lunedì 23 maggio 2016

Torquai e Bells Beach

Dopo aver puntato il navigatore satellitare, salgo in auto e prendo la direzione dell' officina di Claude, ho accuratamente bloccato tutte le strade a pagamento...Mi serviranno quasi 2 ore per arrivare.

Claude è un omone, alto e grosso, occhi azzurro ghiaccio dietro a un paio di occhiali con montatura legggera, quasi invisibili. Si muove con difficoltà e usa un bastone.
Sono circa 50 anni che è qui in Australia, quando è arrivato il paese aveva estremo bisogno di professionisti capaci di industrializzare la società e per Claude che è un ingegnere, non ci sono state tante problematiche relative ai visti.
Molto semplicemente dopo un mese di collaborazione con un cantiere navale, nel quale partecipò alla modifica dei cicli produttivi, il suo capo andò all' ufficio immigrazione e ritornò con il passaporto, altri tempi!!!

La sua età avanzata ha portato con se svariati problemi di salute, cosa abbastanza normale, ma nonostante tutto continua a dare vita alla sua piccola azienda.

Mi porta a fare un giro per l' officina, le attrezzature sono piuttosto vecchie, ma tutte funzionanti.
Vengo presentato al resto di quelli che saranno i miei futuri colleghi, tutti indiani.
Il livello professionale è piuttosto basso, il responsabile dell officina ha 10 anni di esperienza nel settore, tutti maturati con Claude.
Nella testa di Claude la mia assunzione dovrebbe servire a migliorare la produttività attuale, dovrò lavorare affiancando il capo officina per prendere il suo posto nel giro di qualche mese, lo stipendo all'inizio sarà di 20 $ all'ora per poi salire fino a 30 $ nel momento in cui rileverò l'attuale responsabile.

Ci accordiamo di iniziare la collaborazione nelle prossime settimane, Claude deve essere ricoverato e preferisce essere presente in azienda quando io farò il mio ingresso.

A casa Angela mi da una brutta notizia, Lucia sostituirà a breve il suo cuoco...sembra che abbiano dei forti dissapori...chiaramente speriamo che la sostituzione possa essere a nostro favore, ma a ben guardare, non è possibile. Con 2 giorni settimanali impegnati a scuola Angela semplicemente non può sostituire Marco.

Presumibilmente verrà sostituito con un altro...speriamo almeno che sia capace e simpatico come il nostro amico di Viareggio...

Il prossimo fine settimana è in calendario la MotoGP a Philip Island, siamo liberi fino a martedi per cui decidiamo di farci un salto, ovviamente senza pagare il biglietto di ingresso, che per quanto sia economico se confrontato con i prezzi europei, sono soldi che preferiamo risparmiare.

Senza farci troppe illusioni, prendiamo la via della MotoGP, non sembra che l'evento sia molto seguito, almeno questa è l'impressione, il traffico è scorrevole e senza intoppi di sorta.

Fino a un paese a circa 70 km dalla destinazione, CrownBourne....la doppia corsia diventa una sola l'altra è aperta solo per i motociclisti...una marea...una sorta di raduno, una fermata prima di arrivare alla meta, l' autodromo...a seguire la strada è un serpentone senza interruzioni di moto, con qualche auto in mezzo...l'industria motociclistica è degnamente rappresentata, si va dalle Triumph Boneville, moto diventata famosa perchè, all' epoca scelta da Steve McQueen, a tutte le giapponesi, ducati e ovviamente le Harley....
Non mi era mai capitato di trovarmi in mezzo a qualcosa di simile, le persone assiepate lungo la via partecipano alla kermesse, salutando e sventolando bandiere per lo più australiane, ma anche quelle di altri stati sono ben rappresentate...

Alle porte dell' autodromo, tutto è molto ben organizzato, i parcheggi sono tutti molto vicini, moltissimi i motociclisti attendati, in zone preposte e moto da tutte le parti!!!

La cosa che più stupisce è che la recinsione della pista non è stata coperta da teloni o altro, per impedire la visione...tutt' altro, dall esterno sono visibili ampi pezzi di pista, si riesce a seguire le gare. Per riempire le attese, la pattuglia acrobatica australiana ci diletta con le sue evoluzioni...

 L'unico neo è che il vento freddo proveniente direttamente dal polo sud, ci fa battere i denti, non sarà facile restare ai bordi della recinsione per molto tempo...Inizia la festa, entrano in pista i centauri della Moto2, in lontananza si vede l'allineamento in griglia....silenzio...rotto solo dalla voce dello spaeker che ci arriva da un altoparlante poco lontano, ci racconta le vicissitudini avvenute ieri durante le prove di qualificazione.

Poi, la griglia si sgombra, meccanici e giornalisti si allontanano velocemente, inizia la procedura di partenza...il silenzio la scia il posto al suono inconfondibile dei motori. Inizia la procedura di partenza.
Giro di ricognizione, la tensione sale, non si vedono più persone che vagano lungo i sentieri a bordo pista.

Gli eroi di questa giornata sono di nuovo, allineati...il rombo sale, copre le parole concitate dello speacker.....partenza...2 minuti dopo il gruppo ci sfila davanti a velocità di gara, nel mucchio sorpassi e qualche toccata....è un attimo...anche l'ultimo concorrente è già passato...45 minuti di adrenalina mischiata a passione per la velocità e per la moto.

Il freddo comincia veramente a farsi sentire, come ormai più volte ci è capitato, ci siamo vestiti nel modo sbagliato, sicuri che il sole avrebbe reso la giornata calda, non abbiamo preso vestiti pesanti...non abbiamo considerato il vento....pessima storia!!

Finita la Moto2 inizia una nuova attesa per la categoria che da il nome al campionato mondiale di motociclismo...l' aeronautica nazionale riprende i comandi della giornata con un paio di F/A18 Hornet, che eseguono manovre ad alta velocità, un bang sonico...mai sentito un frastuono simile!

Si iniziano a vedere il big in pista, per primo Lorenzo a seguire Pedrosa e Valentino Rossi che si porta dietro il tifo della maggioranza...un breve saluto e subito di nuovo in carena....l' allineamento della classe regina è già avvenuto...ancora il silenzio la fa da padrone...il freddo è passato in secondo piano, almeno per il momento.....giro di ricognizione, non c'è più tempo per salutare i tifosi, i piloti sono ormai in un altra dimensione...Il rombo dei motori sale e impregna tutto ciò che c'è attorno....Verde...Partiti, di nuovo il gruppo ci sfila davanti ancora poco delineato, molta confusione specie nelle retrovie...pian piano le posizioni si delineano e quello che era un mucchio disordinato diventa un serpentone....dove i più veloci fanno le lepri...

Passata l'eccitazione dei primi giri, il freddo inizia di nuovo a farsi sentire, sempre peggio...il sole oltretutto è sceso e i suoi raggi iniziano a non essere più sufficienti a non farci battere i denti....preferiamo lasciar perdere...i risultati li vedremo in televisione come la gara che abbiamo registrato...

Il freddo sofferto per tutto il giorno, si fa sentire, siamo stanchi morti, mi limito a vedere la gara della MotoGP poi subito a nanna...domani e dopo domani se il tempo regge pensavamo di fare un salto all'inizio della Great Ocean Road per fermarsi in quelle baie che normalmente non si visitano passando con la fretta dei turisti.

Il tempo sembra reggere, le previsioni danno sole fino a mercoledì (provvidenziale)...destinazione Torquay....la viabilità ci accompagna senza intoppi. Torquay è una piccola cittadina poco più di 10000 abitanti, resa famosa nel mondo, sopratutto per il surf. E' anche molto chiacchierata per la presenza di squali nelle acque basse della baia.
E' anche la porta d'accesso alla Great Ocean Road, poco a sud Bells Beach, spiaggia particolarmente adatta per i surfisti, per via delle sue onde particolarmente ritmiche...
ma anche perchè è un arenile particolarmente esposto alle tempeste provenienti dal polo sud, succede, nel periodo invernale di vedere onde particolarmente grandi e pericolose....ottime per i ricercatori "dell'onda perfetta".

Appena fuori da paese un mtociclista, ci da il benvenuto, quasi a magnificare questa zona come "patria del surf", ha legato la tavola alla motocicletta e viaggia in direzione Spiaggia!!


Decisamente un mito...il vento polare oggi non si è presentato, la giornata è calda e perfetta per una passeggiata in spiaggia...dopo un caffè consumato in fretta in un bar, ci rimettiamo in "cammino" verso le mete che avevamo prefissato.
La spiaggia è fantastica, scendiamo per farci una passeggiata.
Arriviamo al bagnasciuga, l'acqua è gelata...per quanto il sole abbia riscaldato la sabbia di un colore giallo deserto, non è ancora riuscito a riscaldarla, i surfisti sono tutti muniti di muta in neoprene, così a occhio direi anche piuttosto pesante...lo spettacolo è indescrivibile, le onde si susseguono in modo ritmato, continue, senza interruzioni e per quanto si sia quasi in assenza di vento sono alte più o meno 3 metri...i surfisti sono piccole macchie in cima alle montagne d'acqua...sono piuttosto numerosi...prima o poi ci proverò anche io....
La passeggiata si protrae per un bel pezzo di arenile, ma è ancora presto, decidiamo procedere in direzione Apollo Bay...
All' orizzonte una nube grigia si alza dalla costa, somiglia fin troppo al fumo di un incendio, spero davvero di sbagliarmi, la costa particolarmente impervia renderebbe le operazioni di spegnimento davvero difficili....Pochi chilometri dopo quello che speravo fosse solo una mia fantasia scopro essere una pessima realtà

Una pattuglia della polizia, ci invita a prendere una via secondaria, perchè i mezzi antincendio occupano la via principale...chiediamo informazioni su quanto sia grave la situazione.

Non ne è a conoscenza, ma ci dice di chiederlo a qualcuno del servizio antincendio che di sicuro troveremo più avanti....intanto un canader ci sorvola, seguito a poca distanza da un Erickson S-64E, meglio conosciuto come "skycrane" (gru volante)...per mettere in aria una macchina del genere la situazione deve essere drammatica....Procediamo un altro bivio e una pattuglia del Fire Department (vigili del fuoco) ci invita a prendere una ripida stradina. Qui le informazioni sono complete, ci racconta che sono 7 giorni che l'incendio prosegue e che il vento che cambia in continuazione non aiuta a risolvere il problema, almeno 2 volte erano riusciti ad assumerne il controllo ed in entrambi i casi il vento, cambiando direzione ha reso vani tutti i loro sforzi, "If the wind we help, maybe, today close the game" (se il vento ci aiuto oggi forse chiudiamo la partita) ,  così chiude la conversazione salutandoci e dandoci una cartina dettagliata per far si che possiamo evitare la zona a rischio.

Come spesso succede non tutti i mali vengono per nuocere, pochi chilometri più su troviamo un cucciolo di koala da solo in mezzo alla strada, ha in corso la muta del pelo sembra piuttosto disorientato e ci scambia per la madre, cerca a più riprese di avvicinarsi...l'incendio deve averlo obbligato a lasciare la sua zona, presumibilmente perdendo la mamma...speriamo che possa sopravvivere a questa brutta storia, dopo numerosi tentativi riesce a salire su un albero e pochi metri più in alto si appisola quasi istantaneamente.

La circoscrizione della zona è più rapida di quanto prevedevamo, appena rientrati nella via principale veniamo attratti da una piccola spiaggia creata da uno dei numerosi corsi d'acqua che arrivano dalle colline che costeggiano la strada
...ci fermiamo...è ricoperta di mucchi di ciottoli messi accuratamente a torre...costruzioni artistiche che credo abbiamo richiesto numerosi giorni di lavoro...

Qualcosa di simile lo avevo visto in Mongolia, ma li queste costruzioni vengono fatte a titolo di preghiera verso gli spiriti, si trovano ad ogni crocevia delle piste che normalmente vengono usate per spostarsi nella steppa.
Qui invece sono semplicemente costruzioni fatte per piacere estetico...in questo caso la cosa deve essere sfuggita di mano...sembra quasi una competizione a chi riesce a fare la realizzazione più bella...ce ne sono di tutte le dimensioni, qualcuno supera i 2 metri di altezza, per altri invece sono stati usati pezzzetti di legno per creare stupefacenti creazioni...


La visita si protrae per un bel po di tempo in religioso silenzio, quasi ad aver paura di disturbare un dio nascosto da questa fantasia creativa. Fotografie, molte, nessuna però che da davvero l'impressione di quello che stiamo vedendo.

L' ingegno umano che sfida la fisica per creare qualcosa di effiemero, qualcosa che nel giro di pochi giorni, forse settimane non ne sarà restata traccia.

Fino a quando, qualcun altro deciderà di rifare qualcosa di simile, simile e molto diverso...questa zona di Australia, per quanto non ci piaccia molto è comunque una fucina di sorprese, sempre nuove sempre diverse...

Abbiamo ancora poche ore di luce, decidiamo di arrivare ad un parco, immerso nella foresta, una zona attrezzata che permette di visitare il bosco dalla parte in alto, invece che da quella a cui siamo abituati...si le chiome degli alberi, l' altra volta quando passammo non avevamo tempo di soffermarci oggi invece le ultime ore del giorno le passeremo a vedere la foresta da 60 metri di altezza...

Sono solo pochi chilometri, ci fermiamo al parcheggio poi seguiamo i cartelli che ci indicano l'ingresso al parco...la reception è come nella migliore delle tradizioni australiane, piena di oggetti da comprare per gli amici lasciati a casa...sono possibili due tipi di percorso, quello a piedi e uno appesi alle carrucole...prendiamo quello più economico, le carrucole saranno qui anche più avanti, il tempo non ci consente di fare il percorso sospesi...

Subito un silenzio rotto solo dai rumori tipici della natura, uccelli e altri animali che schiamazzano...noi che camminiamo sul percorso segnato, per la verità piuttosto impervio, se come noi lo si affronta con gli infradito...come sempre facciamo molta attenzione a dove mettiamo i piedi, cerchiamo di non dimenticare che qui sono presenti alcune delle specie più pericolose del mondo e sinceramente finire questa mia avventura in un obitorio non mi è nemmeno passato per la mente!!!

Dopo un chilometro si trova l'accesso al percorso sopra elevato... sono 4 rampe leggermente inclinate che salgono fino ad una altezza di 30 metri e convergono verso una torre di osservazione alta più di 60...
Mi arrampico....la struttura ondeggia molto di più di quello che si poteva immaginare da terra, la visione dall' alto è fantastica...me la godo, nella brezza della sera...


Torno al piano di sotto, mi manca di arrivare alla "terrazza", si l'ultimo pezzo di percorso sospeso è a sbalzo nel vuoto...se la torre ondeggiava questo molto di più da quasi la sensazione del mal di mare, piuttosto impressionante, ma come sempre la visione mi ricompensa dell'adrenalina spesa...qualche minuto riprendo la mia via percorrendo a ritroso le passeggiate sospese.

Siamo nell'ultimo tratto i ragazzi che invece hanno scelto le carrucole ci passano sopra la testa gridando di gioia...questa volta no....ma tranquilli, quando ricapito non me la faccio scappare di sicuro...

Sta facendo buio abbiamo ancora quasi due ore di strada da fare...a malincuore saliamo in macchina...ci resta solo di tornare a casa...


ciao a presto


prossimo post: Una girandola di situazioni

P.S. mi scuso con tutti voi lettori se per lungo tempo non ho scritto nulla, purtroppo non sono riuscito a trovarne il tempo...spero di rimediare prossimamente...
 

lunedì 28 marzo 2016

...difficili decisioni...

I giorni di prova sono arrivati.....Gianpiero al  nostro arrivo è in fremente attesa (sarebbe felice di togliersi di torno il cuoco che ha trovato)...saluto tutti e vado a farmi un giro in centro, visto che è due passi...

Bourke Strett è come sempre molto affollata, artisti di strada e persone il giro a fare shopping, tra gioiellerie, abbigliamento, articoli per la casa, informatica e tutto quello che può essere utile.

Mi fermo fuori alla cattedrale di St. Patrick, è situata dietro il parlamento che tempo fa avevo deciso di venirla a visitare. Dall' esterno è imponente, il giardino intorno è perfettamente curato, sullo sfondo le torri dello skyline della città, questo contrasto tra moderno e antico che non finisce mai di stupirmi.... indeciso se entrare oppure no, leggo l'orario delle funzioni previste...non ce ne sono per almeno un altra ora...bene vado a visitarla.

Appena entrato l' acquasantiera, le tre navate sono divise da alte colonne, collegate da archi a sesto acuto, l'impatto visivo è incredibile.

Cammino lungo una delle navate, nonostante sia una delle cattedrali più importanti d' Australia, non sono presenti reliquie o statue. Se confrontata con le chiese italiane è estremamente scarna...cosa che non è affatto casuale, vista la distanza con i veri centri di culto religioso, situati per la maggior parte in Europa, sopratutto in Italia.

L'altare è sopraelevato da quattro gradini grandi come la navata centrale ed è possibile girargli dietro, sui muri la storia della cattedrale e le immagini dei vescovi più importanti che l hanno presieduta, non sono molti, cosa abbastanza normale in fondo è soltanto dal 1897 che la cattedrale è consacrata, anche se per vederla finita gli australiani hanno dovuto aspettare fino al 1939.

La navata opposta ospita un enorme organo a canne, la console per farlo suonare è incredibilmente complicata, sopra un intrico di tubi e di meccanismi.....Mi dispiace solo di non vedere all' opera colui che gli da vita.
Esco...giusto il tempo di riordinare le idee e un pò di riflessioni sulla grandezza di questa cattedrale, mi squilla il telefono...é Angela, mi avvisa che la prova è finita e che mi aspetta nella main street.

Come previsto la prova è andata bene e sarebbero felici di assumerla, ovviamente lei ha preso tempo, deve anche provare da Lucia.

Arriva presto la mattina dopo, accompagno Angela al ristorante e torno a casa, il ristorante è a due passi da casa, non sarebbe male come soluzione.

Passo la mattinata a scorrere annunci di lavoro su internet e a rimettere a posto il samsung S4 di Angela che è andato in catalesse, già che ci sono installo e configuro anche il navigatore satellitare, non si sa mai...

Mi chiama Simone, un amico con il quale abbiamo condiviso un periodo a Robinvale. Ha lavorato assieme ad Angela in un Caffè...una chiamata inaspettata, dopo i saluti di rito, mi chiede come funziona per il lavoro a Melbourne, ha ancora tre mesi di visto e pensava di venire qui a Melbourne. Gli spiego che non è male per quello che riguarda l'hospitality e che se fossi in lui un pensierino lo farei...verrà a trovarci a breve, visto che deve rifare passaporto e tutti i documenti, si è reso protagonista di un uscita di strada, con incendio e distruzione totale dell'auto, con all'interno tutti i suoi documenti...dopo qualche settimana di ospedale lo hanno dimesso. Gli è andata abbastanza bene visto che è volato via a circa 180 kmh...l'auto si è fermata a circa 400 metri dal bordo della strada.

Ci salutiamo con la promessa di una video chiamata da fare nei prossimi giorni per la messa a punto dei dettagli.
Arriva Angela....come ormai ci siamo abituati, la prova è andata bene....adesso arriva la parte difficile...decidere quale dei due posti prendere...

Uno é in centro, la paga oraria é migliore, ma comunque é necessaria la metro per andarci....oltre a questo il cuoco titolare lavora in condizioni igieniche al limite della norma, in caso di un controllo dell' igiene potrebbe portare ad un concorso di colpe.....l' altro é dietro casa, lo stipendio piu basso ma le ore sono di piu e non c' è bisogno di prendere mezzi pubblici....il cuoco titolare é un ragazzone viareggino, simpatico e che lavora bene.....in più nelle prossime settimane il lavapiatti se ne va per un mese e mi hanno chiesto se potevo sostituirlo....

Messa cosi sembra facile, ma la discussione di protrae fino a notte...ovviamente mi sono limitato a partecipare, cercando di approfondire le varie possibili sfaccettature....la decisione in fondo non può essere mia....

La necessità di dare una risposta rapida a tutti e due non aiuta...prendiamo Lucia, sembra la migliore delle soluzioni...Giampiero quando apprende che preferiamo un altro ristorante, è un po contrariato...ci contava molto....ma quando spieghiamo le motivazioni (il cuoco sopratutto) non puo che darci ragione. Ci salutiamo con la promessa di risentirci in caso di necessità....

Angela inizia a lavorare la mattina successiva...io tra un paio di settimane...

Sono ormai alcuni mesi che viviamo a Melbourne, il quadro comincia ad essere delineato...Melbourne non ci piace...per nulla....il clima fa schifo, e per quanto i servizi pubblici funzionino molto bene il tempo perso per strada é una vera palla al piede, ma sembra essere un buon approdo....le opportunita lavorative sono molte, succede di poter scegliere, cosa molto difficile in una qualunque delle capitali europee...

Il costo della vita e più alto di quello di Cairns e comunque del Queensland..la pressione fiscale e elevata, generando i problemi europei, se poi si aggiunge che la comunita italiana presente qui é la piu grande di tutta l' Australia (circa un milione di persone)...diventa chiara la quantita di lavoro nero, fortunatamente non sottopagato. Almeno per gli europei, gli asiatici invece, risultano essere lo stesso tumore che sono in europa.
 I peggiori? Gli indiani, che sono facilitati, nel loro ingresso, questo per una situazione politica tutta indiana. Infatti in moltissimi sono qui come rifugiati politici...anche se mi dicono che i controlli dell' immigrazione stanno mietendo numerosi visti...

Altra cosa evidente come la luce del sole é la concentrazione di automobili di altissimo pregio...
Nemmeno a montecarlo avevo visto tante Ferrari e Lamborghini, a queste si aggiungono McLaren Pagani e Bugatti, queste ultime per strada non ne avevo mai viste.

A seguire le vintage, quelle che noi chiamiamo auto d epoca....ford 427
cobra e corvette stingray la fanno da padrone..
Assieme alla posche 356 spider, conosciuta anche come la porsche del Fuhrer.
Insomma, la ricchezza è decisamente mostrata, nelle gioiellerie in centro si vedono, in vetrina monili dal prezzo superiore ai 50000 $
In definitiva, come diceva un vecchio adagio, "se vuoi avere denaro devi rubarlo a qualcuno"... e qui la cosa è piuttosto evidente.

Sembra però una cosa conosciuta e accettata. E' difficile spiegare altrimenti, la situazione, in tutti i luoghi in cui ho cercato lavoro, solo qui a Melbourne il lavoro nero è più o meno tollerato...
Più meno.... succede ogni tanto di leggere sui gornali di super sanzioni a carico di imprenditori che sono stati beccati con "le mani nella marmellata"... solo pochi giorni fa il più grosso importatore di prodotti italiani è stato multato per circa 20000 $ proprio per sfruttamento del lavoro...nello stesso giornale ho anche letto di una coppia di Indiani che hanno pagato il datore di lavoro, per poter avere una sponsorizzazione...alla fine sono stati rimpatriati in maniera coatta, con un foglio di via con su scritto "persone non gradite"...senza una data di chiusura....semplicemente non potranno più entrare in Australia se non in modo illegale!

 Quanto sopra per coloro che hanno la possibilità di lavorare solo 20 ore settimanali non è una cattiva soluzione . Normalmente gli stipendi si attestano per gli europei a circa 18 $ l'ora, di più per gli specializzati, che ovviamente non si "prostituiscono" e di cinesi e indiani specializzati non se ne vedono...

Gli indiani e i cinesi sono appunto quelli che più di tutti ne abusano, arrivando al punto di restituire parte del denaro che gli viene corrisposto. In condizioni di sponsorship visa il datore di lavoro è tenuto a pagare il lavoratore circa 25 $ l'ora...ma le due comunità sopra descritte ne ritornano 10 $, facendo si che le carte siano in regola anche se in realtà ne riscuotano 15 $...
Come avrebbe detto mio nonno "si fanno la frusta per il loro culo"...

Passano pochi giorni, Sammi ci invita ad un barbeque, vuole farmi conoscere un suo amico.

Pasquale...un italiano che ormai vive qui da 30 anni, ha una impresa di demolizioni. Non troppo alto, capelli brizzolati e l'aria sbarazzina di chi la sa molto lunga.
Pochi minuti di conversazione, e sembra essere amici da sempre....qui in Australia succede molto spesso, sia con immigrati che con gli australiani.

Mi dice che un suo amico, di origine italiana, ma che vive qui da 50 anni ha estremo bisogno di saldatori, capaci, visto che ha tra i suoi dipendenti solo indiani e a detta sua il livello è estremamente basso... Lo chiama....è costretto a lasciare un messaggio in segreteria...speriamo che mi richiami...

Claude si fa sentire la mattina del giorno dopo, fissiamo un appuntamento la settimana successiva, purtroppo al momento è ricoverato per non meglio specificati problemi di salute.

 Il posto di lavoro è situato dalla parte opposta della città, un ora di auto per arrivare, usando il city link circa 45 minuti, la differenza di tempo è troppo poca per giustificare 16 $ al giorno di pedaggi.
Con i servizi pubblici non è nemmeno pensabile andarci, oltre 2 due ore e 2 km a piedi dalla stazione del treno, con una spesa del tutto simile a quella dell'uso del auto.

Sembra che la situazione si evolva nella giusta direzione.....speriamo che possa essere una cosa seria...



prossimo post....Torquai e Bells Beach...


ciao a presto





martedì 23 febbraio 2016

I PINGUINI DI PHILLIP ISLAND


....Gianpiero, il proprietario del caffè nel quale Angela deve fare il colloquio è un Pistoiese, venuto qui nel 1990 per due settimane di ferie...direi che le ha prolungate!!!.

Ha sposato una italo-australiana, Giulia lei è nata qui da genitori Abruzzesi...il colloquio è più una chiacchierata tra vecchi amici.
Sono in cerca di un cuoco, in quanto l'attuale è pessimo, non per la capacità con i fornelli, quanto a serietà e correttezza...
Angela è più che disponibile a fare una prova, visto che l'ambiente, difficilmente sarà replicabile, l'unica incognita è il cuoco titolare...vedremo dopo il test, che tra vari impegni è fissato tra tre giorni...

Salutiamo i nuovi amici, giusto in tempo per rispondere a Lucia, proprietaria di un altro ristorante...speravamo di fare un giro al giardino botanico...sarà per un altra volta, vuole parlare con Angela il prima possibile...un ora dopo...nuovo colloquio.

Lucia è Abruzzese, ma ormai sono più di trenta anni che è qui, il suo italiano si è perduto in un mix Italo-Inglese. E' simpaticissima, oltre che molto Australiana nel modo di approcciare ai problemi, così a occhio forse un pò troppo superficiale, ci presenta al cuoco titolare....Marco, da Viareggio!!!...il colloquio è la copia del precedente...Marco, venticinquenne, venuto qui per fare una esperienza ha finito per diventare cheff ed ora ha un visto per residenti, dopo essere passato attraverso una sponsorizzazione.

Durante il colloquio, passa casualmente Giovanni, marito di Lucia...un personaggio!!! Simpatico e divertentissimo...dopo cinque minuti è come essere un suo vecchio amico...il colloquio finisce con una birra davanti, presso un pub vicino!
Mi chiedono anche se sono disponibile per fare il lavapiatti, visto che l'indiano che attualmente ricopre il ruolo, andrà in ferie per un mese, la cosa non mi dispiace, oltretutto considerando che sono circa 18 dollari l'ora e sarebbero dopo l'orario di chiusura degli altri esercizi industriali...prima dovremo vedere se Angela sarà abbastanza capace da ricoprire il ruolo.

Fissiamo la prova il giorno dopo quello di Gianpiero...ci restano tre giorni, con alcuni impegni ma che riusciamo a sbrigare abbastanza rapidamente...decidiamo di dedicare un pò di tempo libero alla visita di Phillip Island.

Dista da Melbourne circa 100 km, più o meno un ora di macchina, purtroppo la strada per arrivarci è piuttosto noiosa, gran parte è situata all'interno, con nessun panorama verso il litorale...l'unica distrazione è lo strano assembramento di auto d'epoca che troviamo lungo la via...alla fine decidiamo di seguirne una, la cosa ha tutta l'aria di un raduno, e già che ci siamo non sarebbe male vedere un paio di "caffettiere" d'altri tempi.
Il nostro inseguimento da buoni frutti, a metà strada la nostra "guida", prende una strada laterale, il cartello "PRIVATE PROPERTY", non ci fa desistere...male male ci cacceranno a calci....la strada via via si arrampica su per una collina e si fa sempre più stretta...fino ad arrivare ad un cancello è aperto ma ci sono tutta una serie di avvertimenti, tutti poco amichevoli...mah!!!....se in cane morde, basta non scendere dall'auto....

Invece, di un cane grosso e incazzato, poco lontano un anziano signore ci guida verso un parcheggio, fermo "la tosca", accanto a una Porsche 911 turbo e ad una Ford Mustang, poco lontano una Caterham....
 Così a occhio direi di aver trovato una miniera d'oro!!

Più in alto si sentono suonare le note dell'inno nazionale Inglese è ufficiale siamo arrivati ad un raduno di appassionati di MG.


Il sentiero che ci porta nei due piazzali con le
auto parcheggiate in bella vista è contornato da bandiere British e tutta l'atmosfera che si respira è molto poco Aussie ma moltissimo British...

Subito veniamo accolti da una Jaguar, così a occhio direi che sia un auto degli anni '30, purtroppo non sono molto ferrato in materia di auto vintage...ma di sicuro questa è splendida...l'antipasto è ottimo e proseguiamo nella visita di questo paradiso per appassionati di questo tipo di autovetture, un salto in un passato glorioso del quale in moltissimi ne rinfrescano i fasti con queste giornate a tema.

Via via che camminiamo in questo giardino delle delizie, nuovi partecipanti arrivano parcheggiando la loro MG vicino alle altre, in tutto sono un centinaio di auto parcheggiate in due terrapieni.

Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i colori, alcune hanno partecipato a competizioni dell'epoca, due sono equipaggiate di compressore ROOT, del tutto simile a quello che negli anni 80 equipaggiava le Lancia Rally che partecipavano al campionato mondiale.
 Il pubblico, è decisamente numeroso, oltre hai numerosi curiosi, come noi, ci sono anche svariati appassionati, intenzionati a comprarne una e sono molteplici i gruppi che portano avanti trattative. Su alcuni carrelli sono presenti tre esemplari, a vari stadi di ristrutturazione, dal pezzo di ruggine vero e proprio fino ad arrivare a una vettura alla quale manca solo motore e trasmissione.

Continuiamo nella nostra curiosa visita, in mezzo a persone decisamente più preparate di quanto
non lo siamo noi. Parlando con qualcuno cerchiamo risposte alle nostre numerose domande.
La produzione di questa azienda inizia nel 1924, la sua produzione principale è stata di auto sportive

che anno dopo anno hanno partecipato a gare e campionati, nel tempo sono numerosi i finaziatori della piccola azienda, che però ha comunque resistito hai capricci economici del tempo...al momento attuale risulta avere una linea di produzione...non chè un numeroso gruppo di appassionati dei prodotti degli anni passati, raduni come questo lo dimostrano.
Dopo una full immersion in una epoca che non mi riconosce, decidiamo di riprendere la via per la nostra destinazione originaria....

Arriviamo a SanRemo, il paese che è collegato con un ponte all'isola, che è già pomeriggio inoltrato, cerchiamo una camera per passare la notte, stranamente i prezzi non sono proibitivi.
Pochi chilometri dopo il ponte troviamo la "I" di informazioni...

I mezzi busti dei tre campioni mondiali di motociclismo che l' Australia ha prodotto, fanno da ingresso al centro, all'interno gadget di tutti i tipi ma i più gettonati sono i pinguini e i ricordi relativi al motomondiale...siamo in quella che è considerata la "MECCA" dei motociclisti AUSSIE.
Chiediamo alla ragazza dietro al banco, come funziona la visita al parco dei pinguini.

Ci corregge dicendoci che non è un parco ma bensì una struttura costruita appositamente per conoscere i pinguini che ogni sera al calare del sole ritornano dalla battuta di caccia giornaliera.

Oltre a questo sull'isola è possibile visitare l'autodromo, una fabbrica di cioccolato e tutte le spiagge dove viene praticato giornalmente
il surf.
Prendiamo la guida con la cartina stradale e facciamo i biglietti per l'ingresso al "santuario dei pinguini", così lo chiamano.

Mentre cerchiamo un bar per mangiare qualcosa prima di andare a nanna, ci fermiamo per vedere un pò di surfisti all'opera...

La giornata è particolamente ventosa e il mare particolarmente grosso...un elicottero per il soccorso è in attesa a lato del parcheggio...chiediamo agli operatori, il motivo di questa presenza...è una cosa normale, secondo loro, vista la giornata particolarmente pericolosa....mah!...qui i confronti con quello che abbiamo in patria è preferibile non farli...ci godiamo il decollo....fortunatamente nessuno si è fatto male e i paramedici oltre ai subacquei sono particolarmente felici di non dover essere intervenuti.

Cenetta, affacciati su una spiaggia stupenda. Dopo, una passeggiata sulla battigia a godersi il sole che "affonda" in un mare che in questa baia riparata è abbastanza calmo...

Consegnamo le chiavi della camera e iniziamo seriamente a scoprire l'isola...

Subito prima del ponte, che unisce l'isola alla terra ferma, un assembramento di persone attira la nostra attenzione...una signora sta dando gli avanzi della pesca notturna ai pellicani e assieme da informazioni su questo enorme uccello...visti da vicino, sono alti più di un metro, fanno pensare che non possano volare....in realtà...in volo sono qualcosa di spettacolare!!!...riescono a volare a pochi centimetri dalla superficie del mare per lunghissimi tratti...con una eleganza che impressiona....
Dopo un pò lasciamo la signora e i curiosi per avventurarci alla scoperta dell' isola.

La prima tappa è una fabbrica di cioccolato...è considerata una delle migliori attrazioni dell'isola...sono piuttosto scettico...

Il parcheggio è quasi pieno e non è nemmeno piccolo...appena dentro nulla di diverso da un normale negozio.
Ma un trenino che appare da una parete e dopo una corsa di 5 metri con 2 curve, scompare nell'altra...mi intriga non poco..dopo un pò mi accorgo che in realtà i trenini sono due e non sono neppure sincronizzati....

Guardo meglio...subito dopo la parete nel quale i trenini elettrici si tuffano in galleria, c'è una porta chiusa, il cartello ci invita ad andare alla cassa per fare il biglietto....nemmeno troppo a buon mercato...storciamo un pò il naso...ma alla fine decidiamo di entrare....

Alla cassa ci consegnano un codice a barre da passare sotto il lettore sulla porta...il trenino elettrico mi da il benvenuto sbucando dalla galleria accanto alla porta....e viaggia veloce sulle rotaie, in mezzo ad un paese fatto di cioccolata....più in la l' altro trenino che si sta arrampicando su per una collina anch'essa di cioccolata...resto per un attimo incantato e sorpreso...non mi aspettavo una cosa del genere!!!

La prima stanza del percorso fa vedere il cioccolato prima di ogni lavorazione...assaggio....è piuttosto amaro...ma non mi dispiace...poi la macchina che serve per sbucciare i frutti separando la materia prima dagli scarti... poco dopo in una grande sala, una bilancia in un piatto, un blocco di cioccolato di una tonnellata....nell'altro è possibile salire per sollevare il blocco....ovviamente in numerose persone..

Accanto,una macchina che fa colare il cioccolato su un nastro di carta, con un manubrio è possibile guidare il getto, per disegnare....il fondo al nastro il cioccolato usato per disegnare....è pronto per essere mangiato....un gruppo di giapponesi si diverte disegnando...io invece, molto più praticamente....aspetto paziente, alla fine del nastro.....
Al lato una ragazza sta preparando i cioccolatini che tra un pò saranno, sul banco del negozio...uno spesso cristallo ci separa...
 Nella parete opposta....una vera e propria cascata di cioccolato....

La nostra visita continua, troviamo dei pinguini meccanici dentro delle tece di vetro...è possibile "pilotarli" per fargli prendere con il becco un disco di cioccolata, i più bravi riusciranno a mangiare il disco...la scelta è completa, fondente, al latte oppure bianco...io nel dubbio ne ho mangiate un paio per tipo!!!

Poi la sala giochi, in tutto e per tutto simile al viale di un luna park...giocando si possono vincere delle palline di legno che alla fine verranno cambiate con quelle di cioccolata...ne porto via tre...con mia infinita tristezza mi accorgo che la sale che mi accingo ad attraversare è l'ultima...in fondo dietro ad un paravento è celata la porta di uscita.

Come tutte le cose belle, anche questo giro è durato troppo poco....sulla destra, improbabili macchinari danno l'opportunità di creare la propria barretta di cioccolato, scegliendo gli ingredienti utilizzando quattro leve....una cioccolato e fragola e un altra cioccolato e arancia....decisamente gustose....al centro uno stupeffacente disco permette di vedere, usando una luce stroboscopica delle sculture animate di cioccolato.....
(a questo link il filmato: https://www.youtube.com/watch?v=YXXF-9CCs_s)


 CI siamo divertiti non poco...una visita iniziata più per gola che per altro si è trasformata in un esperienza stupenda...oltre che gustosa....

Fuori, finiamo di gustare le tre palle di cioccolato vinte alle "giostre".

Due chilometri e un cartello ci avverte che siamo arrivati all' autodromo di Phillip Island, la sede Australiana del motomondiale...è apetro tutti giorni sono possibili visite guidate all'interno...evito...perchè se entro dentro nel nastro d'asfalto per portarmi via servirebbe la polizia...l'accesso è un tortuoso corridoio con da un lato le foto e le attrezzature usate dai piloti Australiani e dagli stessi regalate all' autodromo caschi, guanti, stivaletti e tutte, sia da moto che da auto..

Dall' altro un cristallo lascia vedere un grande giardino abitato da pavoni e koala, che non si preoccupano minimamente della presenza di curiosi al di là del vetro....al centro di accoglienza visitatori una ragazza ci spiega tutte le attrazioni e i costi....non sono proprio quello che si dice economici...per cui ci facciamo un giro limitandosi a guardare, senza interagire...una pista in scala, nella quale è possibile il noleggio di kart...una pista per automobiline elettriche anche questa in scala
li accanto quattro postazioni di gioco dove è possibile fare un gp virtuale utilizzando un monitor, un volante, due pedali e un sedile anatomico...nell'altra sala una mercedes da gara la fa da padrona....li accanti il podio...in una tv scorrono le immagini dell'ultimo gp del motomondiale dello scorso anno...dove Valentino dette una delle tante sonore lezioni agli spagnoli...
Numerosi i gadget in vendita dai pupazzetti caricaturali dei piloti alle magliette con disegnata la pista e allo stesso modo i cappellini...ne acquisto un paio per i miei nipoti...è già pomeriggio inoltrato...ci avviamo verso le ultime due mete previste...Nobbler center e Pinguin parade.

Il primo è il cetro visitatori. e il luogo più panoramico
dell' isola...all'interno della struttura troviamo il riassunto di tutto quello che l'isola offre in termini di attrazioni.
La scogliera che si tuffa nell'oceano, è coperta di piante grasse, un percorso si snoda sul fianco per permetttere ai turisti di poter meglio apprezzare la bellezza della zona...

L'istmo, finisce in una serie di scogli e in un isola poco lontana, l'effetto è stupendo.

Scendiamo lungo il percorso di legno, per scoprire le zone che dal centro visitatori on sono visibili, il
 percorso è piuttosto lungo e abbastanza affollato, ogni tanto un panchina.

Veniamo attratti dal posizionamento di numerose scatole di legno, più o meno lontane dal percorso.

Non riusciamo a capire cosa siano, e per quale motivo siano state messe li.
 Chiediamo ad un ranger, ci spiega che sono ripari per i pinguni, messi li per far si che possano covare le uova senza che i curiosi li disturbino!!
Ogni tanto, famiglie di oche, di una razza particolare che è possibile

vedere solo su questa isola, accompagna i piccoli, alla scoperta del mondo che li circonda.
Come tutta la fauna australiana non sono affatto impauriti dalla presenza umana. Segno evidente che comunque nessuno le disturba...

Arrivati alla fine del percorso, una sorpresa quanto mai gradita...una balena ci diletta della sua presenza, mostrando a tempi alterni le sue pinne....
L'incantesimo dura una decina di minuti, dopo di che, come si è presentata, se ne ritorna negli abissi attorno all'isola.
Ritorniamo sui nostri passi, per andare a quella che è forse l'attrazione che più di ogni altra ha reso famosa l'isola...I pinguini che rientrano dopo la battuta di caccia giornaliera.

Il rientro è previsto dopo il calare del sole, dopo aver bighellonato dentro al centro visitatori, nel quale si trova tutto il necesario per conoscere la storia dell'isola e dei pinguini che vi abitano.
Dalle feritoie ricavate in fondo ai cristali che delimitano il centro è possibile vedere i pinguni, nelle tane che covano l'uovo, in attesa del rientro de compagno che di li a poco sarà di ritorno.

Vengono aperti i girelli e tutti quanti ci riversiamo nel percorso previsto per arrivare alle gradinate, costruite apposta per partecipare all'evento...siamo tra i primi per cui riusciamo a prendere i posti più vicino alla spiaggia...un ranger ci intrattiene con informazioni relative al gruppo che a breve prenderà terra...
L'attesa si fa lunga e il vento proveniente dal polo sud è implacabile, il freddo comincia ad entrare nelle ossa tutti cercano di ripararsi come possono...purtroppo l'instabilità del meteo non permette di prepare gli indumenti adatti....dovrebbe essere estate e invece il freddo è molto più invernale...resistiamo....il sole ormai è tramontato e non si vedono più le sfumature di luce riflesse in cielo....pian piano tutto diventa nero....due piccoli lampioni si accendono....addio fotografie, il flash è vietato e la luce che resta non basta per immortalare l'uscita....un folto gruppo di gabbiani sosta sulla spiaggia...
Quando ormai cominciavammo a pensare di lasciar perdere, due folti gruppi escono dall'acqua, compatti e decisi come un gruppo di incursori di marina...ne nasce subito un confronto piuttosto violento con i gabbiani...

Il tempo sembra fermarsi, i due gruppi si compattano e si avviano verso i ripari notturni, passando sotto le strutture che l'uomo a costruito per usare questo ciclio vitale come affare da vendere...
Via via che il gruppo si allontana dalla spiaggia si assottiglia sempre di più.... il percorso a ritroso, verso il parcheggio lo facciamo in compagnia di questi piccoli esseri, che dopo una giornata di lavoro...tornano a casa dal compagno.


La giornata è finita, raggiungiamo l'auto, controlliamo che sotto non ci sia qualche pinguino e partiamo alla volta di Melbourne...arricchiti di una nuova esperienza e di una nuova serie di emozioni mai provate...il pensiero delle prove che sono previste nei prossimi giorni ritorna presto nei nostri pensieri.... a Phillip Island invece promettimao di rivererci...

prossimo post...DIFFICILI SCELTE...

ciao a presto