoscenza con il ragazzi, qui vivono in 7, per la maggioranza italiani, ma anche un paio di ragazze orientali....sono tutti molto simpatici, per salutarci organizzano un barbeque...annaffiato con abbondante birra... Il caldo di Cairns, inizia già a essere un ricordo, la sera fa decisamente freddo...

E' giovedì, siamo giusti giusti per andare ad iscriversi a scuola, e già che siamo a Mildura, facciamo un po' di acquisti di abbigliamento un po' più pesante....La scuola ci da una ottima impressione, è decisamente ben organizzata, una struttura moderna con attrezzature all'avanguardia, il personale è preparato...in poche parole...ci piace.


Una chiamata a Andrew, ci mettiamo daccordo per vedersi la domenica.

La fattoria, è a circa 30 km da Robinvale e 120 da Mildura, contiamo di vivere in una casa all'interno della proprietà di Andrew....è abbastanza fatiscente ma dovrebbe andare, almeno così speriamo. Arriviamo all' appuntamento e Andrew è preso nella riparazione di frangizolle, il danno non è di poco conto, molla tutto ci saluta e ringrazia di essere stati di parola, ci spiega anche che non sempre i lavoratori casuali lo sono, scoprirò che è abbastanza abituato a bidoni di vario genere...

Mi guida per un giro, nell'officina, dove lavorerò, è decisamente ben fornita di attrezzature, in mezzo un banco imbullonato per terra, ricoperto di attrezzi, una mola, un trapano, polvere di ferro mischiata a olio idraulico....una moltitudine di chiavi.....sopratutto misure “imperiali”, ma anche in millimetri.
Di lato 2 saldatrici, una pressa, che ha bisogno di essere riparata, un trapano a colonna anche questo necessita di riparazione, un tornio....un giro tra gli scaffali mi fa scoprire la moltitudine di equipaggiamento del quale ignoravo l'esistenza, o almeno non pensavo di trovarlo in una piccola officina.
Dall'altra parte, da sotto un trattore semi smontato, oltre ad una quantità industriale di imprecazioni escono un paio di piedi...sono di Ian, un signore di circa 60 anni, con il quale lavorerò assieme, si presenta e mi saluta.....non capisco un tubo di quello che dice!!!! Sarà piuttosto dura lavorarci assieme!!
Ha l'aria di uno perennemente incazzato, serio, piuttosto scontroso, poi sorride....è proprio vero che “tutti sorridono nella stessa lingua”....
Rientra sotto il trattore, e la sequela di imprecazioni riprende!!!
Conosco la contabile della fattoria, Eleonor, la moglie di Andrew, mi spiega le varie dinamiche aziendali oltre a come e quanto verrò pagato...

Tra le varie riparazioni che giornalmente capitano, avrò da modificare radicalmente una macchina, costruita in Italia, sbagliata rispetto alle specifiche richieste!!!
Ironia della sorte....toccherà ad un italiano (io) modificarla...

Il confronto continua, parliamo di una possibile sponsorizzazione, anche se per il momento è prematuro parlarne, comunque non mi viene negata a priori...

Alla fine ci mettiamo daccordo per iniziare a lavorare martedì, 3 settimane di prova...tra due giorni si comincia....

prossimo post...UN NUOVO LAVORO

Ciao a presto


giovedì 13 agosto 2015

un anno di Australia


Ciao a tutti, proprio in questi giorni, “festeggio” il primo compleanno di Australia, il 17 luglio 2014, respirai la mia prima aria australiana, all' aeroporto di Brisbane.

E' passato un anno, nel blog ripercorro il percorso, cercando di descrivere i fatti, le persone e le emozioni, cosa tutt'altro che facile, aggiungendo pensieri personali, confronti con l'Italia e inserendo le necessità normative a cui sono sottoposto.
Con questo post, cercherò di fare una valutazione generale del percorso fino ad oggi fatto.

Bene, andiamo con ordine, la domanda che mi viene posta più frequentemente è:

Quanto è difficile?

Mah, credo che sia la domanda più difficile di tutte. Non è facile, questo è certo, ma nemmeno impossibile, sono molte le cose che ho fatto nella mia vita fino ad oggi e di facili non ne ho trovate.
Di sicuro, questa è quella che necessità di maggiore pianificazione, cosa che va fatta in gran parte prima di partire.
E' necessario conoscere a grandi linee la normativa sull'immigrazione australiana, questa è estremamente articolata, ovviamente non è possibile conoscerla tutta, ma è necessario sapere quelle parti che influenzeranno il percorso.
In base a questa scegliere un percorso, adattarlo alle opportunità e alle necessità che arrivano durante la via.
A seguire, c'è bisogno della consulenza di un immigration agent, meglio se più di uno, preferibile contattarne uno prima di partire, per una miriade di motivi, per esempio farsi una idea sulla disponibilità che questo avrà a seguirvi oppure se la parte che gli interessa è solo quella economica.

Di sicuro, ognuno fa la sua storia, ho sentito le storie più disparate, finite bene oppure male, tutte hanno in comune due cose, la lingua e la pianificazione. Purtroppo e per fortuna questa è una necessità oltre che normativa (ricordo che senza una certificazione della lingua non è possibile avere un visto permanente) anche personale, senza sapere l'inglese non potete di fatto lavorare.
Pensare di partire arrivare qui e avere tutte le porte aperte è quanto meno stupido....”FIGURATI, L AUSTRALIA E' PIENA DI ITALIANI, CHE PROBLEMA C'E'!!”
Frase risentita più volte....non è così, la verità è esattamente opposta, se qualcuno vi aiuterà sarà molto difficile che sia italiano, quelli che davvero possono aiutare sono australiani....ma questa è una vecchia storia. Già nelle miniere in Belgio, il secolo scorso, circolava un detto tra i lavoratori italiani “SE UN ITALIANO NON TI HA AIUTATO....TI HA AIUTATO”...questo la dice abbastanza lunga.

Quante opportunità ci sono?

A questa domanda è facile rispondere, lo faccio con i numeri che non hanno bisogno di commenti.
L' Australia è grande una volta e mezzo l'Europa ed ha 23milioni di abitanti (con quelli che come me sono nella “terra di mezzo”, cioè senza passaporto si arriva a 25milioni)....in Europa gli abitanti sono se non ricordo male sono 650milioni, solo l' Italia ne ha quasi 60milioni. Credo che non ci sia altro da dire.

Quanto è facile trovare lavoro e quanto si guadagna?

Qui è più complesso rispondere. In Australia è possibile tutto e il contrario di tutto a grandi linee però la bilancia è decisamente positiva.
Per entrare nel mondo del lavoro serve tempo ed un po' di amicizie, per quanto la meritocrazia è una moneta di scambio molto importante, è necessario avere una prima opportunità che non arriva se non tramite le notizie che si hanno dalle persone. A volte italiani, non ancora naturalizzati, altre volte da australiani. Se avete letto bene, da questo si capisce cosa significa pianificazione, è necessario avere in conto, un periodo di tempo senza reddito, durante il quale dovete vivere oltre che studiare....

Superato il primo scoglio, il lavoro qui è pagato. Lo stipendio minimo garantito è di 17,50 dollari l'ora tolte le tasse. Moltiplicato, per 38 ore settimanali di lavoro fanno 665 dollari a settimana, non è affatto poco. Il costo della vita è più o meno quello italiano ma tra i diversi stati cambia anche di molto, io ne ho vissuti 2 fino ad adesso, Queensland e Victoria, personalmente preferisco il primo, che oltre a costare un bel po' di meno ha un clima stupendo per viverci. Il New South Walles, pur non avendoci vissuto, passandoci, mi è sembrato che costasse più o meno come il Victoria.
Il prezzo medio di una settimana di affitto per un appartamento singolo è di circa 200 dollari, gli ostelli circa 80, le share house (case condivise) 100. Ovviamente i prezzi cambiano e spesso anche di molto a seconda delle zone.

Poi a luglio, si può fare richiesta di rimborso sulle tasse pagate, il sottoscritto ha avuto un rimborso di circa 2000 dollari, cifra considerevole, se si pensa che ho lavorato part time per soli tre mesi, il mio stipendio però è quello di un lavoratore di medio livello, circa 23 dollari l'ora. Per inciso, con le qualifiche professionali che ho, lo stipendio normale si aggira attorno ai 35 dollari l'ora.

Ti manca qualcosa dell' Italia?

Si....mi manca la lavatrice e la lavastoviglie, sembra una cazzata vero?....Non lo è affatto, non avere quelle cose normali a cui sei abituato è una cosa che un po' logora.
Ma se poi penso a Renzi, alle norme che dal prossimo gennaio permetteranno alle banche di prendere il nostro denaro dal nostro conto se ne hanno necessità, ma non solo. Sapere che tutte le tasse pagate in una vita di lavoro hanno semplicemente finanziato la politica, il malaffare mafioso, comprensivo dei legami politico mafiosi che nelle recenti inchieste sono venuti a galla, oppure anche alle norme che non permetteranno più di fare intercettazioni come a quelle che chiuderanno definitivamente la bocca all'informazione.

Bè...a questo logorio mi ci posso abituare, spero che non duri all'infinito, è comunque molto meglio di Renzi.

Queste le domande più gettonate.

Adesso per quello che possa contare, il mio pensiero.

Un anno, lungo ma anche breve, difficile per le scelte, facile per la bellezza dell'Australia, degli australiani.
Ogni decisione crea un percorso e quando la si prende è sempre quella giusta, poi succede che non lo è.....ma sempre quella hai preso.
In queste due righe c'è forse tutta l'essenza di questo viaggio a destinazione ignota.

Il viaggio dal mio punto di vista è stato solo positivo, di inciampi gravi non ne ho trovati, almeno fino ad ora. Proprio in questi giorni quello che sembra il più grosso, in via soluzione?....forse...

La lingua la sto pian piano imparando, per quanto sia necessario studiarla, in strada non puoi impararla, per vari motivi, in Australia si parla una lingua che è ormai piuttosto diversa dall' inglese. Per intenderci se guardo un film oppure un notiziario in tv capisco circa 80% a volte anche di più, devo starci concentrato, cosa piuttosto difficile. Se parlo con le persone, sono perfettamente in grado di farmi capire, ma non sempre capisco, anzi, spesso non capisco una mazza!!!
Di fatto succede come in tutto i mondo. Italia compresa, la lingua che si impara è quella che viene parlata tra le 4 mura di casa o poco più...Io sono molto fortunato, in quanto toscano, sono molto avvantaggiato per quello che riguarda la conoscenza dell' Italiano...qui succede la stessa cosa con una differenza sostanziale, la lingua “di casa”, non è l'inglese, ma qualcosa di diverso, sia nei suoni che nei modi di dire , un esempio: occhiali da sole in inglese=sunglasses in australiano=sunnie, ma questo è solo uno, sono decine i termini storpiati, oppure semplicemente pronunciati diversamente. Altra cosa che incasina non poco la comprensione, le “r” di fatto non vengono quasi mai pronunciate, stessa cosa per le “doppie”, se poi si pensa al fatto che la stessa lettera messa in parole diverse è pronunciata in modo diverso...si capisce quello che voglio dire.
Non è per nulla un caso che nei paesi anglofoni, siano molto seguite le gare di spelling (dividere le parole lettera per lettera).

A lavoro ho trovato delle persone stupende, che mi hanno dato una mano con l' inglese. Credo che possa dichiararmi contento, sinceramente non pensavo che sarei cresciuto così in questo settore, che forse, per quanto mi riguarda, è il più difficoltoso.

La parte positiva sarebbe che come lingua è molto semplice, ma la sua semplicità complica non poco il problema! Infatti se pensi in italiano e traduci, di sicuro costruirai una frase lunga un mese che in inglese non serve e a volte nemmeno viene capita....ti sei solo complicato le cose...

La via percorsa, è stata giorno per giorno aggiustata, per le necessità e le occasioni che sono passate, cosa abbastanza ovvia.

Se valuto, con occhi critici il nostro operato, credo che difficilmente potevamo fare di più, considerata la partenza senza nessun tipo di conoscenza o appoggio.
Siamo ancora piuttosto lontani dall'arrivo e ancora dobbiamo vedere se riusciremo a raggiungere il tanto agognato traguardo, al momento abbiamo delle buone carte da giocare, che fanno intravedere una vittoria, se quando sono arrivato avevo molte speranze e nessuna certezza, adesso parte delle speranze è diventata certezza.

Una parentesi che forse chiarisce molto di più. Qui il 25 di luglio viene festeggiato un surrugato di natale, per via che il 25 dicembre è piena estate e cambia totalmente il contorno, pranzo in famiglia compreso.
Lo scorso anno, nei festeggiamenti del 25 luglio, avevamo un visto che scadeva a fine ottobre, ci ponemmo una domanda...ma per natale, quello vero, saremo ancora qui?

Adesso la risposta è chiara, non solo è passato natale ma siamo ritornati al 25 di luglio e quello che più conta siamo sempre più convinti di lottare fino alla fine, per arrivare la nostro obbiettivo.

Il mese scorso è passato il primo vero “treno” che poteva farci, arrivare al traguardo.
Diego, il nostro amico, prima di rientrare in Italia, ha fatto mettere Angela nel suo posto di lavoro, in accordo con i titolari. Avremmo dovuto spostarci a Melbourne il 26 di giugno, con la certezza di una sponsorizzazione.
Purtroppo il direttore della scuola non ci ha permesso di lasciarla...treno partito senza che noi avessimo potuto salirci.
A parte l'amaro in bocca che la cosa ci ha lasciato, ancora non siamo riusciti a risolvere la questione che è tutt'ora in corso d'opera, oltretutto sta complicando le cose perché il mio contratto lavorativo è in finale.
Abbiamo trovato quello che sembra essere un “dipendente statale standard”, con apertura mentale pari a zero e con la capacità decisionale dettata dalle carte che possano giustificare il proprio operato.....

Fatto stà, che la normativa sull'immigrazione mi da la facoltà di cambiare istituto scolastico, in teoria tutte le volte che voglio, ho scritto in teoria, perché è a discrezione del dirigente scolatico, oppure dopo sei mesi di frequenza, qui il direttore deve solo firmare.
Ma la normativa, come tutte le normative occidentali, è soggetta a interpretazione, ora sembra che il dirigente, favorito da un regolamento scolastico, possa arrogarsi il diritto di decidere se farci o no la lettera di rilascio, necessaria per passare ad un nuovo istituto.

Ora...sulla base di un semplice concetto di diritto, le norme hanno una classifica di applicabilità.

Cioè si parte dal livello più alto, la costituzione, per poi scendere fino ai regolamenti regionali e poi più giù fino ad arrivare alle consuetudini. In questo meccanismo è ovvio che un regolamento scolastico non può essere in contrasto con quello che dicono le norme sull' immigrazione.
I motivi per cui voglia tenerci qui, sono svariati, da quelli economici (paghiamo una retta per la scuola), ma anche altri.
Poi, gli australiani, hanno molto a cuore il lavoro che fanno, pare che Angela sia estremamente brava in quello che fa (non ne ho mai avuto il dubbio), e per questo sia presa in considerazione per un futuro da insegnante.
Visto in questa ottica diventa ovvio il tentativo di tenerci qui, purtroppo nessuno parla chiaramente di questa opportunità, che sarebbe da non sottovalutare.... anzi!
Non lo fanno per ovvi motivi, prima di arrivare a quella posizione il percorso da fare è lungo e non è detto che possiamo permettercelo...
Quanto sopra è semplicemente il pensiero di un legale che abbiamo interpellato e con il quale abbiamo ripercorso i fatti, valutando i regolamenti scolastici con l'esperienza professionale e la conoscenza del modo di agire e pensare australiano.

Prossimamente faremo un salto all'ufficio immigrazione per avere ulteriori informazioni, anche se tutte le nostre fonti danno ragione a noi.

Tolto l' inciampo sopra descritto, peraltro prevedibile, non mi sembra di trovare cose negative, abbiamo fatto del nostro meglio e per quanto, ancora lontani dal traguardo, un bel pezzo di strada l abbiamo fatta.

In fondo, forse, trasferirsi qui è un po' come saltare da un aereo senza paracadute, due anni in caduta libera nei quali devi costruirtelo...

Con il tempo poi, ho iniziato a sentirmi a casa, ho scoperto di amare l'Australia almeno quanto amo l'Italia, anche se forse quest'ultima mi è stata sempre un po' troppo stretta, mi sono sempre sentito un po' in catene, senza potermene mai del tutto liberare, arrivato qui questa sensazione è sparita.....e già questa è una grande vittoria.

Le ultime righe le dedico alla mia compagna di viaggio, Angela, che nel frattempo è diventata mia moglie.
Fino ad ora ho evitato di parlarne, per vari motivi, ho preferito parlare spesso al plurale ma senza citarla direttamente, anche lei scriveva un blog, nei prossimi giorni dovrebbe riprendere a scrivere, aveva interrotto per motivi scolastici, ma non solo.

All'epoca decise di seguirmi in questa “follia”, che ci sta riuscendo piuttosto bene, senza sapere bene dove l'avrei condotta...solo per questo ha dimostrato un coraggio e un carattere difficilmente duplicabile.
Lei è di gran lunga il pezzo più importante di questa avventura, i risultati avuti in questo anno è innegabile che la maggior parte siano suoi...
Poi il merito più grande...avere a che fare con me, che deve essere decisamente una brutta faccenda!!!...

Qualcuno dei nostri amici, qui in Australia, ha descritto così la nostra storia
....”grandi donne si accompagnano solo con grandi uomini”.....
gli risposi che se fosse vero sarebbe bello....ma anche di non dirlo troppo spesso che magari poi me ne convinco e ci credo.....

prossimo post “ritorno a OZ” a presto.



giovedì 23 luglio 2015

15 giorni di italia...anche troppi...


Ho a lungo pensato se era il caso di dedicare un post, a questi 15 giorni oppure se menzionarli solo marginalmente, alla fine ho deciso di scriverlo, perché in fondo anche questo fa parte del percorso che stò pian piano portando avanti, rileggendolo non mi è piaciuto nemmeno un po', per numerosi motivi, non ultimo, l'impietoso confronto tra questi due grandi paesi, ovviamente lo scritto non è altro che il mio pensiero. Anche l'impossibilità di dedicare, a tutti gli amici e i parenti che mi sono stati vicini in questi mesi, lo spazio che avrebbero meritato e che non ho potuto dargli, mi ha dato non pochi ripensamenti. Spero che nessuno si senta offeso oppure poco considerato, perché se alla fine otterrò una vittoria, il merito sarà anche vostro.

Buona lettura

L' arrivo a Cairns, mi ha fatto sentire a casa!!, incontrare di nuovo tutti gli amici che avevo lasciato qui è stato proprio bello.

Purtroppo il tempo che abbiamo è poco, solo un giorno, giusto il tempo di lasciare “la tosca” in consegna ad un amico, passare da scuola a salutare insegnanti e studenti riprendere la mia attrezzatura subacquea che avevo lasciato a casa di un amico.

A scuola abbiamo chiesto come poter “uscire” per iscriversi in un altro istituto. Detta così è una cosa semplice, in realtà, non è proprio come sembra. Infatti il cambio di un istituto scolastico, per noi che siamo qui per “studiare”, comporta una comunicazione all'ufficio immigrazione correlata da una lettera di rilascio da parte della scuola. A seguire, dopo l'iscrizione al nuovo istituto, viene rilasciato un nuovo C.O.E. (confirmation of enrloment, conferma di iscrizione) con questo si richiede l'aggiornamento del visto. Ovviamente se il piano studi è diverso, cambia anche la lunghezza temporale del visto, che comunque non può superare i due anni. Per portare a termine il tutto, l'amministrazione australiana da 28 giorni di tempo....

Giovanni ci accompagna all' aeroporto...ci lascia fuori e lo vediamo allontanarsi con “la tosca”.....comincia già a mancarmi....

Entriamo cerchiamo il “gate” dal quale abbiamo il volo per Brisbane, il check-in è già aperto, imbarchiamo i bagagli, li rivedremo a Roma. Siccome è un volo nazionale, non vengono fatti controlli di sorta, giusto i bagagli a mano sotto i raggi x. L'ora di attesa passa rapidamente, tra un panino e due chiacchiere con due signori, italo-australiani, che ormai sono 40 anni che sono qui, vivono a Melbourne e immancabilmente, ci lasciano il numero di telefono.

“Se capitate a Melbourne chiamateci, magari possiamo darvi una mano”....
Non hanno quasi più nulla di italiano!

E' ora, ci imbarchiamo, l' aereo è un boeing 737 starjet, la compagnia low-cost australiana.

Sono piuttosto stanco e le 2 ore di volo, passano in un attimo...complice una sana dormita!!!

A Brisbane ci aspetta una notte da passare sui divani dell'aeroporto, abbastanza comodi, ma l'aria condizionata non permette di dormire, se non con qualche coperta, che ovviamente non abbiamo.

La mattina, nuovo check-in e siccome ce ne andiamo.... i controlli sono pressoche inesistenti.

Il boeing 747/400 thai airways, ci sta aspettando, vedo i piloti nel cockpit impegnati nella check-list pre decollo, un autocisterna ci rifornisce.

Prendo posto, accendo il monitor sul poggiatesta del sedile che mi precede, vedo che tipo di “articoli da intrattenimento” ci sono.....una nutrita serie di film e vari videogame...mi aspettano 11 ore di volo....saranno lunghissime!!

Si parte...corsa di decollo e il nostro “uccello” stacca le ruote dopo 55 secondi...non male considerato il peso di questi bisonti del cielo.
Mi “sciroppo” subito un film, in inglese, ripenso alla difficoltà a capire i dialoghi, che avevo, nel volo che mi ha portato qui....adesso riesco a capire quasi tutto.....anche se preferisco la mia lingua, molto più completa e non ho bisogno di essere concentrato per capirla!

Passano a darci il pranzo, il solito “beef or fish” (carne o pesce)...ovviamente fanno abbastanza schifo entrambi....prendo il libro che ho avviato da poco e vado avanti nella lettura, spengono le luci ….hanno deciso che dobbiamo dormire!!!....ci provo...non funziona....accendo la mia luce e riprendo a leggere...controllo sul monitor a che punto siamo....si e no a metà strada e questo “tubo” mi ha già rotto abbondantemente, mi alzo e vado al bagno...giusto per sgranchirmi le gambe, fortunatamente non ho bisogno di scavalcare il vicino, in tutte le file hanno lasciato un posto libero, magari succedesse tutte le volte!!

Al bagno c' è una fila chilometrica, torno indietro e vado a quelli situati in coda, la situazione non è migliore. Ritornato al mio sedile, tento di dormire senza risultati apprezzabili....almeno così sembra...riguardo il monitor...cavolo!!! un po' allora devo aver dormito, la via è decisamente più corta di prima...un altro film....in italiano, per fortuna qualcuno c'è!!....

Si riaccendono le luci.....colazione....pessima, come sempre!...poco dopo inizia la discesa apro il finestrino è notte...non so più che ore sono....Bangkok è una distesa a perdita d'occhio di luci, vie illuminate e auto che si muovono caoticamente per le strade...corto finale....atterraggio morbido...niente reverse con i motori....e anche scarso uso dei freni...il pilota deve conoscere molto bene questa pista e le condizioni meteo devono essere proprio quelle giuste...

Il caldo soffocante di Bangkok, ci arriva in faccia quasi senza preavviso, entriamo rapidamente nel terminal, l'atmosfera artificiale ci fa smettere di sudare...ci aspettano 8 ore di attesa....

Non passano mai.....alla fine, dopo aver passeggiato per ore ci ritroviamo in attesa per l'imbarco al Gate 8....siamo i primi ad arrivare....poco dopo un gruppo di suore....mi fa sorridere il contrasto che ne deriva...il luogo della massima perdizione e le prime persone che vedo arrivare sono suore!! Scappano dopo aver combattuto una battaglia persa!?...un paio di ore e la situazione comincia ad essere affollata....cominciamo a sentirci in Italia....ricompare come per magia tutta l'ipocrisia che avevo dimenticato...la necessità di apparire, invece che essere....donne con tacchi che sembrano trampoli, truccate come se fossero a sfilare per Valentino o Armani...mariti che hanno la sola funzione di pagare il conto a mogli mai contente del loro status sociale, in continua competizione con l' amica del cuore, alla quale racconteranno una nuova avventura, davanti a un caffè e hai sorrisi tirati e invidiosi dell' astante di turno....amo l'Australia nella sua semplicità, nella sua natura rigogliosa, nell' onestà del popolo che la abita e che l' ha fatta diventare quello che è....comincio ad avere dei dubbi sull' italia e se questa mi piacerà ancora...

Corsa di decollo....l'airbus 340 odora ancora di nuovo...devono essere pochi giorni che è in linea di volo....60 secondi e ci libriamo nell'aria pesante di Bangkok, le ali lasciano scie di condensa, destinate a scomparire con il ritrarre dei flap e degli slat (superfici aerodinamiche anteriori e posteriori delle ali usate per aumentare la portanza alle basse velocità), lo schiocco secco ci avverte che i carrelli sono di nuovo dentro la carlinga, il nostro uccello aumenta la velocità e gli ipersostentatori iniziano ad essere retratti.....30000 FT (10000 metri)....890 Kmh....e altre 12 ore di attesa nel tubo.....ancora film, ancora pasti pessimi e ancora vani tentativi di dormire. Inizio a pensare a come saranno questi 15 giorni, il primo pensiero è il freddo, sono 8 mesi che uso solo gli infradito e solo raramente i pantaloni lunghi....ho nel bagaglio a mano un cambio di vestiti, un paio di pantaloni lunghi una felpa e un paio di scarpe di tela.....penso che sarà una bella “pipata” di freddo!!! Almeno fino a quando non arrivo a casa!
Penso agli amici che mi aspettano, per un resoconto della mia esperienza, già hanno fatto la fila per invitarmi a cena oppure a pranzo...tutti vogliono dedicarmi qualche attimo di amicizia in più, come se ce ne fosse bisogno...sono stati tutti semplicemente fantastici!!!

Penso alla mia famiglia hai miei nipoti, che ultimamente hanno iniziato a chiamare il notebook “zio”!!!!....la cosa mi fa sorridere...in fondo qualcosa dell' italia mi manca....con questi sentimenti contrastanti passo quasi tutto il volo....mi appisolo....il cambio di assetto del tubo mi sveglia....stiamo scendendo, apro il finestrino è l'alba, il vesuvio mi informa che la tortura è quasi finita, il monitor da come tempo rimanente 40 minuti....passo con il joy stick le schermate fino ad arrivare a quelle delle telecamere esterne, la pancia del nostro uccello è “appoggiata” su un letto di batuffoli di cotone, si muovono per far spazio, a noi che disturbiamo la loro solita quiete...turbolenza....niente di drammatico, qualcuno comunque sbianca..hihihihi....inizia la procedura di atterraggio, rumori tipici dell' estrazione degli ipersostentatori, viriamo per entrare in finale, siamo già allineati, i carrelli sono già estesi e bloccati, mi godo questo atterraggio dalla telecamera...quasi per magia i batuffoli di cotone svaniscono lasciando il posto alla visuale della pista illuminata, superiamo la recinzione aeroportuale, inizia la pista...un attimo dopo tocchiamo....qualcuno accenna ad un applauso, cosa molto gettonata sui voli alitalia di qualche anno fa...ci avviamo per scendere, sono stanco morto, il mio orologio biologico è totalmente sballato e il peggio arriva alla porta...uno “spiffero” gelato mi arriva sulle gambe mentre l'attraverso.....che bello Cairns con i suoi 30 gradi!!!

Recupero delle valige, con la consueta paura che siano andate a finire a Cancun invece che a Roma e quando ormai si è sicuri che siano smarrite in qualche anonimo aeroporto, compare la prima, l'attrezzatura subacquea...almeno quella più costosa c'è...poco dopo le altre.....

Ad aspettarci...Elisabetta e Alessandra che hanno preso un giorno di ferie, è bello rivederle....si sono fatte 300 km di notte per essere qui al nostro arrivo, impagabili!!!

Il caos romano, mi colpisce più del solito, il confronto con le città australiane è drammaticamente a favore di queste ultime. Iniziamo la strada del ritorno, preferisco non guidare, sia per la stanchezza accumulata e sopratutto per il fatto che ormai sono mesi che guido nella corsia opposta e non vorrei combinare qualche casino!

Una fermata all'autogrill per fare colazione....il barista mi informa che sono tornato in italia, e che posso tranquillamente parlare l'italiano!!! Il cappuccino e le brioches al cioccolato....mi mancavano non poco.


La dimensione delle strade è un altra cosa che mi fa pensare, sono più piccole della metà e le auto vanno il doppio! I camion però sono di nuovo a dimensione standard e con velocità decisamente più basse.

La discussione, verte sulle differenze che noto minuto per minuto, guardandomi intorno, la cosa che più mi salta all'occhio è lo spropositato uso di cemento, non c'è un angolo dove poso lo sguardo che non ci sia una qualche costruzione...grigia, drammaticamente grigia, il verde delle campagne e dei boschi, cui ormai mi ero abituato, qui è quasi totalmente assuefatto al grigio di questo materiale da costruzione, il cui abuso in italia è qualcosa di incredibile ma a cui non si fa caso, tanto ne abbiamo davanti!!!

Dopo 8 mesi fuori da questo “inferno”, mi colpisce profondamente il grigiore che ho tutto intorno e pensare che l'italia è considerato, a ragione, il paese più bello del mondo.
Ci siamo, come più volte ho scritto, dimenticati di chi siamo, di che cosa rappresentiamo agli occhi degli altri paesi....

All'orizzonte, inizio a intravedere Siena, come più volte l' ho vista nel passato ed a cui non ho mai fatto caso, dandola come qualcosa di scontato nel panorama...oggi non lo è....mi fa respirare l'aria di casa...sono tornato....

Sosta a casa di Angela per recuperare un po' di abbigliamento invernale, è in tuta!! ha guardarla mi vengono i brividi!!! Non che io sia messo tanto meglio.

L'ultimo tratto di strada, mi fa ricordare quanto le strade Australiane siano messe meglio di quelle nostre....ho preso meno buche nei 4500Km di statali australiane che nei 20Km da Siena a casa mia. Anche a questo non si fa mai caso, lo abbiamo sotto le ruote giorno dopo giorno, anche qui velocità e dimensioni della strada creano un conflitto non ignorabile, se confrontato con quello che ho vissuto negli ultimi 8 mesi.

I miei sono molto emozionati dal nostro arrivo. Staremo in casa con loro, visto che casa mia è “spenta” e riaccenderla richiederebbe troppo denaro e tempo, non ne vale la pena.

Dopo la doccia mi vesto come sempre in inverno, pantaloni di velluto, maglione di lana, papalina di lana e scarpe...cavolo quanto pesano!!! non me lo ricordavo.

Ed è già ora di pranzo...lasagne.....non dico altro...il primo pomeriggio italiano lo passo a casa a cercare di riprendermi e a rispondere ai messaggi degli amici che mi invitano a cena...

I 15 giorni che ho davanti saranno molto impegnativi, ho un sacco di cose da fare e carte da preparare che l'amministrazione australiana, mi chiederà quando e se (purtroppo c'è ancora un se) farò la richiesta di visto permanente, oltre ad alcune deleghe che devo lasciare a casa per situazioni che presumibilmente andranno a concludersi quando io non sarò più qui.

I primi a darci il benvenuto, sono i ragazzi del “movimento” , ci hanno preparato un rinfresco nella nuova sede e come ormai è consuetudine, si sono prodigati, ma quello che mi ha fatto più piacere è il calore e l'amicizia che ci hanno dato....stanno preparando la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali ed hanno interrotto i lavori per noi!

Qualche sera dopo la scuola sub non è stata da meno.

Un giorno dedicato alla visita della aziende dove negli ultimi anni ho lavorato, che mi hanno preparato le lettere di referenza che certificano la mia professione.

Poi l'appuntamento con un notaio per le deleghe a mia sorella, anche questa istituzione tutta italiana. Nel mondo normale, basta un avvocato, noi abbiamo creato come di consuetudine, una casta che vive di “firme” dal prezzo carissimo.....

Dopo aver sbrigato gli impegni necessari e che in fondo hanno giustificato il nostro rientro in italia, ci siamo presi un paio di giorni per noi....Lerici, a salutare Francesco e Lola, oltre che godere di uno dei luoghi più belli della nostra penisola...

Sulla via del ritorno però anche qui il cemento mi ha intristito non poco, invece dell'autostrada ho fatto la strada litoranea....dalla quale non è possibile vedere il mare, fino a Tirrenia!!! Solo cemento e impianti di balneazione oltretutto in questo periodo chiusi....

Una immersione, voluta fare per forza, più per stare con gli amici che non per altro. Fatta all'argentario dopo una tremenda mareggiata che ha fatto non pochi danni, la visibilità è di circa 1 metro, a momenti nemmeno quello, ma l'acqua del mediterraneo che più di tutti gli altri mari del mondo mi ha nel tempo emozionato, meritava questo sacrificio, se così posso definirlo....in fondo il mare, non puoi decidere come deve essere, devi amarlo per quello che è....come l' Australia.....

Riunione politica, per mettere a punto la campagna elettorale, ho assistito in religioso silenzio, ovviamente non ho titolo di partecipare, dopo avere vissuto gli ultimi 8 mesi dalla parte opposta del mondo. I ragazzi, sono una forza della natura, indomiti nella lotta che tutti quanti speriamo possa portare ad un cambiamento radicale nella vita di un Italia sempre più povera e percorsa da sempre più forte disagio sociale.

Sono riuscito a dedicare anche un po' di tempo agli amici che più mi hanno supportato in questa mia scelta, di scappare...non scriverò i nomi, loro sanno chi sono e a me basta sapere che a prescindere da quanto siano lontani...posso sempre contare su di loro....grazie.

Alla fine 15 giorni, sono stati appena sufficienti per quello che avevo da fare, sono a dir poco volati...

E oltre alla gioia di aver condiviso un po' del mio tempo con le persone a me più care, questo periodo mi ha lasciato anche un po' di amaro in bocca, il grigiore visto per le strade, le persone che non sorridono, sempre tutti incazzati, a rincorrere i propri problemi, senza rendersi conto che i nostri sono gli stessi che tutti gli altri hanno. La ricerca di un parcheggio che mai è disponibile, se non in zona vietata, l'inutilità di certe persone, che non vedono oltre il proprio naso, che non hanno senso critico e che fanno della televisione tutto il loro mondo, persone che purtroppo sono la stragrande maggioranza e che giorno dopo giorno hanno con il loro silenzio/assenso partecipato alla distruzione del nostro paese...potrei continuare, ma preferisco fermarmi qui...

L'essere stato lontano, mi ha fatto vedere le “storture” che normalmente nessuno nota, che nemmeno io avevo davvero visto fino ad oggi...

Penso che solo con una ritrovata consapevolezza, di quello che siamo e che rappresentiamo nella storia del mondo, possa davvero ridestarci da questo “torpore” troppo a lungo durato....una parte della mia decisione di andarmene, deriva anche da questo. Tutto quello che mi è amaramente saltato agli occhi in questi 15 giorni, forse inconsciamente già lo avevo focalizzato e l' impotenza che mi sentivo dentro mi ha spinto a partire, oppure forse l'Italia mi è sempre stata stretta....questo non l'ho ancora davvero capito. Ma se una nuova strada al momento di intraprenderla ci spaventa, sappiamo anche che potrebbe essere, alla fine, meno in salita di quella che abbiamo lasciato....in fondo per cambiare basta solo la voglia di farlo.
Qualcuno mi ha detto che serve coraggio, mah...sinceramente non credo di essere coraggioso e nemmeno troppo tenace.
Ho avvertito invidia nelle parole di qualcun' altro.
Preferirei che gli invidiosi usassero questo loro forte sentimento, per migliorarsi, invece che per flagellarsi, farebbero cosa gradita, non a me...ma a loro stessi.
Comunque quasi tutte le persone che ho incontrato, mi hanno avvolto del loro calore, della loro amicizia e del loro sostegno....un ottimo motivo per continuare a lottare e non solo per me...ma anche per tutti quelli che sperano di vedermi con 2 passaporti...

Sono di nuovo al Leonardo da Vinci.....in attesa del volo che mi riporterà nella terra dei koala e dei canguri....


Proprio in questi giorni è passato un anno dalla mia partenza, nel prossimo post, interromperò la rappresentazione dei fatti accaduti e tenterò di fare un bilancio di questa prima parte di percorso.
Cosa che mi è stata richiesta a gran voce da voi che mi leggete...

Per cui prossimo post.....un anno di Australia.....

a presto

mercoledì 8 luglio 2015

BRISBANE...UN GRADITO RITORNO


Brisbane....dopo mesi passati in altre zone dell'australia è stato un po' come tornare a casa, in fondo sono molto legato a questa città è la prima “aria australiana” che o respirato, è il luogo dove la decisione di provare a restare è diventata qualcosa di palpabile, è qui che ho avuto modo di conoscere gli australiani.
E' qui che tutto è iniziato...

La strada, inizia a farsi più trafficata, accanto a noi la via dedicata al servizio pubblico, sulla quale transita un bus sorpassandoci.

Sbuco da un dosso e come flash dal passato si profila lo skyline della città, ancora piuttosto lontana, ma nitida come in una fotografia, quanti giorni, quante volte ho visto questa scena seduto sui primi sedili del autobus che mi portava a scuola, oggi guido una macchina e a ben vedere tanta strada ho fatto e lei sembra essere li ad aspettarmi, come la prima volta che l' ho vista dal cielo...

Prendiamo la stanza in ostello subito dopo andiamo a South Bank, sulla spiaggia della piscina costruita lungo il fiume , per fortuna non è troppo affollata, chiassosi bambini che giocano in acqua, gente che prende il sole sulla spiaggia, occupiamo il nostro metro quadro, e ci godiamo il sole estivo, ero qui nello scorso inverno e per quanto il clima fosse mite, in estate è un altra storia!

Uno smooties strawbarries e banana, preso allo stesso bar, la ragazza ci saluta, ci chiede come va....facciamo due chiacchiere...era da un po' che non ci vedeva e si era chiesta che fine avessimo fatto!!!

Il pomeriggio passa rapido, un bagno, l'acqua è molto più invitante dello scorso inverno. Sul tardi ci spostiamo in centro a cercare un po' souvenir...Una telefonata ai Philips, la nostra famiglia australiana, quelli che ci hanno guidato nei primi mesi.


Hallo Helen, Angela speaking”
Hi Angela, how are you”
Nice thank you, and your family?”
Good...”
We are in Brisbane and we like come to you for huge”
Beautifull”

E' piuttosto impegnata, sta preparando le valige, stanno per partire per la cambogia e il vietnam, ma sarebbero felici di salutarci.

Poco dopo, connie fa gli onori di casa scondinzolando, anche lui è felice di rivederci.
Ci danno una pessima notizia, Emi, una ragazza giapponese con la quale abbiamo condiviso, la casa dei philips non che mia compagna di classe è dovuta rientrare Okinawa, perché colpita da un lutto, benchè in contatto non ne sapevamo nulla.

Un ora passata con serenità, tra fatti accaduti e novità, insomma un vero e proprio ritorno a “casa”.
Li lasciamo con la promessa di ritornare a trovarli quando ripasseremo di qui.

La serata finisce sul Monte Coot-ha, brisbane vista di notte è qualcosa di indescrivibile


Stamani destinazione EF International School
Siamo piuttosto emozionati, varchiamo la soglia...Jack e Claudio, sono i primi a vederci....mollano tutto e corrono a salutarci, la direttrice, ci vede attraverso il vetro del suo ufficio....appende il telefono e si precipita!!! Cribbio, dobbiamo aver lasciato dei bei ricordi, ci accompagnano nella sala riservata agli insegnanti, la riunione in corso viene interrotta. Ritroviamo quelle persone, che più di ogni altro ci hanno dato il “bagaglio” necessario per partire, come ho già scritto in precedenza, alcuni di loro sono stati davvero fondamentali. Se oggi, vedo l'Australia come probabile seconda patria, gran parte del merito è loro, con i loro consigli, la loro simpatia e amicizia, oltre alla grande professionalità dimostrata nel lavoro di insegnanti... Le emozioni sono forti, tutti ci spronano a continuare, a insistere, si sono davvero dimostrati i nostri più tifosi accaniti tifosi. Ovviamente dei numerosi compagni di scuola avuti, soltanto qualcuno sta ancora frequentando, la maggior parte sono rientrati in patria oppure sono in giro per il continente.

Salutiamo con il magone , ma all'appuntamento più importante non possiamo arrivare in ritardo.

100 km più a nord il nostro immigration agent ci sta aspettando, per fare il punto della situazione.
Nel vialetto di casa sua, la quiete la fa da padrona.

DRINNNNN....si affaccia il marito...scopriamo che Christine ha perso l'agenda e che si era dimenticata l'appuntamento! A volte un po' di fortuna non guasta, dopo pochi convenevoli, la discussione si porta nel campo di interesse. Ci sono novità per quello che riguarda i visti, il 487 (visto con sponsor) non necessità più di un livello di IELTS pari al 6. Basterà un 5.5 calcolato sulla media e non sulle singole prove, un bel passo avanti! Sapevamo che era in corso una revisione dei visti, specialmente del 487 che si è rivelato troppo complicato per gli imprenditori, averne una certezza prima della sua pubblicazione (che è avvenuta in questi giorni l' appuntamento descritto è datato 2 marzo), ci permette di valutare meglio le strade da percorrere per arrivare all'agognato visto resident. Ma secondo lei a noi deve interessare il visto professionale, le nostre professionalità pregresse, sono molto ricercate qui in Australia, chef e saldatori sono nei primi posti dello indipendent skill visa, un visto calcolato a punteggio, per poterlo richiedere, sono necessari almeno 3 anni dimostrabili di esperienza nel settore e uno IELTS pari al 7....Livello non affatto facile da raggiungere, al momento io sono un bel pezzo più in giù intorno al 4 ½ -5, Angela invece è abbastanza vicina (6-6 ½).

Gli racconto dell' offerta avuta a Mildura, opportunità da prendere seriamente in considerazione, che ci darebbe una bella iniezione di contante, oltre a una possibile sponsorship, insomma, spostarci da Cairns a Mildura, cambiare il programma studi e indirizzare Angela verso la certificazione australiana di cucina. Per quello che riguarda me invece, solo Inglese....Ci spiega le procedure per uscire dalla scuola di Cairns e iscriversi al TAFE di Mildura (una scuola statale), dopo di che telefona all'istituto per sapere se hanno disponibilità.

Ci salutiamo, prima di andare via, scopriamo che il nostro immigration agent partirà per l'italia due giorni dopo e ci resterà per un mese, mete previste, Pisa, Firenze e Siena!!! Ama l'Italia almeno quanto noi abbiamo imparato ad amare l'australia. C' è gia stata due volte, una a Roma e Napoli l'altra in Liguria. Ma secondo quello che ha letto la toscana dovrebbe essere la migliore meta, non abbiamo dubbi e confermiamo, ma noi siamo di parte!!

I chilometri che seguono, in direzione nord, sono dedicati alla valutazione degli aspetti di questo cambiamento, in fondo siamo noi a dover decidere il nostro percorso. Un po' di calcoli del budget e pensieri riguardo alla zona dove presumibilmente andremmo a vivere....

Alla fine, chiamo Andrew.
Gli spiego la situazione, cosa ci ha detto Christine e che se per lui va bene, i primi giorni di Aprile possiamo iniziare a lavorare per lui.
La risposta è semplice e concisa, come riesce sempre agli australiani...”we wait you”(vi aspettiamo).

Sembra che cominciamo a piacere all'Australia, comincio a pensare che nel detto che gli alpinisti conoscono bene “conquisterai la montagna solo se lei ti vuole”, ci sia un fondo di verità.

Arriviamo a Makay, il ciclone dei giorni scorsi (mensionato in un post precedente) è qui che ha fatto i danni maggiori.
I tralicci che portano la corrente in città costeggiano la statale, sono pericolosamente inclinati, numerosi sono gli alberi sradicati dal suolo e anche se il sole splende ed è una bellissima e tersa giornata, l'atmosfera che si respira è abbastanza tetra...tutte le vie del centro cittadino, sono interessate da lavori di ricostruzione e ripristino, per fortuna, pochi danni alle abitazioni e nessun ferito grave, il ragazzo dell'ostello mi dice che qui sono abbastanza abituati e sanno come comportarsi in questi casi.
L' ostello è quanto mai particolare, è costruito con le case della cittadella olimpica, usate dagli atleti durante le olimpiadi di Sydney.
Monolocali, con cucina, soggiorno, bagno e la stanza da letto separata da una parete scorrevole, aria condizionata e riscaldamento, davvero carino!

Guardando la cartina, scopriamo che con una breve deviazione potremmo passare da Airlie Beach, visto che abbiamo tempo potremmo passare un giorno alle whitsunday, li vicino c'è l'imbarco.

Sono un gruppo di isole presenti in tutte le guide scritte per il turismo, passarci un giorno non sarebbe affatto male.
Superiamo Airlie Beach e continuiamo verso Shute Harbour, dove partono i traghetti.....Abbiamo fatto i conti senza l'oste.....purtroppo siamo alla fine della stagione delle piogge e i passaggi per le isole non saranno disponibili per un mese ancora.

Airlie Beach invece non ce la toglie nessuno, è semplicemente stupenda, è l' unica cittadina australiana che non ha una struttura a “scacchiera”, non si respira la modernità tipica di qui.
La maggior parte delle persone è molto giovane, una specie di Byron Bay, ma con più calma.


Il mare è calmo, la passeggiata che lo costeggia passa in un parco, un ponte di legno ci accompagna ad una piscina, l'acqua è quella del mare, a ricordarci che siamo nella wet season, l' unica pecca, il sole che va e viene. 

A pelle potrebbe essere uno di quei luoghi dove tutti quanti sognano di trasferirsi, somiglia a Cairns ma molto meno strutturata sul turismo, molto più per immaginare una vita tranquilla passata a contemplare la calma baia sulla quale si affaccia.
Pur non essendo grande ha tutti i servizi e così a occhio una elevata qualità della vita....me la tengo li come luogo dove vivere, tra questa e Cairns la scelta è piuttosto difficile...

A malincuore dobbiamo ripartire il tempo comincia a scarseggiare, prima di arrivare a Townsville, ci fermiamo a Burdekin, giusto per una sosta.....quanto mai piacevole....parcheggio “la tosca” sotto una palma, scendiamo per arrivare alla spiaggia, nel prato che costeggia il parcheggio, un curioso lucertolone, cerca di nascondersi al nostro sguardo....troppo tardi....lo seguo e lo trovo fermo dietro rado cespuglio...un po' infastidito si allontana.

Saliamo la breve rampa che ci separa dalla spiaggia, appena in cima un altra sorpresa, la battigia sembra muoversi!!!...non capisco per quale oscuro fenomeno si abbia questa impressione.

Mi avvicino per capirci di più, sono granchi soldato, si muovono a gruppi di migliaia, tanto da far sembrare la spiaggia viva, da vicino si distingue meglio anche il colore del loro guscio, un azzurro pallido.

Da vicino si sente anche il rumore dei loro passi, che nel tentativo di allontanarsi si fa più intenso, intenti, così come sono, a passare uno sopra l'altro nella foga di allontanarsi il più velocemente possibile.
Al nostro ritorno il lucertolone è di nuovo nei pressi, questa volta invece di scappare si fa più audace, si avvicina molto, tanto da farsi vedere bene, marrone a chiazze bianche, lingua di colore scuro che guizza veloce, non sembra intimorito, evidentemente gli umani con cui ha avuto a che fare gli hanno insegnato a fidarsi invece di scappare...

Poco prima di Townsville, chiamiamo un paio di amici, per prenotare un tavolo nella pizzeria dove lavorano, ci informano che la pizzeria è chiusa per un altra settimana e che loro stanno rientrando da Airlie Beach dopo una settimana di ferie...

”Airlie Beach!?!?!?!.....eravamo li due ore fa!!!”, sono circa 60 km dietro di noi, gli diamo appuntamento a Townsville per cenare assieme e fare un giro in città.
Anche questa città è piena di fascino, una rocca sembra fare da guardia al golfo dove è costruita, grande, un grosso porto commerciale e turistico. Ma al contrario della stragrande maggioranza dei approdi commerciali, questa non è decadente, anzi, molto ben tenuta con un parco bellissimo che si snoda lungo la litoranea, costruito vicino agli edifici storici, oggi sono tutti riconvertiti a musei e luoghi di cultura. In Italia invece siamo abituati a veder riconvertiti i politici.

Facciamo cena in una pizzeria, che non ha nulla a che vedere con una pizzeria che merita questo nome...forse l'ho già scritto, nella cucina si vede molto l' assenza di cultura e storia dell' australia.
Il livello culinario è decisamente basso, in fondo non è tantissimo che chiamavamo, gli inglesi BARBARI....purtroppo loro stanno diventando nel panorama mondiale, quello che noi eravamo un migliaio di anni fa.....e barbari stiamo diventando noi....


a presto

prossimo post..... 15 GIORNI DI ITALIA....ANCHE TROPPI...