giovedì 22 settembre 2016

Una nuova speranza

.....il trillo della sveglia ci informa che sta iniziando una nuova giornata...colazione e poi lavoro, Angela in cucina e io al pc a preparare i compiti di scuola...

Ma oggi è una giornata particolare, non particolarmente piacevole, Simone ha finito il visto e si appresta a ritornare in Europa, non in Italia ma in Germania, dove ha già lavorato e dovrebbe avere un posto di lavoro assicurato.

Ha il volo nel primo pomeriggio, ma per scrupolo partiamo con molto anticipo, la via per Tullamarine (l'aeroporto di Melbourne) è come sempre affollata, il gps ci guida tra le vie cittadine, evitiamo accuratamente i raccordi autostradali, pagare 40$ per arrivare in aeroporto, non se ne parla nemmeno!!!
Il check in non è ancora aperto, andiamo a mangiare qualcosa, la scelta tra i veleni distribuiti negli aeroporti è variegata. Ma tutta con un unico denomimatore, schifezze a caro prezzo....tutti gli aeroporti del mondo sono così e l' Australia in questo non è diversa!
Finiamo con sederci al banco di un ristorante messicano (non è altro che un punto vendita di una catena)...dopo il pasto, senza aver capito cosa si sia mangiato, se non che era piuttosto piccante, scopro che il pranzo girerà per il mio stomaco fino a tarda sera...

Il check in adesso è aperto, dopo la fila di rito, Simone scopre, che il suo passaporto è senza il timbro di ingresso....spiega alla hostess che è un nuovo rilascio per il fatto che il passaporto con cui è arrivato è andato distrutto in un incendio... La ragazza chiama, un funzionario di dogana....restiamo anche noi in attesa in caso fossimo di aiuto...
L'attesa è breve, altrettanto breve è la soluzione. Spiegato il problema, il funzionario ordina di imbarcarlo....era abbastanza ovvio...il problema qui è ciò che entra non quello che esce!!

Dopo i saluti di rito, a malincuore lo lasciamo. Un altro pezzo della nostra storia australiana che ci lascia...forse non lo rivedremo mai più. Poco importante, quello che invece conta è sapere di avere un amico sul quale poter contare per qualsiasi evenienza. In fondo gli amici si dividono in due categorie, quelli che ti aiutano a far sparire un cadavere senza fare domande...e tutti gli altri...lui fa decisamente parte della prima categoria....e tanto ci basta.
L'idea che ha è di fare la stagione estiva in Germania e alla fine richiedere il secondo Working Holyday Visa e ritornare in Australia....considerando quanto il "ragazzo" sia determinato, penso che tra pochi mesi sarà di nuovo qui a calpestare la terra rossa Australiana.
CIAO A PRESTO SIMONE!!!

Sulla via del ritorno, lo squillo del telefono è una piacevole sorpresa...è Claudio...

"ciao Roberto, come stai?"
"bene tu?"
"ho passato il fine settimana in ospedale, ma nulla di grave"
"che ti è successo?"
"nulla, mi fanno male le gambe e faccio fatica a camminare...dovrei dimagrire...ma tanto tra non molto cambierò residenza!....è inutile perdere tempo con una dieta"
"smetti!!!...che sei solo un "diversamentre giovane" i vecchi sono fatti in un altro modo!!!...dimmi tutto!"
"sai ho cambiato tutto in azienda, ho mandato a casa la segretaria e tutti gli indiani...puoi passare di qui per fare due chiacchiere?"
"certo perchè no...sempre allo stesso indirizzo oppure hai cambiato anche quello?"
"ho litigato con il padrone del vecchio shed (capannone...succede spesso che nelle discussioni si mischino due lingue)...perchè mi ha chiuso fuori!!!...l'ho portato in corte (denunciato)...ora sono in un nuovo shed a questo indirizzo............"
"ok, quando posso venire?"
"quando vuoi mi trovi qui tutti i giorni devo riorganizzare i lavori e rivedere la contabilità"
"bene allora passo domani"....

Il resto della strada è una discussione sulla eventualità di riprendere o no a lavorare per Claudio.

La serata passa in piacevole compagnia della Famiglia Chiarelli e di altri amici australiani..gli australiani mi piacciono sempre di più!

La suoneria del telefono mi sveglia....che ore sono!?...le 7.00!!!...ma qui non dorme mai nessuno???
Nel buio della camera cerco l'apparecchio...la luce guida del display mi aiuta non poco...rispondo senza nemmeno guardare il display....

" hi...roberto speacking"...
"ciao sono Ivo"...
"ciao, buon giorno...cosa è successo per chiamare alle 7.00 di mattina?"
"troppo presto?...vi ho svegliato?"
"diciamo abbastanza....ma ormai la frittata l'abbiamo fatta"
"scusami è che sono appena arrivato a Melbourne e mi faceva piacere vedervi"
"certo...a che ore...oggi angela ha scuola...per le 9.00 possiamo vederci a flinders street" (stazione centrale della metropolitana di Melbourne)
"vi va bene lo stesso se vi aspetto a Southern cross?"
"figurati è la fermata successiva e per la scuola sono solo 300mt di differenza", "se non ricordo male la metro dovrebbe arrivare li alle 8.30....ciao a dopo"
"ok"...

Southern cross è un stazione di smistamento, ci fanno capo treni a lunga percorrenza, metro e tutti i servizi pubblici cittadini, compreso il bus che va in aeroporto.
E' tutto fuori che una piccola stazione. Ha una architettura moderna, fatta di acciaio e vetro, il tetto è ondulato, sembra di vedere il continuo movimento dei marosi nelle spiagge normalmente frequentate dai surfisti. Ha un piano sopraelevato, che collega tutti i binari e dal quale è possibile vedere gran parte della imponente struttura...dall' alto sembra di vedere un affollatissimo e disordinato formicaio...

Come previsto, per trovarsi servono 15 minuti e 2 telefonate...dovevamo trovarci davanti all' Hungry Jack (versione Aussie di McDonald), peccato che nessuno sapeva che i centri vendita sono due....ai due esatti opposti della stazione!!!
Alla fine anche utilizzando il piano sopraelevato, riusciamo a trovarci.

Ivo è un carissimo amico, che più volte ci ha offerto un letto a casa sua, oltre ad averci messi in contatto con Andrew. Di corporatura robusta, tarchiato, un volto tondo e rubizzo, che mal cela la sua provevienza montanara...un sorriso allegro, messo su uno sguardo deciso e penetrante....scaltro e opportunista con un istinto di sopravvivenza incredibile...è arrivato in Australia da solo senza conoscere una parola di inglese i primi sei mesi ha dormito in macchina e si è arrangiato per mangiare!!!...quando ha iniziato a capire la lingua e a parlarla è diventato una sorta di riferimento per tutti i backpackers che arrivavano a Robinvale...In  casa sua si sono succeduti backpackers di tutte le nazionalità...sono in molti a dovergli molto...noi compresi...

Dal piano di sopra lo vedo avvicinarsi con un trolley che a occhio e croce pesa un quintale!!!
Lo salutiamo...i soliti convenevoli...
Angela ci ruba ai nostri discorsi, facendoci notare che è tardi e lei deve essere a scuola tra coco più di 20 minuti...ci avviamo...il trolley è troppo pesante...le ruote ben presto alzano bandiera bianca....tocca portarlo di peso....
Angela va a scuola e noi a bere una birra in un pub poco distante...mi da una brutta notizia, oltretutto che non mi aspettavo. Questa sera alle 23.00 deve prendere un volo con destinazione Milano!!!...

Mi racconta le ultime vicissitudini...Sapevo che aveva pagato una ragazza australiana per poter accedere al visto permanente attraverso un Partner Visa, senza dover fare il normale iter previsto.
E che lui era in Bringing Visa (visto di transito, in poche parole è il periodo che l'immigrazione australiana si prende per valutare le carte presentate, va da 4 a 16 mesi), in attesa di sapere se avrebbe avuto il permanent resident.
Quello che non sapevo, è che la sua "ragazza virtuale" si era fidanzata, e per questo gli ha mandato a monte i piani...nonostante abbia provato a persuaderla....questa per paura di venire scoperta, dal padre e dal fidanzato ha preferito non aspettare che Ivo avesse il visto permanente.

Mi da anche altre notizie, Nicola altro amico del team, diventerà presto padre....la cosa mi lascia un pò sconcertato, visto che anche lui non ha un visto permanente, ma è in bringing a seguito di un ricorso, la sponsorizzazione non è andata a buon fine per via che non ha superato l'esame di inglese. In poche parole, ti permettono di fare la richiesta di visto e di presentare le carte dell'esame di inglese in seguito, ma se al momento della verifica da parte dell'immigrazione l'esame non risulta...chiaramente il visto viene rifiutato...a questo punto o esci dal paese oppure vai in appello...e se in appello non porti le carte dell' esame, il visto temporaneo arriva a scadenza e si deve uscire dal paese.
Diventare papà in una condizione di instabilità totale, necessita del coraggio di un leone e di una determinazione sopra le righe....il suo coraggio merita davvero un plauso....io non lo avrei avuto!

Angela finisce presto e di li a poco si aggiunge alla rimpatriata...offriamo un passaggio in aeroporto a Ivo, è il minimo che possiamo fare è stato molto importante per noi....
Lo portiamo a casa e gia che c'è lava i vestiti che ha addosso...il trolley è ormai distrutto...gli chiedo cosa ci abbia messo dentro,  e che difficilmente potrà caricarlo...
Ha messo due crick a bottiglia, solo quelli niente vestiti o altro...nel dubbio pesiamo la valigia 29.50 Kg.....giusti giusti!!!...il problema è che la cerniera è in parte scucita e difficilmente il tutto arriverà in italia integro...
Ivo si addormenta sul divano....russa sonoramente...gli amici che vivono in casa con noi lo guardano con aria interrogativa....vado a sistemare le cose "don't worry, He is Ivo,is my Italian friend"...alle 17.00 lo sveglio...mangiamo qualcosa e partiamo alla volta di Tullamarine.

Qualcosa, mi frulla per la testa...mi manca un pezzo...non riesco a focalizzarlo...di punto in bianco mi ricordo della telefonata di Claudio!!! CAZZO!!! L'HO BIDONATO!!!
Prendo il telefono e lo chiamo, quanto meno per scusarmi!!...
Per fortuna non si è incazzato...mi scuso e gli prometto che sarò da lui il giorno dopo...oggi purtroppo ho avuto degli "inconvenienti"che non avevo previsto...

Al Tullamarine la prima cosa facciamo incellofanare la valigia...al peso è dentro per pochi grammi...nell attesa ci beviamo una birra...
Anche Ivo, altra pietra miliare del nostro "viaggio" australiano ci lascia...spero davvero che possa ritornare...
Lasciare due amici in due giorni è stato un bel flash...e non posso nascondere che la cosa mi ha lsaciato un pò di malinconia dentro...anche per lui spero di poterlo rivedere presto qui nella terra dei canguri...anche se lui potrebbe tranquillamente cavarsela in una palude infestata dai coccodrilli...se non tornerà...avremo modo di vederci in qualche altra parte del mondo....difficilmente resterà in Italia...

Passa la notte...la sveglia ricorda che per Angela la cucina del ristornate Greco, che ogni giorno di più gli sta stretto, la sta aspettando...l'accompagno, visto che dopo devo andare da Claudio.

Per strada, una telefonata...è il capo di Andrea, che chiama da Mildura per sapere come siamo messi con il visto e che sarebbe molto interessato a valutare l' inserimento di Angela nell'organico in uno dei suoi locali a Mildura...sembra una persona molto seria e con i piedi per terra.
Senza perdere troppo tempo gi offre la possibilità di fare una prova di una settimana presso il suo ristorante...se gli piace come lavora, lui non avrebbe problemi a fargli da sponsor...non c'è tempo per metabolizzare e nemmeno di parlarne...siamo già fuori dal posto di lavoro di Angela...lo salutiamo in fretta dicendogli che lo richiameremo nel tardo pomeriggio, ci saluta chiedendoci di promettere che lo faremo!!!

Lascio Angela, con i suoi pensieri, non sarà una giornata facile, alle 17.00 anche io devo essere qui per le consegne a domicilio...valuteremo meglio le sfaccettature dell'offerta stasera, tra una consegna e l'altra.

A me invece mi tocca attraversare tutta la città per andare alla nuova officina di Claudio...il gps mi guida tra i semafori e il frastuono della frenetica Melbourne... un ora e un quarto più tardi sono davanti al nuovo capannone...è ancora in via di allestimento, mancano le macchine per la lavorazione ma il lavoro è già ripreso...vengo accolto da Richard, quello che ha rilevato parte dell' azienda di Claudio e che è proprietario del capannone.
Salgo le scale, in cima una terrazza che sporge dagli uffici dalla quale è possibile controllare tutta l' officina.
Claudio è nell'ufficio poeto nell' angolo opposto alla terrazza.
"ciao Roberto, ti aspettavo"
"ciao Claudio, perdonami per ieri ma ho dovuto far fronte ad un contrattempo e mi sno scordato di chiamarti"
"no, non ti sei scordato, mi hai chiamato nel pomeriggio, ma non preoccuparti, se mi ricordassi tutte le cose che devo fare sarei un nababbo!"
"hai fatto un bel passo in avanti rispetto a dove ti avevo lasciato"
"il passo in avanti non è il capannone, è aver lasciato a casa il gruppo dei mangia pane a tradimento degli indiani, adesso ho solo operai australiani e se vuoi venire per te c'è sempre posto"
"ti ringrazio, purtroppo puo darsi che debba spostarmi a Mildura dove Angela è in trattativa per una sponsorizzazione, oltretutto ho già preso il biglietto per rientrare in italia per qualche settimana, me se hai bisogno vengo volenttieri a darti una mano, poi vedremo come si mette a Mildura"
"certo non chiedo di meglio, vedi adesso sono qui a riguardare la contabilità, la segretaria ha fatto un casino e poi se nè andata portandosi via il computer, assieme al proprietario del vecchio shed ho denunciato anche lei"

(La segretaria, mi ero accorto al momento della mia precedente esperienza che era li non tanto per tenere la contabilità....ma per ben altri motivi...per certi versi posso anche capire Claudio, in fondo ha 75 anni e la segretaria circa 40...per quanto non approvi molto questo tipo di approcci...non posso cambiare il mondo e il mondo, per troppi, forse la maggior parte dei casi funziona così)

"fammi capire...ti stai ricontrollando il cartaceo degli ultimi mesi per vedere da quante persone devi essere pagato?"
"non mesi...un anno e passa... mi sono trovato con il conto scoperto senza esserne a conoscenza e tutta la contabilità è nel pc che si è portata via, a occhio credo di avere da riscuotere circa 300.000$"
"alla faccia!!!...ma questa era qui a lavoro oppure a far cosa?"
"che devo dirti, gli ho detto che se non ce la faceva avrei potuto assumere qualcuno per darle una mano....ma ha sempre rifiutato"

Entra, un tizio in tuta da lavoro...Claudio me lo presenta...
"questo è Mark il nuovo capo officina"
Gli stringo la mano...
"hello I am roberto and may be in the next few weeks I will work here" (ciao sono roberto e forse lavorerò nelle prossime settimane)
"really?!...beautiful,  Claudio has told me about you ... I was hoping to have you here"
(davvero?!...stupendo, Claudio mi ha parlato di te, speravo di averti qui)
Discute un pò con Claudio e Richard dele cose che ci sono da fare, poi saluta ed esce, con un sorriso, tutto australiano mi saluta dicendo: "We wait you" (ri aspettiamo).

Riprende la nostra discussione...la riporto in un terreno che per me è più interessante dei risvolti economici che una ragazza di facili costumi può creare.

"se posso venire, come sarà lo stipendio e semmai quando posso iniziare, premesso che ho le situazioni di cui sopra in via di soluzione"
"lo stipendio per iniziare 20$ all' ora poi vediamo, non mi dispiacerebbe averti come alterego di Mark lui guadagna 26$, quando ahi una situazione chiara me lo fai sapere e iniziamo"
"ok...ora ti lascio lavorare che ti ho già rubato troppo tempo"

Saluto e scendo, intercetto Marck per sapere se i problemi economici sono ancora in essere oppure no, mi dice che da quando lavora per Claudio non ha avuto problemi...
Sembra che tutto sia stato messo al posto giusto...adesso ci manca di sapere quando dovremo andare a Mildura a conoscere quello che potrebbe essere la nostra soluzione....

Passo da casa, il libro delle ricette è quasi finito, ci manca solo l'impaginazione finale e decidere se rilegarlo oppure no, ma questo è un problema della scuola, ancora non ci è stato detto se basta la stampa delle ricette e dei calcoli dei prezzi oppure se è necessaria una rilegatura.

Mi incammino verso un altra serata di lavoro, vado più presto del solito, abbiamo da decidere come gestire la situazione...
Angela mi sta aspettando....
Chiamiamo Franco (il proprietario del ristorante a Mildura), ci risponde ma è occupato, ci chiede se è possibile sentirci l'indomani nel pomeriggio, più o meno a quest'ora per noi andrebbe bene...per fortuna anche per lui è ok.
Inizio la serata di delivery (consegne), alla fine siamo arrivati alla conclusione che sarà molto difficile che Harry e Giorgia diano una settimana libera ad Angela, per cui questo lavoro, finirà appena avremo luce verde da Mildura.
La cosa non è eccessivamente rischiosa, viste le possibilità che l' Hospitality a Melbourne offre, se lo si associa al fatto che inizierò io a lavorare da Claudio è un rischio che possiamo tranquillamente permetterci. Angela è contenta come una pasqua a togliersi di torno la squadriglia di Indiani con la quale condivide gli spazi angusti della cucina, per cui la decisione è già presa...appena Franco ci da l' okey...molliamo i Greci e sopratutto gli indiani.

Franco è particolarmente felice di sentirci. Senza tanti convenevoli, ci invita alla prova tra 2 settimane...perfetto, adesso bisogna trovare dove andare a dormire. Dopo un giro di telefonate scopriamo che la stagione è appena finita e gli ostelli sono tutti chiusi. Per una stanza in una share house ci sparano 250$ a settimana, la proprietaria è una cinese, si sente da un miglio...a questi prezzi compro la tenda...visto che ancora non è freddo...
Quando ormai avevamo finito le speranze, chiamiamo Andrea...magari conosce qualcuno.
Molto simpaticamente, ci dice che può chiedere ad una ragazza che lavora assieme a lui e che ci farà sapere presto.

Un altra serie di telefonate agli ex insegnanti di Angela per avere notizie di Franco.
Tutti quanti hanno parole più che lusinghiere, viene definito, generoso, onesto, nel complesso un buon datore di lavoro...e sopratutto molto conosciuto in tutto il paese.
Tutti sono molto felici di sapere che c'è una speranza che possiamo ritornare a Mildura...

Andrea ci chiama il giorno dopo, dicendoci che Brail, la sua collega, non ha problemi a farci dormire a casa sua per 100$ a settimana....tra australiani e cinesi il confronto proprio non esiste...mah!

Resta di avvertire Claudio degli sviluppi. 
Lo chiamo, gli spiego la situazione...
"ok...ti aspetto luned' mattina alle 7.00, Marck ti ha già preparato il lavoro"
"Claudio, forse non ci siamo capiti, io posso lavorare due settimane, dopo vado a Mildura"..."quando torno mi resta ancora una settimana poi rientro in Italia per circa 3 settimane, se a Mildura la cosa va bene lavorerò per te solo 3 settimane!!"
"senti...preferisco averti solo 3 settimane piuttosto che essere costretto a rendere qualcuno che non conosco e che poi mi farà girare le palle!!!"
"se la metti così...ci vediamo lunedi mattina, il monumento per dirti grazie lo preparo a seguire!"
"hahahaha"...una grassa risata..."ci vediamo lunedì"

I problemi, non sono mai di difficile soluzione...per quanto sia contento del trattamento avuto da Claudio, lunedì mattina siamo in due ad aver bisogno della macchina...e ne abbiamo una sola...purtroppo sia io che Angela non possiamo raggiungere il posto di lavoro usando i mezzi pubblici...o meglio potremmo...ma significherebbe per me alzarmi alle 4.30 del mattino e per lei alle 5.50....Chiediamo a Sammi se puo prestarci la macchina 3 giorni a settimana, visto che i due che Angela va a scuola possiamo fare con la nostra....
Sammi apre lo stipetto dove tiene le chiavi prende quella della sua vecchia auto (un relitto di station Wagon prodotto dalla KIA) me la consegna dicendomi di usarla per tutto il tempo che mi serve...Sammi è davvero un grande amico, altra persona che meriterebbe un monumento!!
Lo ringrazio....problemi risolti.

Il primo giorno di lavoro lo passo a ricostruire parte di una attrezzatura che viene utilizzata per la separazione dei matriali riciclabili...l'ambiente di lavoro è decisamente un altra cosa. I colleghi sono tutti simpatici e disponibili oltre che sempre pronti per una sonora risata...tutti si impegnano per farsi capire...davvero un bell ambiente...

Marck dopo il mio arrivo si occupa solamente di andare a prendere le macchine dal vecchio capannore e a installarle nel nuovo...al lavoro, dovrei pensare io...non è per nulla semplice, la scarsa conoscenza della lingua,  non aiuta per niente...in compenso i colleghi mi hanno allegramente accettato come "condottiero"...a loro è bastata una settimana per investirmi di questo riconoscimento...

Le due settimane passano presto, durante le quali ho assistito a una scena da "tengo famiglia"...uno degli indiani "trombati"...è passato più volte a chiedere di essere riassunto, tutte ovviamente con moglie e i tre figli al seguito...la cosa è diventata una costante mattutina che provoca l'ilarità generale!!
Il tizio in questione è anche uno di quelli che a sentirlo sembrava che tutta Melbourne lo attendesse a braccia aperte...i colleghi che come me lo avevano conosciuto non sono proprio teneri nei commenti.

Dopo tutta la serie di processioni viene reinserito in organico...poco male...se tutto va bene dovrò lavorarci solo per una settimana.

Partiamo per quello che somiglia molto ad un viaggio nel tempo, anche lo scorso anno subito prima di partire per un fugace rientro in patria, abbiamo fatto qualcosa di molto simile...le 6 ore necessarie passano in fretta tra una ipotesi e l'altra. Cerco di smorzare la tensione, Angela la sente. Io sono abbastanza rilassato, so che può farcela. 

Arriviamo a Brail, bussiamo alla porta, il campanello è una invenzione che qui in australia sembra non essere arrivata. Viene ad aprirci una ragazza bionda,con i capelli legati , di media statura, occhi azzurro ghiaccio. Con un allegro sorriso ci fa cenno di entrare e ci fa vedere quella che sarà la nostra camera per una settimana. Poi ci porta a fare un giro della casa, il bagno, la cucina e gli spazi che ci ha ricavato negli scaffali. Alla fine ci da la chiave, dicendoci che i fine settimana viene a trovarla la figlia di 7 anni e spera noi non sia un problema.

Trasferiamo rapidamente le valigie e andiamo direttamente al ristorante. Franco è in cucina assieme ad uno dei vecchi insegnanti di Angela.
Due chiacchiere e subito il piano di lavoro settimanale...lavorerà tutti i giorni o la mattina oppure il pomeriggio. già che ci siamo ci fermiamo a fare cena...una fritturina di pesce che farebbe un ottima riuscita anche in un ristorante sul nostro litorale...qui a due passi dal deserto è una ricercatezza.

Notiamo un cartello, proprio accanto alla porta di ingresso, racconta che il locale dove abbiamo cenato e che sarà il posto di lavoro di Angela è stato inaugurato nel 2004 dal primo ministro Australiano.
La situazione sembra essere quella che potrebbe risolverci i problemi di permanenza....iniziamo a sperarci......

Prossimo post:

un salto in Italia

ciao a presto
















domenica 28 agosto 2016

Weerribee

Inizio questo nuovo post, con l'aggiornamento delle normative relative all'immigrazione qui in Australia.
Come tutti gli anni nel mese di luglio vengono aggiornate le norme, oltre alle liste delle professioni (SOL) ricercate.
Bene, come era previsto le norme sono state adeguate alle nuove necessità del continente.
Rispetto a prima sono peggiorate e secondo me neanche poco, in poche parole sarà più complicato riuscire a restare. Da adesso in avanti tutti gli stati sono considerati ad alto rischio immigrazione (fino ad ora gli stati europei erano a basso rischio), altro danno arrivato con l'introduzione della moneta unica, che sta pian piano rendendo il continente europeo sempre meno vivibile e appetibile, se non per i popoli a sud del mediterraneo, che assieme all'euro stanno facendo diminuire i salari e cosa peggiore abbassare la professionalità...

Il visto più utilizzato, il working holiday visa non ha avuto cambiamenti radicali, è solo stata cambiata la tassazione sul lavoro che da circa il 20% passa al 32%, per il resto non cambia nulla.
Per il visto studenti invece diventa più complicato.
Per poterlo richiedere sarà necessario dimostrare di avere abbastanza denari per la copertura totale delle spese del corso, non è più possibile iscriversi pagando 6 mesi di corso e poi lavorare per pagare il resto.
A questo si aggiunge il fatto di poter dimostrare una reale necessità di qualificarsi in un settore nel quale si è già diplomati. In parole povere non puoi iscriverti ad un corso di chef se hai un diploma in ragioneria, questo a prescindere dalla tua capacità economica.
Dalla lista delle professioni ricercate sono state depennate circa 200 posizioni. Siamo passati da circa 600 possibili mestieri che davano l'accesso ad una sponsorizzazione a circa 400.
A farla breve non sarà più possibile venire in Australia e iniziare a lavorare per pagarsi la scuola.
La nuova normativa da l'impressione, dopo averla letta, di voler lasciare fuori chi non è già dentro...

Adesso però riprendiamo la dizione della mia storia....


.....l' insistente trillo del telefono, mi sveglia, lo cerco nel buio della stanza...ma che ore sono!...continua a suonare, riesco ad arrivarci...il filo del caribatterie fa cadere qualcosa....la luce del display quasi mi acceca...mi serve un attimo...Lucia...sono le 7.00...rispondo...
"Angela!..." in un italiano ormai molto accentato all'inglese.
"no Lucia sono Roberto, che c'è, cosa è successo?"
"C'è Angela?...il tono di voce sembra piuttosto preoccupato...
"si è qui te la passo", Angela è forse più disconnessa di me!
"cosa è successo???" ancora immersa tra i vapori del sonno...
"va bene, mi sevono 20 minuti per prepararmi e poi arrivo"...riattacca..

Mi guarda e mi fa "il cuoco ha bidonato Lucia, devo andare a sostituirlo!!!", non si è svegliata molto bene.....
"quando pensi di finire?"
"buona domanda, di solito verso le 14.00, abbiamo finito"
"bene ti accompagno, almeno faccio colazione"

Lucia è piuttosto incazzata, il cuoco non ha nemmeno perso tempo per chiamarla, è chiaro che non ci rimetterà piede e che Lucia ha un giorno per rimpiazzarlo!!
Cappuccino e muffin, poi ritorno a casa a continuare il libro di ricette per la scuola di Angela, visto che il nostro giorno libero se ne è andato a benedire....ne riparliamo la settimana prossima...

Il ristorante dove attualmente lavora, comincia a mostrare un pò di pecche...i colleghi sono tutti indiani, che "accidentalmente" e "casualmente" dimenticano di segnare le ore lavorate, risultato, tutti i fine settimana Angela deve discutere con Harry perchè il conto ore non torna...
Qualche problema anche con Giorgia, la moglie del titolare, che a quanto pare è abbastanza arrogante. La possibilità di sponsorizzazione sembra che ce l'abbiano, ma i conti non tornano un granchè. Ci hanno detto che avevano due persone sotto sponsorizzazione, ma parlando con i colleghi si scopre che uno ha un visto permanente e l'altro uno studenti!!!...gli sponsorizzati dove sono???...lo studente non va a scuola, per lui ci va un altro, che per questo viene pagato. Non è ne il primo e neppure l'ultimo che fa questo tipo di manovre, il risultato finale, però, potrebbe non esserci (sinceramente me lo auguro, per tutti quelli che sono più interessati a fare i cavoli loro che non a seguire le regole).

Questo però non gioca a nostro sfavore, Giorgia essendo abituata ad avere il tipo sempre in cucina, circa 15 ore tutti i giorni, pensava che anche Angela facesse lo stesso...altra cosa che è stata fonte di discussione.
Oltre a questo si è trovata costretta a firmare tutte le carte che la scuola prevede nei suoi programmi, una novità, per Giorgia, ovvio il carciofo indiano non ha bisogno di queste cose....vai a capire in quale scuola è inscritto...Mah!!!...purtroppo sono questa masnada di rincoglioniti, che complicano la vita a tutti quelli che invece sono qui per seguire i percorsi previsti dalle normative. Diventa ovvio come mai le maglie della rete diventano sempre più strette...meglio evitare di commentare oltre.

Arriva il giorno della partenza, oggi casualmente è libero anche Simone che decide di seguirci. Alla fine il cuoco di Lucia ha dato modo a Simone di poter venire...almeno qualcosa di buono l ha fatto...

Weerribee è una cittadina poco distante da Melbourne, il tragitto in macchina è breve e poco trafficato.
Le cose da vedere non sono moltissime, un giorno ci dovrebbe avanzare, infatti la partenza non è stata fonte di sveglie traumatiche.

La piccola cittadina rende semplice seguire la segnaletica turistica, le cose interessanti sono riunite tutte in una zona posta a ovest del centro.

Iniziamo con la visita della "Mansion", si tratta di una villa ottocentesca con annesso parco che non ha nulla da invidiare alle residenze nobili europee.

Questa è stata edificata alla fine del 1800 dai fratelli Chirnside, i quali avevano fatto fortuna con la pastorizia, la mansione è stata per lunghi anni il centro dell' impero familiare, dando alloggio hai numerosi lavoratori che collaboravano con i fondatori.
Attualmente è aperta al pubblico solo la parte residenziale della famiglia Chirnside.

L'ingresso è particolarmente sfarzoso, una torre sovrasta una serie di archi, il prato e il parco attorno alla residenza sono una cornice stupenda.
Entriamo...un imponente scala sormontata da due statue che sostengono due lampioncini sale verso la zona notte e le stanze di ricevimento. Di legno ricoperta con un impeccabile tappeto rosso ai lati, i ritratti e i mezzi busti di marmo dei vari componenti della famiglia che nel tempo si sono succeduti.
Restiamo al piano terra, per visitare le zone adibite alla gestione della residenza, i corridoi, nonostante questa sia la zona dedicata per la maggior parte ai lavoratori sono sfarzosi come il resto della villa, alle pareti trovi di caccia si alternano a ritratti e dipinti dell'epoca.
Due stanze d'angolo segnalano la fine del corridoio. Le cucine. Due grandi tavoli ricoprono la maggior parte dello spazio, in fondo una cucina d'altri tempi, ricavata dentro la cappa di un camino dalle generose dimensioni, sopra fanno sfoggio di se le pentole e gli oggetti usati per preparare i pasti ai proprietari e ai loro ospiti. Dalla parte opposta una vetrina contenente piatti e posate finemente adornati.

Dalla parte opposta il corridoio si snoda verso la parte dedicata più al ricevimento degli ospiti, una sala biliardo, una sala riunioni e uno studio che come dimensioni sono farebbero impallidire quelle attuali.

Saliamo la scala dedicata ai lavoranti, decisamente meno sfarzosa e impressionante di quella situata nell' ingresso, ma comunque più grande di quelle che usiamo normalmente nei palazzi  moderni.

Al piano di sopra ci aspettano le sale da pranzo, quella per i ricevimenti e quella privata.
Non c'è che dire, si trattavano bene e all'epoca,


fare i pastori doveva essere un discreto affare a giudicare cosa hanno costruito dopo solo una 20 di anni di attività.
La parte opposta del piano superiore è dedicata alle camere da letto.
Sono numerose, per i componenti della famiglia e anche per gli ospiti.
Tutte molto ben arredate e fornite di camino per essere riscaldate se il clima lo rendeva necessario.
Ce ne sono due dedicate ai bambini del casato, con giocattoli e un teatrino per i burattini. Una delle camere è dedicata alla mostra dei vestiti dell'epoca, che stupiscono per la fine fattura e per la lavorazione, oltre che per i particolari tipi di stoffa...tutte cose che al giorno d'oggi sono state superate dalla produzione industriale si sempre minore qualità e dal costo sempre più basso, ma che poi al momento dell'acquisto sono sempre meno economici...ci stiamo perdendo dei grossi pezzi di capacità artigianale per rincorrere profitti sempre troppo elevati...


 Prima di uscire usciamo nella terrazza che si affaccia sul parco.
Di dimensioni quasi eccessive, doveva essere un ottimo ritrovo per le afose sere d'estate.

Perfetta per ricevimenti e volendo balli e altri tipi di divertimenti.

La vista sul parco è pazzesca!!!...prati verdi, si intervallano a alberi secolari, un piccolo lago e poco lontano il parco delle rose.
Sembra che il capo giardiniere abbia molto insistito verso la proprietà per allestire questa zona del parco....A dirla tutta credo che abbia davvero fatto bene, visto il risultato....vialetti semi ombrosi intervallati da coloratissimi fiori profumati davvero una vista stupenda..

Per scendere usiamo la scala dell'ingresso, fa una certa impressione...le persone appena entrate sono piccole piccole....e ci guardano dal basso verso l'alto...i borghesi dell'epoca per impressionare gli ospiti si inventavano di tutto e questa scala è davvero perfetta allo scopo...

Ci dedichiamo ad una passeggia nel parco...stanno smontando il palco che ieri sera ha ospitato un concerto di musica classica, l'ambiente per un evento del genere è davvero perfetto...la villa sullo sfondo, e tutt'attorno la natura rigogliosa, un piccolo ruscello che fruscia...si davvero un bel quadretto!!

Il giardino delle rose da vicino è anche più bello, dalla terrazza se ne vedeva solo una piccola parte, oltretutto la meno interessante.

Il resto è pace e tranquillità, silenzi intervallati dal cantare degli uccelli e dal rumore del ruscello che alimenta il lago.

A volte penso che i borghesi dell'epoca soffrissero di solitudine, a me questi spazi immensi, danno questa impressione, ma forse all'epoca questo era il sogno di tutti quanti....e la ricerca della felicità era ben altra cosa rispetto ad oggi...

Usciamo dalla proprietà decisamente rinfrancati dalla visita, le fresche stanze e la passeggiata in mezzo agli ombrati e silenziosi viali ci hanno piacevolmente rilassato...

Prendiamo "la tosca" per spostarci poco lontano, allo zoo.

Non sono un amante degli animali in cattività, anzi sono piuttosto contrario, ma qui in Australia, per fortuna i parchi di questo genere sono normalmente molto grandi e gli animali hanno spazi quasi sufficienti ad una vita "normale".

L'ingresso è a immagine e somiglianza dei bambini, come potrebbe essere altrimenti, tutto colorato con vari giochi il tutto condito da un bar, che si prende l'onere di rifocillare i visitatori.

Appena all'interno ci mettiamo in fila per il giro panoramico, dopo una breve attesa un camioncino con attaccati tre vagoni si ferma davanti a noi...saliamo.

Inizia il giro della zona aperta, dove non è possibile arrivare a piedi, di fatto è uno spazio aperto privo di recinti dove gli animali vagano liberamente.

I primi a farsi vedere sono i cammelli, ci guardano passare senza nemmeno essere incuriositi. A seguire antilopi, rinoceronti e giraffe.

Qua e là si vedono anche delle zebre, passiamo accanto al recinto degli ippopotami, in una zona particolarmente acquitrinosa.

 Il giro prosegue per circa 45 minuti, con qualche fermata con vedute particolarmente suggestive.
Ritorniamo alla zona di partenza, iniziamo il percorso previsto per i visitatori.

Siamo dalla parte opposta del recinto degli ippopotami, e un piccolo parco a loro ispirato è stato ideato per i bambini.

In realtà sono proprio loro a divertirsi di più.
Alcuni bambini giocano in mezzo agli zampilli d'acqua, sono bagnati fradici...con il caldo che è siamo anche noi tentati a partecipare...
Ci affacciamo ad una finestra, dello spazio d'ossevazione, giusto in tempo per vedere uscire dall'acqua un ippopotamo, sembra piuttosto contrariato...
Pochi attimi dopo iniziano ad arrivare anche tutti gli altri...
I guardiani stanno preparando il pasto, probabilmente sono in ritardo ed è per questo che forse il più grosso era contrariato...

Li lasciamo a banchettare seguendo il percorso fatto di ponti e polverosi sentieri. Poco lontano una pilotina insabbiata, messa li per dar modo ai bambini di avere un angolo dove poter giocare. Il ponte di comando è allestito di tutto punto con strumenti di navigazione, radio, manette e una enorme ruota del timone, li accanto dalla sabbia fuoriescono e si intravedono le ossa fossilizzate di dinosauri; è tutta una finzione, ma molto ben fatta e i bambini sembrano gradire molto...

Il percorso per arrivare alla zona dei predatori è piuttosto lungo, senza questi piacevoli diversivi, sarebbe davvero molto noioso...Un acquitrinio delimitato da un  lungo vetro l'alto recinto di fatto spiega che all'interno si trovano i coccodrilli...a guardare bene attraverso il vetro se ne intravede uno, molto ben mimetizzato.

Passiamo vicino alla zona dei lemuri e dei suricati, poi lo spazio degli orangotango. Che sembrano essere in mezzo ad una specia di festa, tanto è il baccano che fanno.

Superati questi i leoni, le iene e i licaoni, separati gli uni dagli altri e con grandi vetri che li rendono visibili in sicurezza.


Mamma leonessa vigila sui tre cuccioli e poco lontano, da una zona sopraelevata, il maschio controlla i movimenti di tutti quanti, visitatori compresi, sopratutto loro!!!.

Il nostro giro finisce in una vasta radura dove sono state costruite della capanne di fango del tutto simili a quelle che gli aborigeni erigevano nelle zone fredde dell' australia.
Normalmente vengono utilizzate per l'intrattenimento degli ospiti, oggi non sono previsti spettacoli e allora ci pensa Simone a darne....intenta una verticale sulle braccia con risultati pessimi....e insiste fino a quando qualcosa che gli assomiglia non gli riesce...Mi sfida a farlo anche io....sinceramente sarei tentato di provarci....ma il mio istinto di sopravvivenza mi consiglia vivamente di accettare una sconfitta che comunque sarebbe scontata...accetterò di essere perso in giro per i prossimi 15 giorni...

Siamo ormai vicino all'uscita, un canguro al di fuori dei recinti ci segue a breve distanza, ma tutti i nostri tentativi di avvicinarlo falliscono miseramente...evidentemente è abituato a seguire gli ospiti per scroccare qualcosa da mangiare.

Pochi minuti dopo siamo in macchina, soddisfatti della giornata riprendiamo la via che ci riporterà a Camberwell.

Il telefono di Simone squilla...scambia due chiacchiere poi riattacca. Mi chiede se è possibile far dormire un suo caro amico...credo che non ci siamo problemi, visto che arriverà il giorno dopo abbiamo tutto il tempo di parlarne a Sammi che fino ad ora non ha mai fatto storie per una notte, oltretutto c'è anche una camera libera.

Igor arriva nel primo pomeriggio, gli abbiamo già risolto il problema per il pernottamento, come previsto non ci sono stati problemi e per due notti Sammi non gli ha chiesto nemmeno dei soldi.

E' un ragazzo molto simpatico, che ha aiutato Simone nei primi giorni del suo arrivo, evitandogli di ritornare in Europa ancora prima che la sua avventura iniziasse!!!
Hanno lavorato assieme nelle farm vicino a Mildura, prima che Simone iniziasse a lavorare assieme ad Angela a Robinvale.
Domani prenderà un volo per il Vietnam lasciando forse per sempre l'Australia, gli piacerebbe restare nei paesi orientali ad insegnare l'inglese, visto che gli manca poco ad avere l'abilitazione all'insegnamento della lingua.

Ha passato quasi l'intero anno di visto a Mildura lavorando un pò nelle farm ed un pò nei caffè come barman. Stasera i suoi migliori amici Simone e Andrea sono invitati a cena per i saluti di rito.
Andrea arriva giusto per l'ora di cena, fiorentino, simpatico e disponibile come i toscani riescono ad essere, si presenta e anche per lui è una sorpresa trovare due suoi conterranei.
Lavora come manager in un importante ristorante di Mildura...chiaramente chiediamo se fossero alla ricerca di un cuoco.
Ci risponde che di cuochi qui in Australia ce nè sempre bisogno ci da il suo numero di telefono e ci promette di parlare con il titolare del ristorante per il quale lavora.
"Appena so qualcosa vi chiamo".

La cena, alla quale Igor ha voluto che anche noi partecipassimo passa tra divertenti ricordi e aneddoti, annaffiata come previsto da quantità industriali di vino e birra...per fortuna siamo a 500 metri da casa, altrimenti qualcuno ci avrebbe rimesso la patente!!!

Andrea ci saluta e va a dormire da una sua "fidanzata",  speriamo vivamente che non venga fermato dalla polizia...Invece Igor si intrattiene con noi e Sammi fino a tarda notte.

Lo salutiamo, forse non lo rivedremo, ma la persona è davvero squisita e dispiace doverlo salutare.

E' davvero troppo tardi...domattina ci aspetta una nuova giornata di lavoro speriamo che i vapori dell'alcool filtrato non ci facciano restare a letto....


Prossimo post: UNA NUOVA SPERANZA

ciao a presto

sabato 23 luglio 2016

Ballarat

La sveglia suona piuttosto presto i rapidi preparativi precedenti alla partenza....
Alle 9.00 ci siamo già lasciati lo skyline di Melbourne alle spalle, vedo nello specchietto il CBD (central business district) farsi sempre più piccolo e offuscato, ci aspetta un viaggio di circa due ore, tutto di austostrada.

Ballarat si trova a circa 100km a nord-est di Melbourne ed è la terza città più polposa dello stato (Victoria), è famosa per essere stata il centro di una rivolta popolare, l'unica avvenuta in Australia e che ha obbligato la regina Victoria all' introduzione della legge elettorale.

La ribellione fu generata dal malcontento dei cercatori d'oro, i quali erano sottoposti al pagamento di una licenza che nel corso degli anni era diventata troppo onerosa.
I ribelli si asserragliarono all'interno di una palizzata e si scontarono con le forze forze di polizia e l'esercito coloniale inlgese. Le cronache parlano di almeno 27 morti, quasi tutti ribelli, e dell' imprigionamento di numerosi minatori.
La rivolta arriva dopo un periodo di tempo nel quale la disobbedienza civile la fece da padrone.
Quando il governatore ordinò il controllo delle licenze con cadenza settimanale, la situazione iniziò a degenerare. La corruzione, all'interno dell' amninistrazione fece il resto; a seguito del pestaggio a sangue di una cercatrice d'oro da parte di tre persone vicine all'establishment governativo e che evitarono il processo.
Un folto gruppo di minatori si riunì in un hotel per discutere il modo di portare i tre davanti alla giustizia. L'incendio e la distruzione dell' hotel, innescato durante il meeting e l'incolpamento dei leader dei minatori, fu per certi versi l'innesco della rivolta.
A seguito di questo,  i tre vennero imprigionati, ma per loro i cercatori d'oro iniziarono quella che è diventata famosa come l' EUREKA REBELLION.

L' assedio della palizzata durò poco più di mezzora, ma i numerosi minatori imprigionati a seguito dei fatti ebbero il sostegno da parte della popolazione di Melbourne, la capitale.
Questo obbligò di li a poco la regina ad introdurre una legge elettorale, riservata ai maschi bianchi ma che comunque è considerata la nascita della democrazia in Australia.
Altra cosa per cui Ballarat è famosa, il ritrovamento di una pepita d'oro del peso di 63 kg e del valore di circa 150000 dollari, la terza per grandezza tra quelle rinvenute in Australia.

Arrivati, ci mettiamo in cerca di Sovereign Hill, luogo dove il tempo si è fermato al XIX secolo.
Non serve molto tempo per trovarla, i segnali turistici ci guidano rapidamente al parcheggio che serve la vecchia miniera e il museo annesso.

Superata la porta di ingresso, si fa un passo in un periodo che non esiste più, ci danno il benvenuto due signore vestite in tutto punto, con abiti del XIX secolo. Un secolo che qui viene fatto rivire quotidianamente.
 Ci si affaccia alla cresta di una collina, sotto di noi un paesaggio fatto di tende, macchinari per la triturazione della pietra e altre attrezzature volte a separare il prezioso metallo dalla terra, torri e capannoni, il tutto in un accozzaglia senza nessuna logica costruttiva
Si vedono persone con abiti d'epoca, una carrozza che fa il gito del paese e viene usata come oggi si usa un autobus cittadino.

Iniziamo la discesa, subito ci troviamo nella zona popolata dagli immigrati cinesi, la periferia della cittadina, oltre alle tende nelle quali vivevano, un tempio nel quale i minatori di fede induista si trovano per pregare gli spiriti,qui è possibile accendere il bastoncino della fortuna, una bacchetta di incenso profumato contenuta in una busta contente il fatto
fortunato al quale sei destinato, accendiamo anche noi i nostri li piantiamo nelle apposite vasche assieme a tutti gli altri e aspettiamo in doveroso silenzio che si siano consumate...

Li vicino il torrente che tutt' oggi regala piccole pagliuzze d'oro agli avventori che vogliono cimentarsi nel filtrare la terra e l'acqua che questo porta in superficie dalle profondità sotterranee.
Una baracca vende la soluzione per rendere lucide le pagliuzze. Mi cimento, da subito è chiaro che trovare l'oro è un lavoro duro e molto lungo, oltre che estrememente difficile. prende una vasca la riempio per metà di terra e acqua, inizio a farla roteare e filtrare...lavoro lungo...difficile le pagliuzze sono difficilmente riconoscibili se non per un occhio esperto, mi diletto per un pò...
Anche altre attrezzature atte alla separazione sono li nei dintorni una cascata artificiale fatta con assi di legno nella quale viene fatta passare l'acqua la quale a tutte le curve e gradini lascia in deposito un pò di terra nella quale è possibile separare le pagliuzze...
Poco lontano una merceria, entriamo a curiosare, la proprietaria in abito da lavoro dell'epoca con cuffia e grembiule in uno sgargiante azzurro cielo...tra le varie mercanzie, si trovano borse del tipo usato allora, in pelle oppure di cotone grosso, barattoli di marmellata confezionati alla vecchia maniera. Una EUREKA FLAG è esposta in mezzo alle cianfrusaglie a
ricordare la rivolta dei minatori, avvenuta in tempi passati e usata come stendardo dai rivoltosi.

La chiesa è costruita poco lontano dal tempio induista, ma decisamente più vicina a quello che è il centro del paese , il posto di ritrovo degli abitanti, basta soffermarsi un attimo per immaginare il centro chiassoso di una cittadina dell'800.
Gente in abito ottocentesco, bombette e abiti neri si muovono
in mezzo a pantaloni corti e moderne infradito, ombrellini da sole mischiati a bandane e occhiali da sole....la carrozza si appresta a fermarsi per far salire dei passeggeri...ci mettiamo in fila, quando ci ricapita di salire su una carrozza!!!
l' attesa è piuttosto lunga, sono due le carrozze che si alternano una con panche e venti posti a sedere che viene usata nelle ore di punta l'altra più piccola con 4 posti, ma invece delle panche i sedili sono foderati di pelle e gli assi montati su balestre...in termini odierni, una mercedes e un autobus.
Tutto intorno, un paese d'altri tempi, con pub, ristoranti, posta...con l'orologio rigorosamente fermo a 200 anni fa. 
Entriamo al teatro, piccolo ma sfarzoso, arredato con suppellettili di velluto rosso porpora, due rampe di scale per salire nei palchi della galleria, una lavagna informa gli avventori degli eventi previsti nella sala.
Ci fermiamo al bar per una birra, che ci viene servita in boccali di latta smaltata.
Assistiamo all' "arresto" da parte di un poliziotto in divisa d'altri tempi nei confronti di un ubriacone...andiamo al ristorante a mangiare qualcosa.
Siamo al completo...nell'attesa ci godiamo gli arredi e il personale di servizio...il poliziotto porta in mostra la sua "cattura"...una sceneggiata davvero divertente alla quale partecipa anche il corpulento proprietario, vestito in un frack che somiglia tantissimo a untendone da circo, con i suoi occhialini rotondi, alla Camillo Benso Conte di Cavour.
Lasciamo il centro per addentrarci nella zona più interessante, la zona degli artigiani e delle miniere, le torri erette per la discesa dei minatori svettano maestose.
Il centro che forniva energia a queste è tutt'ora funzionante con due grosse caldaie,  che pompano nel sottosuolo aria e acqua, oltre ad occuparsi di riportare in superficie il materiale scavato, a lato di una torre una collina di detriti alta 20 metri, sotto una biella lunga 6 metri trasferisce il moto al pozzo. 
La parte retrostante è un intrigo di tubi, pistoni e macchine atte all'utilizzo dell'energia prodotta dalle caldaie.


Scendiamo nella prima delle due miniere, la cesta per scendere è visibile ma non utilizzabile, una rampa di scale cigolante ripida è quella che usiamo...
Le gallerie sono anguste, la volta è tenuta da assi di legno incastrati e rinforzati agli angoli, solo qualche piccola luce illumina l'ambiente...fa caldo, l' ambiente è umido e puzza di chiuso...un altra rampa di scale sembra più ripida della prima, più buia ancora pochi passi e arriviamo alla "camera" nella quale 200 anni fa è stata scavata una delle più grosse pepite al mondo...la rappresentazione olografica della scoperta...ricostruita con dovizia di particolari, peccato che non sia possibile ne fotografare e riprendere...continuiamo il percorso e in una teca ricavata nella parete la pepita, in parte intarsiata nella roccia...è grande...molto grande, si può solo immaginare la sorpresa dei due minatori, che scavavano in questa galleria che ormai da tempo era stata abbandonata dagli altri....a volte essere "bastian contrari paga"...in questo caso molto...ancora due gallerie curvate, ancora meno illuminate...ci si sente oppressi...lavorare qua dentro per molte ore al giorno doveva essere piuttosto drammatico...ma è anche vero che non sono proprio in pochi ad essersi arricchiti...ma come spesso succede, come hai nostri due, diventare ricchi senza mai esserlo stati, porta a ritrovarsi poveri come e più di prima...
Siamo alla fine del giro, una serie di rampe di scale ci riporta pian piano alla superficie...l'aria diventa pian piano più respirabile e la sensazione di oppressione svanisce....la luce del sole ci colpisce vigorosamente....e il caldo umido della caverna diventa quasi un bel ricordo....

Poco lontano un secondo percorso sotterraneo ci attende, all'ingresso un allegro "minatore" ci attende per poi accompagnarci al "bruco" che ci porterà sottoterra...non saprei come descrivere meglio il vagone con una trentina di posti a sedere che inclinato di 45° scende nelle cavità sotterranee...la discesa negli inferi dura 3 minuti nel buoi totale, il disorientamento è totale, non si capisce se si è in movimento oppure fermi...nel silenzio totale qualche lamento...dopo quello che sembra un momento eterno una caverna poco illuminata si apre alla nostra destra...le nostre guide ci danno il benvenuto e ci raggruppano, una starà in testa l'altra in coda...inizia una nuova passeggiata in un percorso tortuoso e umido....l'odore di muffa e di chiuso la fanno da padrone...qualcuno lascia perdere e poco dopo si fa accompagnare in superficie. Come in precedenza la galleria è sostenuta da architravi di legno incastrati su montanti dello stesso materiale, la luce è pressochè assente la stessa sensazione di oppressione ci attanaglia come e più di prima..
.il tempo sembra essersi fermato, non saprei dire quanto abbiamo camminato...poi dopo un incrocio tra due gallerie, di cui una totalmente oscura arriviamo alle vecchie rotaie un tempo usate per trasportare i carrelli. Sono state riattezzate con un "trenino" fatto di vagoni da cavalcare, due posti ognuno....saliamo e se fino ad ora le gallerie erano strette...adesso lascano lo spazio sufficiente per passare, mettere la punta di un piede fuori alle pedane significa sfregarlo nella dura roccia che ci circonda...il soffitto mi sfila a pochi centimetri sopra la testa...la luce è quasi assente...il percorso prevede alcune soste dove vengono date spiegazioni sulle dure condizioni lavorative, anche se a ben vedere non c'è molto da spiegare.
Il tutto si conclude davanti ale porte degli ascensori untempo usati per far salire e scendere minatori e carrelli, anche tutt'oggi funzionanti non vengono usati per gli ospiti, ma solo per gli operatori...le nostre guide ci salutano accompagnandoci alla cavità dove il "bruco" ci attende per riportarci in superficie.


Decisamente il lavoro dei diggers (scavatori) in quel peiodo storico era decisamente duro, oltre che molto rischioso, succedeva di bucare una falda acquifera che in pochi minuti allagava tutte le gallerie a quel livello, uccidendo quanti si trovavano li stessa cosa valeva per sacche di gas...spesso mortale...


Nella parte retrostante del capannone una serie di macchine lavorano per poter rendere accessibile la miniera che poco fa abbiamo visitato, tutte di un altro periodo storico, qui tutto funziona come 200 anni fa...
Ormai il nostro giro si avvicina alla fine, visitiamo i capannoni degli artigiani, un fabbro costruisce pentole e piatti partendo da un disco di lamiera, utilizzando un tornio e un utensile che muove con le mani..Sopra la nostra testa una "glungla" di cinghie e pulegge che attraversano i capannoni portando la forza motrice dove ce ne è la necessità.
Nel capannone accanto si fabbricano i ricambi necessari alle carrozze, ruote da finire assieme a balestre, l'odore di olio si mischia a quello del legno.
In questa zona non mancano carrozze usate in tempi immemori dai vigili del fuoco piuttosto che da macellai o venditori di latte.


Tutte in ottima conservazione e parcheggiate davanti o dentro il locale dove l'attività veniva svolta.

Avvicinandoci all'uscita vediamo i recinti per animali, pecore per la maggior parte, qualche alpaca.
In tempi remoti probabilmente anche mucche e maiali, ma oggi le strutture servono più a fini turistici che non alimentari...

Prendiamo l'uscita...attraversata la strada entriamo nel museo, che non è altro che la versione ridotta del paese...ci sono però le riproduzioni delle pepite d'oro più grandi rinvenute nello stato del Victoria...queste sono decisamente un bel vedere e anche solo per queste merita addentrarsi nel museo oltre che per vedere mezzi di locomozione, vestiti d'altri tempi e per comprare qualche ricordino.

Nella guida per i turisti viene mensionato un castello, per quanto siamo abbastanza scettici, i castelli sono un prodotto europeo e di tempi decisamente più lontani di quelli vissuti qui in Australia, decidiamo di andarlo a visitare, non è ancora tardissimo, per cui ce la dovremmo fare...

Pochi chilometri in direzione est e sulla collina alla nostra destra si erge la maestosa struttura...si vede che una costruzione piuttosto recente ad usi solamente turistici...
Ci mischiamo alla folla di bambini, l'ingresso è contornato da armature medievali e da quelle che rappresentano i troni dei regnanti....il percorso ci introduce nella favola che vedremo rappresentata una volta dentro le mura. Una favola che passa per draghi, principesse, tavole rotonde, magie, e spade nella roccia...
L'interno è quello che più somilgia ad un teatro all'aria aperta, un grande piazzale per i tornei a cavallo, circondato da rivendite di vario genere.
Seguiamo la rappresentazione della favola, costruita apposta per far visitare tutta la struttura, che comprende un albergo.

Tutto molto bello e finto, chiaro che per i bimbi Australiani è qualcosa di stupendo, per noi europei, l'impressione è proprio di qualcosa di finto.

Alla fine abbiamo dedicato meno tempo di quello che prevedevamo. Prima di ripartire abbiamo ancora qualche ora, la dedichiamo alla visita del parco cittadino.

Ballarat è costruita intorno al lago Wendouree, una strada gli gira attorno e la parte ovest, la parte più lontana rispetto al centro cittadino è adibita a parco. 
All'interno si trova un giardino botanico, oltre alla vecchia stazione dei tram. L'ultimo pezzo, quello più lontano dal lago si trova la sede del locale golf club.

Dopo aver parcheggiato, ci fermiamo ad un bar, più per vedere la cartina del parco e del lago che non per qualche consumazione.
Capito dove siamo, ci facciamo un piano per una visita.
Il viale principale collega tutte le zone, passando vicino alla serra del giardino botanico, alla vecchia stazione e per un lungo pezzo costeggia la riva.

Ci addentriamo, il tutto è pressochè perfetto, come del resto l'australia ci ha abituato, l'educazione del popolo e il lavoro delle persone addette fanno si che non si veda una cicca oppure una carta per terra.
Il viale è di terra rossa compatta, largo abbastanza da farci circolare le auto, ma ovviamente la zona è vietata a queste.

Arriviamo alla serra, costruita di vetro e acciaio, dall'architettura moderna, purtroppo è troppo tardi per visitarla, dall'esterno si vedono una moltitudine di piante, la serra è climatizzata, l'impianto non è proprio quello che si definirebbe piccolo.
Li vicino la casa dove alloggia il responsabile del giardino, con annessa zona privata.
Poco lontano il viale si raddrizza ai lati i mezzobusti di tutti i primi ministri Australiani, fusi in bronzo e montati su piedistalli di granito, sono 26 statue, l'ultima ritratta è Julia Gilliam, in realtà ad oggi i primi ministri sono stati 28, gli ultimi due ancora non hanno il monumento, ma i piediastalli sono già presenti.
Il percorso ci porta al deposito dei tram, anche questo chiuso, è possibile vedere solo dall'esterno, cosa comunque decisamente interessante, visto che i locomotori sono tutti degli anni 20/30.

Ogni tanto troviamo l'immancabile barbeque pubblico, e qualcuno ha gia iniziato i preparativi per una cena al parco.
La via alberata, finisce sulla riva del lago. Che è uno scrigno di vita, qualche tartaruga fa capolino, gli uccelli sono rappresentati da una moltitudine di specie, pellicani, gabbiani ma anche cormorani e aironi. Una coppia di cigni neri cattura la nostra attenzione, i bambini lanciano loro da mangiare...i germani si buttano in una lotta senza quartiere per recuperare un boccone...i cigni si fanno spazio a colpi di becco...
Restiamo li per qualche minuto, incantati da tanta vita. Poco lontano la via si infila in un piccolo ponte di legno, che approda sopra un isolotto, sul quale è stato posto un fiore stilizzato, costruito in metallo....
Aggiriamo la scultura, che non stona anche se messa in un santuario dove madre natura la fa da padrona.
Pian piano ritorniamo sui nostri passi, un signore troppo preso a giocare con il cane fa cadere il telefono in acqua gli uccelli convinti di mangiare vi si avventano sopra...
Recuperato l'apparecchio, l'uomo inizia una vasta selezione di bestemmie...ma ormai il danno è fatto, il cane invece abbaia perchè vuole continuare a giocare.

Comincia a farsi tardi il sole sta ormai lasciando spazio alle stelle....ci godiamo uno dei favolosi tramonti che l'Australia offre...

E' giunta l'ora di risalire in macchina e riprendere la via per Melbourne...lasciare tutta questa pace per ritornare nel chiassoso centro cittadino di una metropoli, mi mette di cattivo umore, ma purtroppo domani riprende il tram tram quotidiano.

Anzi sarà meglio non fare troppo tardi, la sveglia suonerà presto e la giornata sarà come sempre piuttosto dura...ma qui si riesce anche ad affrontarla con il sorriso sulle labbra, cosa non più possibile in Italia, almeno nell'ultimo periodo...

Il traffico non è dei peggiori, ma via via che ci si avvicina alla città diventa più intenso, per fortuna è già notte e le poche persone che ancora sono per strada si affettano a rientrare...
Noi siamo tra questi. Stanchi ma soddisfatti il sole oggi è stato implacabile, felici di aver scoperto un nuovo pezzettino di Australia, paese che forse non finirà mai di stupirci...

Prossimo post: WERRIBEE

 Ciao a presto